Di solito, dopo un picco dei tassi le azioni sono favorite

Rendimenti dei bond in crescita sono di solito seguiti da mercati azionari in ripresa. Settembre รจ stato un mese pessimo per i mercati, ma dal 1990 lโultimo trimestre รจ stato migliore nove volte su undici.
A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM
Settimana densa di dati significativi quella che si apre oggi. Si parte alle 10:00 con il PMI manifatturiero dellโEuropa di settembre (stima 43,4 punti contro 43,5 di agosto), mentre alle 11:00 รจ la volta del tasso di disoccupazione di agosto sempre dellโEuropa (stima 6,4 invariato rispetto a luglio). Alle 15:45 uscirร il PMI manifatturiero USA di settembre (stima 48,9 punti contro 47,9 di agosto) e alle 16:00 lโISM manifatturiero sempre USA di settembre (stima 47,8 punti contro 47,6 di agosto).
Venerdรฌ scorso lโinflazione dellโEuropa di settembre รจ risultata in decisa contrazione rispetto ad un anno fa (4,3% contro 5,2% di agosto), segnale inequivocabile che la politica monetaria restrittiva della BCE sta avendo gli effetti sperati sulla frenata della crescita dei prezzi. Riteniamo che la disinflazione possa continuare, ma solo a patto che i prezzi dellโenergia (lato offerta) non ricomincino ad aumentare. Eโ chiaro che in questo caso, trattandosi di inflazione da offerta, la disinflazione che passi da tassi di interesse in crescita si puรฒ verificare solo in presenza di una recessione. Crediamo che lโattenzione richiesta a gran voce da diversi Governi dellโEuropa alla BCE, sia perlopiรน indirizzata ad evitare questo effetto.
Nelle ultime settimane lโaumento dei tassi di interesse รจ stato il motore dominante nei mercati finanziari. Motore acceso principalmente da una ricalibrazione delle aspettative per la politica della FED, con il sentiment del mercato che รจ stato indebolito dai suoi commenti che suggeriscono che le impostazioni di politica monetaria rimarranno restrittive piรน a lungo di quanto gli investitori avevano precedentemente previsto.
Da tempo siamo dellโidea che la FED tende ad essere prudente quando si tratta di ridurre lโinflazione. Non siamo quindi sorpresi dal messaggio che il tasso ufficiale potrebbe restare piรน alto piรน a lungo. Tuttavia, non siamo nemmeno del tutto convinti che la FED dovrร adottare ulteriori misure restrittive in questa fase. Lโultimo intervento ha fatto salire i tassi e abbassare i prezzi delle azioni, una reazione che a nostro avviso potrebbe creare unโopportunitร interessante.
La settimana scorsa il rendimento dei titoli del Tesoro USA a 10 anni รจ balzato sopra il 4,6%, il livello piรน alto dal 2007. Dopo un decennio e mezzo di tassi di interesse estremamente bassi, ciรฒ ha evidentemente comportato qualche disagio. Tuttavia, abbiamo spesso visto questi episodi di rialzo dei tassi produrre catalizzatori interessanti per i rally del mercato azionario nellโultimo anno e mezzo.
I precedenti picchi del rendimento dei titoli del Tesoro a 10 anni nel giugno e nellโottobre dello scorso anno, cosรฌ come nel marzo di questโanno, sono stati seguiti da robusti guadagni azionari nei mesi successivi.
ร importante sottolineare inoltre che questa volta il contesto inflazionistico รจ notevolmente piรน favorevole. Le fasi di aumento dei tassi dello scorso anno si sono verificate mentre l'inflazione era in aumento. Oggi, lโinflazione รจ in una tendenza al ribasso che sembra sostenibile (anche se probabilmente il percorso di disinflazione non sarร perfettamente lineare). ร vero che i rendimenti a lungo termine sono aumentati piรน di quanto i mercati si aspettassero.
Ma con la moderazione delle pressioni sui prezzi al consumo e le campagne di inasprimento della FED prossime alla fine, riteniamo che sia giustificato affermare che i tassi sono vicini al loro picco per questo ciclo. Pertanto, se lโinflazione continua a scendere e lo slancio economico si attenua nei prossimi mesi, come previsto, un nuovo calo dei tassi di mercato potrebbe gettare le basi per un rimbalzo di fine anno.
Il grafico seguente mostra la performance dellโS&P 500 durante gli ultimi periodi di aumento dei tassi di interesse. Il periodo successivo al picco dei tassi รจ stato accompagnato da una performance positiva per lโindice S&P 500.
Fonte: FactSet, indice S&P 500 e rendimento dei titoli del Tesoro USA a 10 anni. Le performance passate non garantiscono risultati futuri.
Settembre รจ stato un mese pessimo per i mercati, con lโS&P 500 in calo di quasi il 5%, portando il rendimento da inizio anno al 12%. L'aumento dei tassi e i timori che la politica piรน restrittiva della FED possa indebolire l'economia hanno portato inoltre ad un'ulteriore debolezza della crescita e degli investimenti a piccola capitalizzazione, con gli indici Nasdaq e Russell 2000 che hanno entrambi perso quasi il 6% nel mese.
Se il passato puรฒ insegnarci qualcosa, vediamo che la storia del mercato migliora da qui in poi. Dal 1990, negli 11 anni in cui le azioni crollarono nel terzo trimestre, lโS&P 500 รจ rimbalzato con un guadagno nel successivo quarto trimestre nove volte, con un rendimento medio impressionante del 10,6% negli ultimi tre mesi dellโanno. I titoli a piccola capitalizzazione hanno fatto ancora meglio in quegli anni, registrando un guadagno medio dellโ11,4% nellโultimo trimestre. Il 2000 e il 2008 sono stati i due casi in cui il mercato รจ crollato sia nel terzo che nel quarto trimestre.
Sebbene i rendimenti del quarto trimestre siano stati piรน elevati dopo i cali del terzo trimestre, il quarto trimestre รจ tradizionalmente un periodo solido per le azioni, con un aumento medio trimestrale complessivo del 5% a partire dal 1990.
Mediamente quindi, con le eccezioni di cui sopra, il quarto trimestre ha storicamente registrato rendimenti positivi, in particolare dopo il calo del terzo trimestre.
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