Dazi Usa illegali, un giudice ordina rimborsi per oltre 130 miliardi di dollari

Dazi Usa illegali, un giudice ordina rimborsi per oltre 130 miliardi di dollari

La decisione della Corte Suprema che ha bocciato parte della politica tariffaria di Trump produce i primi effetti: un tribunale commerciale ordina al governo di restituire i dazi agli importatori. Ma Washington prepara già nuove tariffe

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130 miliardi di dollari di dazi illegali

Mercoledì 4 marzo un giudice federale degli Stati Uniti ha ordinato al governo americano di iniziare a rimborsare miliardi di dollari di tariffe doganali incassati illegalmente. La decisione aggiunge un nuovo tassello a una vicenda già complessa, che intreccia politica commerciale, diritto costituzionale e interessi economici globali.

La questione nasce dalla sentenza con cui, lo scorso febbraio, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che il presidente Donald Trump non aveva l’autorità legale per imporre unilateralmente una serie di dazi globali utilizzando l’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA), aggirando così il Congresso.

Quelle tariffe, che avevano colpito importazioni da gran parte del mondo, avevano fruttato al governo americano oltre 130 miliardi di dollari.

Ora il giudice Richard Eaton, della U.S. Court of International Trade di Manhattan, ha ordinato alle autorità doganali americane di avviare il processo di rimborso per gli importatori che hanno pagato quei dazi. I rimborsi dovranno includere anche gli interessi.

Coinvolti oltre 300.000 importatori

Il meccanismo tecnico è relativamente semplice sulla carta. Quando una merce entra negli Stati Uniti, l’importatore versa un importo stimato dei dazi; la cifra definitiva viene poi stabilita circa 314 giorni dopo, nel processo chiamato “liquidation”. Il giudice ha ordinato alla Customs and Border Protection di finalizzare quelle pratiche senza applicare il dazio, generando quindi automaticamente un rimborso.

Il problema è la scala dell’operazione. Secondo l’agenzia doganale, potrebbero essere coinvolte oltre 70 milioni di spedizioni e più di 300.000 importatori, in gran parte piccole imprese.

Non sorprende quindi che le autorità parlino di un compito “senza precedenti”.

Migliaia di cause in tribunale

La decisione del giudice Eaton riguarda uno dei circa 2.000 ricorsi presentati contro i dazi imposti tramite l’IEEPA. Il caso specifico è stato avviato da Atmus Filtration, che sostiene di aver pagato circa 11 milioni di dollari di tariffe illegali.

L’intenzione della corte è però evitare di esaminare ogni singolo caso. L’obiettivo è trovare un sistema generale che consenta agli importatori di ottenere i rimborsi senza dover avviare un contenzioso individuale.

Secondo alcuni esperti legali citati da CNBC, il linguaggio dell’ordinanza suggerisce che tutti gli importatori abbiano diritto ai rimborsi, ma resta possibile che il governo cerchi di limitarne la portata o chieda più tempo per organizzare il processo.

Intanto Washington prepara nuovi dazi

Mentre i tribunali discutono dei rimborsi, l’amministrazione americana sta già lavorando a una nuova struttura tariffaria.

Il segretario al Tesoro Scott Bessent, intervistato da CNBC, ha dichiarato che la tariffa globale del 15% annunciata da Donald Trump potrebbe entrare in vigore nel corso della settimana, sostituendo l’attuale livello del 10%.

Questi nuovi dazi vengono introdotti utilizzando una base legale diversa, la Section 122 del Trade Act del 1974, che consente al presidente di applicare misure tariffarie temporanee per un massimo di 150 giorni, salvo approvazione del Congresso per un’estensione.

Durante questo periodo, ha spiegato Bessent, le autorità commerciali americane completeranno studi e indagini che potrebbero portare a nuove misure più strutturate.

Il segretario al Tesoro si è mostrato fiducioso sul fatto che il sistema tariffario tornerà presto ai livelli precedenti.

Per le imprese resta un grande punto interrogativo

Per le aziende che esportano verso gli Stati Uniti la situazione rimane quindi estremamente fluida. Da un lato si apre la prospettiva di rimborsi miliardari per i dazi dichiarati illegali. Dall’altro, Washington si prepara a reintrodurre nuove tariffe, seppure attraverso strumenti giuridici diversi.

Il risultato è una fase di forte incertezza per il commercio internazionale. Le imprese devono fare i conti con una domanda semplice ma cruciale: quali dazi saranno davvero in vigore nei prossimi mesi?

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