Crisi trivellazioni USA nonostante la leadership mondiale nel petrolio

26/06/2025 09:30
Crisi trivellazioni USA nonostante la leadership mondiale nel petrolio

Nonostante gli Stati Uniti mantengano la leadership mondiale nella produzione di petrolio, il settore delle trivellazioni รจ in stallo. Le principali aziende del comparto affrontano margini compressi, volatilitร  geopolitica e scarsi investimenti, in un contesto che smentisce ogni ipotesi di boom.

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Trivellazioni al minimo nonostante la supremazia produttiva

La narrativa del โ€œDrill Baby Drillโ€ รจ oggi piรน che mai lontana dalla realtร . Come rilevato da Gabriel Debach, market analyst di eToro, solo 438 trivelle risultano operative negli Stati Uniti, il livello piรน basso dal 2022. Il primato produttivo, con 22,7 milioni di barili al giorno nel 2024, garantisce ancora agli USA il ruolo di primo produttore globale, davanti a Arabia Saudita e Russia. Ma lโ€™efficienza di sistema e i numeri aggregati non bastano a nascondere la crisi strutturale delle aziende di perforazione.

La fragilitร  del mercato petrolifero globale รจ messa in luce anche dallโ€™ultimo report dellโ€™OPEC+, che prevede un incremento della domanda nella seconda metร  del 2025, trainato soprattutto dallโ€™Asia. Tuttavia, la volatilitร  dei prezzi del Brent, alimentata da shock geopolitici e da pressioni politiche interne, continua a destabilizzare il settore. I picchi registrati in corrispondenza del Liberation Day o durante lโ€™escalation in Medio Oriente hanno evidenziato un mercato governato piรน dagli eventi che da logiche industriali, con ricadute pesanti sulla redditivitร .

Margini compressi e visibilitร  ridotta per i colossi della perforazione

Le recenti earnings call delle principali societร  di trivellazione mostrano un quadro complesso e segnato dallโ€™incertezza. Baker Hughes, pur cercando di mantenere un tono ottimista grazie alla tenuta del comparto LNG e gas, ha evidenziato ricavi in calo nel segmento Oilfield Services e una contrazione attesa degli investimenti upstream tra il 7% e il 10%. Il CEO Lorenzo Simonelli, giร  ad aprile, aveva sottolineato una visibilitร  ridotta, aggravata dal contesto geopolitico e commerciale.

Helmerich & Payne, a sua volta, si trova a gestire lโ€™impatto negativo delle sospensioni operative in Arabia Saudita e di una domanda interna debole. Il CEO John Lindsay ha parlato apertamente di margini destinati a rimanere sotto pressione per tutto il 2025, con lโ€™incertezza come unico denominatore stabile del mercato.

Neppure Patterson-UTI sfugge alla tempesta. Nonostante gli sforzi per innovare le proprie flotte con alimentazione a gas naturale, il CEO William Hendricks ammette che con prezzi fermi a 60 dollari al barile, le attivitร  di trivellazione rischiano ulteriori riduzioni, ipotizzando la chiusura di 20-30 impianti entro la fine dellโ€™anno.

Volatilitร  e cautela frenano anche lโ€™offshore

Anche i giganti dellโ€™offshore drilling, come Transocean, si muovono in un territorio instabile. Nellโ€™ultima comunicazione ufficiale, il CEO Jeremy Thigpen ha sottolineato come lโ€™attuale fase ricordi per incertezza quella vissuta durante la pandemia. Le tensioni legate ai dazi statunitensi e la generale volatilitร  rendono difficile qualsiasi pianificazione strategica a breve termine, e impongono estrema cautela anche ai maggiori operatori globali del settore.

Il messaggio, secondo eToro, รจ chiaro: lโ€™intero comparto oil services รจ in sofferenza strutturale, e le compagnie stanno faticando non solo a espandere ma anche a difendere le proprie posizioni nel mercato globale.

Mercati petroliferi in allarme rosso

Lo scenario negativo trova pieno riscontro anche nei mercati azionari. Lโ€™ETF Oil Services (OIH) ha perso il 16% da inizio anno, mentre il comparto E&P (XOP) registra un calo di oltre il 4%. Il settore energetico nel suo complesso (XLE) segna un -0,5% YTD, contro un S&P 500 che guadagna oltre il 4%. In questo quadro, titoli come Nabors Industries, Helmerich & Payne e Patterson-UTI accusano ribassi pesanti tra il 30% e il 50%, mentre Baker Hughes e Transocean cercano faticosamente di contenere le perdite.

Debach sottolinea come la combinazione tra prezzi compressi, strategia OPEC+ e tensioni sui dazi USA rappresenti una minaccia sistemica. La spinta a trivellare evocata da Trump rimane unโ€™eco lontana, mentre le societร  americane del settore si concentrano ormai piรน sulla sopravvivenza operativa che sullโ€™espansione. Un clima in cui le promesse politiche restano prive di risposta industriale, e in cui la produzione americana, per quanto elevata, rischia di non essere sostenibile senza nuovi impulsi strutturali.

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