I consumatori statunitensi stanno perdendo slancio?

I deludenti risultati finanziari di diversi rivenditori hanno evidenziato una cautela da parte dei consumatori, che privilegiano i beni di prima necessitร rispetto agli acquisti non essenziali. Lโeconomia USA รจ sempre piรน biforcuta, con le famiglie a basso reddito messe sempre piรน a dura prova
A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM
Mercati con unโagenda macro piuttosto interessante sia sul fronte europeo che su quello americano, anche se non si tratta di un giorno da โbig bangโ come il Nonfarm Payrolls di venerdรฌ scorso. ร piuttosto una giornata di verifica, utile per capire se le tendenze recenti si stanno consolidando o se qualcosa sta cominciando a scricchiolare.
In Europa lโattenzione principale si concentrerร sulla stima flash dellโinflazione di agosto nellโarea euro. Dopo il +2,9% di luglio, le attese puntano ad un rimbalzo al verso +3,2 su base annua, con il dato core che dovrebbe restare piรน stabile intorno al +2,5%. Non รจ un numero da panico, ma unโaccelerazione anche moderata potrebbe far tornare un poโ di cautela sui tempi di eventuali mosse future della BCE, soprattutto se i dettagli mostrassero pressioni ancora presenti nei servizi.
Nello stesso orario arriverร anche il tasso di disoccupazione di luglio, atteso stabile al 6,3%. Un mercato del lavoro che tiene รจ un segnale di resilienza, ma al tempo stesso rende piรน delicato il lavoro della banca centrale. Completano il quadro europeo i PMI manifatturieri finali di agosto (Germania, Francia, Italia, Spagna e lโaggregato dellโEurozona) e le vendite al dettaglio tedesche. Qui si cercherร conferma di un settore industriale che sembra aver ritrovato un poโ di vigore, dopo mesi di debolezza.
Dallโaltra parte dellโAtlantico, il piatto forte sarร lโISM Manufacturing di agosto. Il consensus vede 55,2 punti, in leggero calo rispetto al 55,6 punti di luglio, ma ancora ben sopra la soglia di espansione. Se il dato confermasse unโattivitร solidamente sopra i 50 punti e soprattutto se la componente prezzi e nuovi ordini non deludessero, sarebbe un segnale di continuitร positiva per lโindustria americana. Attese anche le aperture di lavoro JOLTS di luglio e i Construction Spending. Entrambi aiutano a chiarire lo stato di salute del mercato del lavoro e del settore edilizio, due pezzi importanti del puzzle che la Fed continua a monitorare. Cโรจ anche un intervento di Michael Barr della Fed, che potrebbe offrire qualche spunto verbale in piรน.
Non ci aspettiamo necessariamente movimenti esplosivi, ma piuttosto un controllo di coerenza. Se lโinflazione europea tornasse a salire piรน del previsto e lโISM americano restasse robusto, i mercati potrebbero interpretare il tutto come un contesto ancora โhot enoughโ da tenere le banche centrali in modalitร prudente. Al contrario, dati piรน morbidi da entrambe le sponde dellโAtlantico darebbero un poโ di sollievo e rafforzerebbero lโidea che il percorso di disinflazione e di soft landing resti intatto. Come sempre, i dettagli conteranno piรน del numero headline. ร lรฌ che si giocano le reazioni piรน genuine.
Calma estiva, sul fronte macroeconomico non se ne รจ vista alcuna. Mentre gli investitori si sono concentrati sulle tensioni geopolitiche e sull'incertezza politica, la domanda piรน importante รจ se i consumatori statunitensi stiano perdendo slancio.
La contrazione dei nuovi posti di lavoro non agricoli a luglio (insieme alle precedenti revisioni al ribasso) ha segnato un ritorno alla crescita occupazionale lenta osservata all'inizio dell'anno. Le vendite al dettaglio di luglio hanno registrato un calo inaspettato, il piรน consistente da maggio 2025. I deludenti risultati finanziari di diversi rivenditori hanno evidenziato una cautela da parte dei consumatori, che privilegiano i beni di prima necessitร rispetto agli acquisti non essenziali. L'aumento dei prezzi della benzina, legato al conflitto in corso in Medio Oriente, non ha fatto altro che aumentare la stanchezza dei consumatori, alimentando il calo della fiducia degli stessi registrato ad agosto.
Quindi, i consumatori statunitensi si sono "disinteressati"? Non crediamo. Nonostante la recente flessione, uno dei principali fattori di sostegno alla spesa dei consumatori appare sostanzialmente stabile: il mercato del lavoro. Le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione rimangono storicamente basse e hanno recentemente raggiunto il livello piรน basso degli ultimi decenni. Con il regime di "nessuna assunzione, nessun licenziamento" ancora in vigore, riteniamo che il mercato del lavoro fornirร un supporto sufficiente ai consumatori.
Inoltre, alcuni dati negativi vanno interpretati con la giusta prospettiva. Il calo delle vendite al dettaglio di luglio ha probabilmente sovrastimato la debolezza di fondo, poichรฉ diversi fattori temporanei di incremento della spesa avevano giร anticipato gli acquisti al secondo trimestre. Tra questi, i consistenti rimborsi fiscali e la spesa legata ai Mondiali di calcio.
I sondaggi sul sentiment dei consumatori, che mostrano un atteggiamento pessimista, sono diventati una caratteristica dell'economia post-pandemia a causa delle preoccupazioni sull'accessibilitร economica, ma ciรฒ non ha frenato la spesa dei consumatori in questo ciclo. Questo รจ dovuto in gran parte al fatto che le famiglie ad alto reddito rappresentano una quota sempre piรน sproporzionata della spesa complessiva. Dati recenti della Fed mostrano che il 10% dei percettori di reddito piรน elevato rappresenta ora quasi la metร della spesa, rispetto al 35% circa della metร degli anni '90. Economia, dunque, sempre piรน biforcuta.
La crescita salariale piรน lenta, un tasso di risparmio storicamente basso, i prezzi elevati della benzina e l'alto costo di altri beni di prima necessitร possono mettere a dura prova le famiglie a basso reddito, rendendole piรน dipendenti dai prestiti per finanziare gli acquisti. Ma questi stessi fattori possono avere un impatto molto minore sulle famiglie piรน benestanti, che beneficiano dei guadagni derivanti dalla crescita del patrimonio in azioni e altri asset finanziari. E, al di lร dei consumatori, i continui investimenti delle imprese legati alle infrastrutture di intelligenza artificiale hanno sostenuto l'economia nel suo complesso, contribuendo a compensare eventuali sacche di debolezza legate allo stress finanziario tra le famiglie a basso reddito.
I dati recenti suggeriscono un rallentamento dei consumi, non un crollo improvviso. Ci aspettiamo che la crescita della spesa si modererร nei prossimi mesi, man mano che gli effetti positivi temporanei si attenueranno e i budget delle famiglie a basso reddito rimarranno limitati. Tuttavia, riteniamo che un mercato del lavoro stabile, i continui investimenti nel settore dell'intelligenza artificiale e l'aumento della ricchezza delle famiglie ad alto reddito dovrebbero mantenere l'espansione economica sui binari giusti, potenzialmente favorendo rialzi in borsa.
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