Delisting record da Piazza Affari, il paradosso che ridisegna non solo l'Italia ma tutta Europa

27/03/2026 15:00
Delisting record da Piazza Affari, il paradosso che ridisegna non solo l'Italia ma tutta Europa

Dallo scorso anno al giorno prima del conflitto in Medio Oriente si sono visti una serie di nuovi massimi per la capitalizzazione di Piazza Affari, ma il numero di societร  quotate continua a scendere. Un apparente controsenso che rivela una trasformazione profonda del mercato dei capitali. Tra delisting, operazioni straordinarie e fuga verso altri ecosistemi finanziari, emerge una crisi strutturale che coinvolge tutta lโ€™Europa.

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Un mercato piรน ricco ma sempre piรน vuoto

Mentre i listini brindavano a record storici, le sale operative di Milano osservano un silenzioso esodo. I dati del 2025 dipingono un quadro apparentemente trionfale: la capitalizzazione complessiva di Piazza Affari ha infranto il tetto dei 1.077 miliardi di euro, portando il rapporto tra valore di mercato e Pil a un solido 48%. Tuttavia, come si legge nella nota di Gabriel Debach, market analyst di eToro, dietro la facciata dei grandi numeri, l'ecosistema si sta desertificando. Il numero di societร  quotate su Euronext Milan รจ scivolato a 198 unitร , un minimo storico rispetto alle 209 di fine 2024.

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Il mercato vale di piรน, ma ospita meno protagonisti. Se il valore cresce, perchรฉ le eccellenze industriali scelgono la via del delisting? Non รจ una contraddizione, secondo Debach, ma รจ una trasformazione, e forse anche il punto di partenza corretto per leggere il fenomeno.

Il tema non รจ che le aziende stanno lasciando la Borsa. Il tema รจ che, sempre piรน spesso, non trovano nella Borsa il posto giusto per stare. Per capirlo basta uscire dai numeri aggregati e guardare ai casi concreti.

Recordati e il nodo delle valutazioni

Recordati รจ il punto di partenza piรน chiaro nell'analisi di eToro, anche se lโ€™operazione รจ ancora nella fase embrionale. Nel 2025 la societร  ha continuato a crescere con numeri solidi: ricavi +11,8%, Ebitda +14,5%, margine Ebitda al 37,8%, utile adjusted +14,5%, free cash flow oltre 550 milioni. Una storia ordinata, trainata dalle malattie rare e dalla forte esposizione agli Stati Uniti. Non รจ unโ€™azienda in difficoltร .

Eppure, negli anni il mercato non ha accompagnato questa crescita con unโ€™espansione dei multipli. Il prezzo segue, ma il salto nelle valutazioni non arriva. O meglio, spiega Debach, Recordati รจ stata premiata, ma non rivalutata. Per capire il concetto, basta guardare agli ultimi dieci anni.

Mentre le aspettative sugli utili piรน che triplicavano, i multipli si comprimevano. Il mercato ha incorporato la crescita nel prezzo, ma pagando progressivamente meno ogni euro di utili. In altre parole, sintetizza Debach, la performance del titolo รจ stata guidata dalle revisioni degli utili, non da unโ€™espansione delle valutazioni.

Qui si inserisce la mossa di CVC. Una manifestazione di interesse non vincolante a circa 52 euro per azione, con una valutazione intorno agli 11 miliardi, ancora embrionale e soggetta a due diligence e ricerca di partner. Non รจ un ingresso nuovo, osserva Debach, ma un tentativo di sblocco dopo sette anni di presenza. Se il mercato non esprime pienamente il valore, si prova a costruirlo fuori dal mercato.

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Todโ€™s, Exor e le diverse vie di uscita

Poi abbiamo lโ€™esempio Todโ€™s, che rappresenta una dinamica diversa. Qui il tema non รจ una crescita non premiata, sottolinea Debach, ma una trasformazione difficile da gestire in un contesto quotato: riposizionamento del brand, revisione della distribuzione, lavoro sulla marginalitร . Percorsi lunghi e non lineari. Il mercato domestico, ma non solo, tende a essere poco paziente su queste storie. Non รจ che non paga abbastanza, รจ che non aspetta abbastanza. Lโ€™uscita dal listino, evidenzia Debach, diventa quindi una scelta operativa: meno pressione, piรน tempo, maggiore libertร  di esecuzione.

Exor introduce un terzo livello. Non esce dal mercato. Cambia mercato. La scelta di Amsterdam รจ una scelta di ecosistema per Debach: governance, flessibilitร , accesso a capitale globale. Il mercato pubblico resta centrale, ma non necessariamente quello italiano.

Il consolidamento strategico introduce infine un quarto livello. Non รจ il private equity che ottimizza multipli, nรฉ lโ€™imprenditore che cerca pazienza, nรฉ il cambio di piazza. Come si legge nella nota di eToro, รจ la logica di integrazione industriale o di rafforzamento del controllo. Esempi recenti e ancora in corso: Intermonte con Banca Generali, illimity con Banca Ifis, la fusione per incorporazione di Mediobanca in MPS, con delisting entro fine anno, e lโ€™OPAS totalitaria di Poste Italiane su TIM.

In tutti questi casi, puntualizza Debach, il valore resta nel sistema, ma esce dal mercato pubblico. Quattro traiettorie diverse, una direzione comune.

Un Borsa che diventa fase intermedia e non destinazione

A livello piรน ampio, osserva Debach, il fenomeno del delisting non รจ omogeneo. Ci sono operazioni guidate da fondi o gruppi industriali, uscite volontarie da parte degli imprenditori, casi legati a difficoltร  aziendali e operazioni di riorganizzazione o fusione. Ma al di lร  delle differenze, emerge un elemento comune: nel 2025 le uscite da Piazza Affari hanno superato in modo netto le nuove ammissioni, 30 contro 21.

Il punto, sottolinea Debach, non รจ solo il saldo negativo. รˆ la natura dei movimenti: da un lato piccole societร  che entrano per finanziare la crescita, dallโ€™altro aziende che escono attraverso OPA e operazioni straordinarie. La Borsa smette di essere un punto di arrivo stabile e diventa una fase intermedia nel ciclo di vita delle imprese.

A questo punto, evidenzia Debach, il tema cambia scala. Non รจ piรน solo un problema italiano. รˆ un problema regionale. Negli Stati Uniti il mercato dei capitali รจ unโ€™infrastruttura attiva: finanzia crescita, anticipa le storie, sostiene multipli anche in presenza di incertezza. In Europa continentale, e in Italia in particolare, precisa Debach, il mercato tende a essere piรน passivo. Prezza il presente, ma raramente compete per il futuro.

Europa in difficoltร  tra capitali mobili e fuga di valore

Ma รจ un problema anche di competizione tra mercati. Il capitale privato รจ diventato unโ€™infrastruttura parallela, globale e liquida. La Borsa non รจ piรน un passaggio obbligato. รˆ una scelta, secondo Debach. E quando diventa una scelta, deve offrire un vantaggio competitivo chiaro. Se non lo fa, perde centralitร .

Questo, spiega Debach, non significa che il privato sia superiore. Il private equity porta flessibilitร , ma anche leva e orizzonti piรน brevi. Il mercato pubblico offre disciplina e trasparenza. Il punto รจ che il mercato pubblico sta perdendo capacitร  di competere. Le conseguenze, rimarca Debach, sono strutturali: meno societร  quotate significa meno profonditร , meno diversificazione, maggiore concentrazione e minore rappresentativitร  dellโ€™economia reale.

Allo stesso tempo, spiega Debach, una parte delle uscite รจ razionalizzazione. Non รจ un esodo. รˆ una selezione.

Ma non รจ solo quante aziende stanno lasciando la Borsa. รˆ se la Borsa รจ ancora il posto dove unโ€™azienda sceglie di diventare grande. Perchรฉ oggi, a seconda dei casi, secondo Debach, non paga abbastanza, non aspetta abbastanza, non compete abbastanza o semplicemente non serve piรน.

Fermarsi allโ€™Italia sarebbe un errore. Negli ultimi dieci anni, si legge nel report di eToro, aziende tecnologiche europee per circa 1.200 miliardi di euro di valore hanno lasciato il continente, tra quotazioni allโ€™estero e acquisizioni da parte di operatori non europei. Una parte rilevante, circa 700 miliardi, รจ legata direttamente a IPO fuori dallโ€™Europa o a buyout da parte di soggetti internazionali.

Il punto non รจ solo finanziario. Quando una societร  europea sceglie di quotarsi negli Stati Uniti, non cambia solo mercato. Cambia il proprio centro di gravitร , spiega Debach, spesso in modo permanente. Questo significa spostare capitale, competenze, relazioni e capacitร  di generare nuove aziende.

In questo contesto, evidenzia Debach, lโ€™Italia non รจ unโ€™eccezione. รˆ un caso piรน visibile. Combina tutte le fragilitร : minore profonditร  del mercato, minore presenza di capitale domestico, maggiore concentrazione proprietaria. Ma la direzione รจ comune.

Il problema non รจ che le aziende escono. รˆ che lโ€™Europa fatica a trattenere e far crescere le proprie aziende nei mercati pubblici. E se la risposta alla competitivitร  dei mercati europei non รจ chiaramente positiva, conclude Debach, il delisting non รจ il problema. รˆ solo il sintomo visibile di un riequilibrio molto piรน profondo.

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