Doppio colpo per i volumi automobilistici mondiali

Lโindustria automobilistica mondiale si trova davanti a una combinazione di fattori che rischia di frenare crescita, domanda e redditivitร . Il rallentamento del mercato cinese, le tensioni commerciali, la guerra in Medio Oriente e il rialzo dei costi energetici stanno modificando gli equilibri del settore. In questo contesto, i produttori cinesi accelerano lโespansione internazionale mentre Europa e Stati Uniti devono fare i conti con consumatori piรน prudenti e margini sempre piรน sotto pressione.
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La doppia sfida che ridisegna il mercato automobilistico
Lโindustria automobilistica mondiale sta affrontando una fase particolarmente delicata, caratterizzata da una combinazione di fattori che stanno modificando le prospettive di crescita del settore. Da un lato il rallentamento della domanda cinese, dallโaltro le conseguenze della guerra in Medio Oriente e lโaumento dei costi energetici stanno creando nuove pressioni su produttori e fornitori.
Come si legge nel report di S&P Global Ratings (S&P), il taglio degli incentivi allโacquisto di veicoli elettrici in Cina ha provocato un brusco calo della domanda domestica, destinato ad accelerare ulteriormente lโespansione internazionale dei costruttori del Paese. Allo stesso tempo, la volatilitร dei prezzi dellโenergia alimentata dal conflitto mediorientale sta contribuendo a una nuova fase inflazionistica che aumenta i costi variabili per costruttori e fornitori, con il rischio di indebolire ulteriormente la domanda finale.
S&P Global Ratings ha quindi rivisto le proprie stime sul mercato automobilistico globale e prevede che le vendite mondiali di veicoli leggeri si attestino attorno a 90 milioni di unitร nel periodo 2026-2028, contro i circa 92 milioni registrati nel 2025. Si tratta di una revisione che riflette un quadro macroeconomico piรน complesso e un contesto competitivo sempre piรน aggressivo.
Il report evidenzia come le difficoltร del mercato cinese e i dazi statunitensi stiano pesando su un settore giร alle prese con prospettive moderate. Pur senza effetti immediati sui rating del comparto, S&P sottolinea che la pressione competitiva e lโaumento dei costi della supply chain stanno portando il bias negativo sui rating delle case automobilistiche vicino al 50%, uno dei livelli piรน elevati degli ultimi anni.
Anche lo scenario energetico continua a rappresentare un elemento di incertezza. Lo Stretto di Hormuz risulta ancora sostanzialmente chiuso e il petrolio si mantiene attorno ai 100 dollari al barile. Sebbene non sia lo scenario centrale considerato da S&P, un eventuale shock petrolifero piรน intenso potrebbe provocare una riduzione di circa 4 milioni di veicoli nelle vendite globali rispetto alle stime di base per il 2027.
La Cina rallenta ma accelera la conquista dei mercati esteri
Uno degli sviluppi piรน rilevanti riguarda il mercato cinese, che negli ultimi anni ha rappresentato il principale motore della crescita globale nel settore dei veicoli elettrici.
Secondo S&P, il comparto EV cinese รจ ormai entrato in una nuova fase di maturitร . Le autoritร di Pechino non considerano piรน il settore tra quelli strategici nel piano di sviluppo 2026-2030, riducendo cosรฌ il sostegno pubblico che aveva favorito lโespansione degli ultimi anni.
Le conseguenze sono giร visibili nei numeri. Nel primo trimestre del 2026 le vendite di veicoli elettrici in Cina sono diminuite del 27%, dopo anni di crescita quasi ininterrotta. Alla base del rallentamento vi sono diversi fattori: gli acquisti anticipati effettuati nel 2025, lโaumento della tassazione sui veicoli elettrici e la riduzione degli incentivi governativi.
Nonostante ciรฒ, S&P ritiene che il mercato possa recuperare parte del terreno perso nel 2027, grazie alla convenienza dellโattuale aliquota fiscale del 5% applicata agli EV prima del ritorno al livello ordinario del 10%.
La sfida principale resta perรฒ lโeccesso di capacitร produttiva. Per questo motivo, secondo S&P, i produttori cinesi sono destinati ad aumentare ulteriormente la propria presenza internazionale, esportando volumi crescenti verso Asia-Pacifico, Europa e Sud America.
Lโespansione internazionale delle case automobilistiche cinesi rischia di intensificare la concorrenza in tutti i principali mercati mondiali. Il governo cinese sta inoltre cercando di mettere fine alla lunga guerra dei prezzi che ha caratterizzato il settore negli ultimi anni, imponendo condizioni piรน rigide nei rapporti con i fornitori e favorendo un processo di consolidamento industriale.
Per il breve termine, perรฒ, la prioritร rimane collocare allโestero la produzione in eccesso, aumentando la pressione competitiva soprattutto sui produttori occidentali.
Stati Uniti ed Europa tra consumatori in difficoltร e invasione delle auto cinesi
Negli Stati Uniti il mercato automobilistico sta mostrando segnali di debolezza sempre piรน evidenti. S&P evidenzia che il rallentamento si รจ intensificato nella seconda metร del 2025 e che nei primi quattro mesi del 2026 le vendite di veicoli leggeri sono diminuite del 6,7% rispetto allo stesso periodo dellโanno precedente.
Il mercato americano continua a risentire dellโeffetto degli acquisti anticipati effettuati prima dellโintroduzione dei dazi automobilistici e della scadenza di diversi incentivi per i veicoli elettrici. A questo si aggiungono costi di produzione e logistica piรน elevati, che le case automobilistiche faticano a trasferire integralmente sui consumatori.
I dati citati nel report mostrano una situazione di crescente difficoltร per le famiglie americane. Lโimporto medio finanziato per lโacquisto di un veicolo รจ aumentato da 40.000 a 44.000 dollari, mentre i tassi di finanziamento rimangono elevati rispetto agli standard storici. In un contesto di inflazione persistente e mercato del lavoro meno dinamico, la domanda appare destinata a restare sotto pressione.
Anche lโEuropa si trova in una posizione complessa. Sebbene nel marzo 2026 le immatricolazioni abbiano registrato una crescita del 4% per le auto passeggeri e dello 0,5% per i veicoli commerciali leggeri, S&P ritiene che questa resilienza possa essere temporanea.
Il continente europeo deve infatti confrontarsi con una presenza crescente dei produttori cinesi. Nel 2025 le vendite di auto nellโarea EU30 hanno superato la produzione interna di circa 800.000 unitร , deficit coperto in larga misura dalle importazioni provenienti dalla Cina.
La situazione รจ destinata a intensificarsi nei prossimi anni, mentre alcune case europee stanno valutando lo spostamento di parte della produzione negli Stati Uniti per ridurre lโimpatto dei dazi commerciali.
Il report evidenzia inoltre un altro elemento critico: la bassa utilizzazione degli impianti produttivi europei. In Paesi come Italia, Francia e Regno Unito i livelli di utilizzo risultano significativamente inferiori alla media europea del 70%.
Secondo S&P questo scenario aumenta la probabilitร di nuove ristrutturazioni industriali e potrebbe spingere alcune case automobilistiche europee a condividere stabilimenti con produttori cinesi per ridurre i costi fissi.
Costi in aumento e transizione elettrica piรน lenta del previsto
Lโaltra grande sfida riguarda lโaumento dei costi delle materie prime e delle componenti industriali. Secondo S&P, le indicazioni fornite finora dalle principali case automobilistiche non riflettono ancora pienamente lโimpatto della guerra in Medio Oriente sui costi di produzione.
Ford ha aumentato a oltre 2 miliardi di dollari la stima dellโimpatto negativo derivante dallโaumento dei prezzi delle commodity. General Motors prevede tra 1,5 e 2 miliardi di dollari di costi aggiuntivi legati a materie prime e logistica, mentre Stellantis ritiene che lโeffetto possa arrivare fino allโ1% dei ricavi se gli attuali livelli di prezzo dovessero persistere.
Particolarmente significativo รจ il rialzo dellโalluminio. Negli Stati Uniti i prezzi spot sono aumentati di quasi il 70%, mentre in Europa e Cina gli incrementi hanno superato il 20%.
Anche gomma naturale, polipropilene e stirene hanno registrato aumenti significativi. Parallelamente cresce la preoccupazione per la catena di fornitura dei semiconduttori.
La produzione di chip richiede infatti ingenti quantitร di energia e gas industriali come neon, elio, kripton e xeno, materiali che storicamente transitano in parte attraverso il Medio Oriente. Pur non prevedendo carenze immediate, S&P ritiene che molti produttori automobilistici possano aumentare le scorte strategiche di semiconduttori per proteggersi da eventuali interruzioni.
La transizione verso lโelettrico procede inoltre con velocitร differenti nelle varie aree del mondo.
Negli Stati Uniti e in Cina la riduzione degli incentivi ha frenato le vendite di veicoli elettrici nel primo trimestre del 2026. In Europa, invece, le immatricolazioni sono aumentate del 29%, sostenute da una gamma piรน ampia di modelli e dagli incentivi pubblici ancora disponibili.
Secondo le stime di S&P, la quota di veicoli elettrici e ibridi plug-in sul totale delle vendite globali dovrebbe raggiungere il 24-26% entro il 2028. In Cina la penetrazione dovrebbe attestarsi tra il 53% e il 56%, sotto le precedenti aspettative, mentre negli Stati Uniti dovrebbe rimanere compresa tra il 7% e lโ8%. In Europa, invece, il tasso di penetrazione potrebbe salire fino al 38%.
Il risultato รจ un settore che continua a trasformarsi rapidamente, ma che deve fare i conti con domanda piรน debole, costi crescenti, concorrenza cinese e un contesto geopolitico che aumenta lโincertezza per produttori e investitori.
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