Economia USA rimane in un equilibrio precario

10/04/2026 06:15
Economia USA rimane in un equilibrio precario

La ripresa delle azioni è trainata dalle notizie provenienti dal Medio Oriente. L’economia statunitense rimane in un equilibrio precario, considerato anche che la flessione della disoccupazione non riflette tanto nuove assunzioni.

A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM

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Inflazione della Germania MoM di marzo stimata al +2,1% (contro +0,2% di febbraio) che porterebbe il tendenziale annuo al +2,7% (dal +1,9% di febbraio). Produzione industriale dell’Italia MoM di febbraio (stima +0,4% da -0,6% di gennaio). Inflazione degli Stati Uniti M oM di marzo stimata al +0,9% da (+0,3% di febbraio) che porterebbe il tendenziale annuo al +3,4% (dal +2,4% di febbraio). Fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan di aprile (stima 52,5 punti contro 53,3 di marzo).

L'economia statunitense è cresciuta a un tasso annualizzato dello 0,5% nel quarto trimestre del 2025, rivisto ulteriormente al ribasso dallo 0,7% nella seconda stima e dall'1,4% nella lettura preliminare, principalmente a causa di una revisione al ribasso degli investimenti. La spesa dei consumatori è rallentata più del previsto (1,9% contro 2% nella seconda stima), poiché gli acquisti di beni (0,3%) e servizi (2,7%) si sono raffreddati. Gli investimenti fissi sono aumentati meno del previsto (1,5% contro 1,6%), principalmente a causa di un forte calo delle strutture (-6,5%), mentre gli investimenti in attrezzature (4,3%) e prodotti di proprietà intellettuale (5,4%) sono rimasti robusti. Gli investimenti residenziali sono diminuiti più del previsto (-1,7% contro -0,5%). Le esportazioni sono diminuite del 3,2%, rispetto a un calo del 3,3%, segnando la più grande contrazione dal secondo trimestre del 2023. Nel frattempo, la spesa e gli investimenti del governo si sono contratti bruscamente (-5,6% contro -5,8%), sottraendo 1 pp dalla crescita complessiva, a causa della chiusura del governo per 43 giorni. Per l’intero 2025, l'economia statunitense è cresciuta del 2,1%. In crescita le richieste di sussidi settimanali USA alla disoccupazione (219k da 203k della scorsa settimana).

La ripresa dei mercati azionari è prevalentemente dovuta al cessate il fuoco temporaneo in Medio Oriente e la ricerca di una pace duratura. Questa ripresa è stata anche alimentata da un leggero calo dei tassi di interesse e da un'economia interna statunitense che si mantiene resiliente nonostante l'aumento dei rischi geopolitici nel contesto del conflitto in corso in Medio Oriente. Stabilità che è stata sostenuta da ingenti investimenti nell'intelligenza artificiale (IA), da una solida spesa dei consumatori ad alto reddito, dai positivi effetti degli ultimi tassi di interesse della Fed che, come noto, necessitano di un po’ di tempo per filtrare nell’economia reale e dagli stimoli fiscali previsti dal One Big Beautiful Bill Act. In particolare, l'Hutchins Center della Brookings Institution stima che la politica fiscale contribuirà per il 2,1% alla crescita del prodotto interno lordo (PIL) nel primo trimestre del 2026.

Inutile nascondere però che l'economia statunitense rimane in un delicato equilibrio. Il recente aumento dei prezzi del petrolio, dovuto al conflitto, minaccia un'inflazione più elevata e ha riportato i tassi di interesse quasi ai livelli precedenti all'inizio dei tagli da parte della Fed nel settembre 2025. Il rendimento dei titoli del Tesoro a due anni è passato da un minimo pre-conflitto del 3,37% a fine febbraio a un massimo del 3,98% il 26 marzo, per poi stabilizzarsi intorno al 3,79%. Analogamente, il rendimento dei titoli a 10 anni è salito dal 3,94% al 4,43%. Tassi di mercato più elevati rischiano di vanificare i precedenti stimoli monetari e continuano a esercitare una pressione al ribasso sui mercati azionari, il che potrebbe a sua volta frenare la spesa dei consumatori.

Sebbene gli ultimi dati sul mercato del lavoro siano stati generalmente positivi, in particolare il rapporto sull'occupazione, in realtà riflettono ancora la debolezza di fondo del mercato del lavoro a marzo e non segnalano ancora un'inversione di tendenza rispetto al rallentamento degli ultimi 15 mesi. Nonostante i datori di lavoro abbiano creato 178.000 posti di lavoro il mese scorso (quasi il triplo dei 65.000 previsti), i dati riflettono anche un contesto prudente. Il tasso di disoccupazione è sceso leggermente al 4,3% dal 4,4%, un calo attribuito all'uscita di 396.000 persone dal mercato del lavoro piuttosto che a un massiccio aumento delle assunzioni. La retribuzione oraria media è aumentata solo dello 0,2% su base mensile e del 3,5% su base annua, quest'ultimo il ritmo di crescita annuale più lento degli ultimi quasi cinque anni.

Le pressioni inflazionistiche rimangono persistenti. L'indice ISM (Institute for Supply Management) Manufacturing Prices Paid ha raggiunto il livello più alto da giugno 2022, mentre l'indice PMI (Purchasing Managers' Index) di S&P Global US Services è sceso a 49,8, registrando il primo calo da gennaio 2023. Il contesto stagflazionistico caratterizzato da crescita stagnante e crescenti pressioni sui prezzi ha rappresentato una sfida importante sia per la Fed che per il Governo, in quanto la fiducia delle imprese ha iniziato a calare. Le interruzioni di fornitura energetica dovute al conflitto in Medio Oriente sono una delle principali preoccupazioni e potrebbero indurre le aziende a trasferire i costi più elevati sui consumatori, riducendo potenzialmente anche il personale.

Sebbene la crescita complessiva rimanga positiva, l'indicatore GDPNow della Federal Reserve di Atlanta ha vacillato, passando da oltre il 3% all'inizio di marzo all'1,6% al 2 aprile. Data la combinazione di inflazione persistente, debolezza del mercato del lavoro e instabilità geopolitica, continuiamo a dare priorità alla diversificazione del portafoglio e a una prospettiva a lungo termine.

Ampliare la partecipazione al mercato oltre pochi titoli che sfruttano l'intelligenza artificiale suggerisce che un approccio diversificato rimane il miglior antidoto all'incertezza a breve termine.

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