Eli Lilly porta retatrutide al congresso ACR: dolore al ginocchio ridotto fino al 75,8%

Eli Lilly porta retatrutide al congresso ACR: dolore al ginocchio ridotto fino al 75,8%

Il colosso farmaceutico di Indianapolis presenta al congresso dei reumatologi statunitensi i risultati di fase 3 del triplo agonista sull'artrosi del ginocchio e i dati a un anno della combinazione Taltz-Zepbound nell'artrite psoriasica. Nello stesso giorno la piattaforma di telemedicina LifeMD annuncia un accordo per distribuire Zepbound e Foundayo ai prezzi self-pay del gruppo.

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Retatrutide, il triplo agonista alla prova dell'artrosi

Il nuovo farmaco anti-obesità di Eli Lilly si candida a diventare anche una terapia per il dolore articolare, la prima volta che un incretinico viene portato su questo terreno con dati pivotali.

Al congresso ACR Convergence 2026, in programma a Orlando da domani venerdì 6 novembre a mercoledì 11 novembre, il gruppo presenterà i risultati di fase 3 degli studi TRIUMPH-1 e TRIUMPH-4 su adulti con artrosi del ginocchio e obesità.

Nel TRIUMPH-4, a 68 settimane, retatrutide ha ridotto il dolore al ginocchio fino a 4,5 punti su una base di partenza di 6 della scala WOMAC, pari al 75,8%; più di un paziente su otto ha dichiarato di non avere più alcun dolore a fine studio.

Nel TRIUMPH-1, a 80 settimane e con tre dosaggi, la riduzione è arrivata a 4,3 punti (73,1%), con oltre un paziente su sei senza dolore. La società precisa che la variazione percentuale deriva da un'analisi post-hoc non prespecificata.

La sessione plenaria dedicata a retatrutide è fissata per domenica 8 novembre. Il farmaco, agonista settimanale dei recettori GIP, GLP-1 e glucagone, è ancora sperimentale: secondo Argus, la casa di ricerca indipendente statunitense, la domanda di registrazione è prevista nel 2027.

Taltz più Zepbound nell'artrite psoriasica e l'accordo con LifeMD

La seconda linea di ricerca riguarda la salute immunometabolica, cioè il trattamento congiunto di malattia reumatica e obesità.

Lo studio di fase 3b TOGETHER-PsA ha confrontato Taltz (ixekizumab) più Zepbound (tirzepatide) con il solo Taltz in adulti con artrite psoriasica e obesità: a 52 settimane il 43,7% dei pazienti in combinazione ha raggiunto la risposta ACR50, contro il 15,7% della monoterapia.

I dati a un anno saranno presentati in sessione orale mercoledì 11 novembre. Adrienne Brown, presidente di Lilly Immunology, ha sottolineato come l'obesità aggravi la gestione quotidiana di queste patologie e come circa l'80% dei pazienti con artrosi del ginocchio e il 65% di quelli con artrite psoriasica negli Stati Uniti siano in sovrappeso o obesi.

Sul fronte commerciale, oggi giovedì 5 novembre la piattaforma di telemedicina LifeMD ha annunciato un accordo con il gruppo: la sua farmacia affiliata potrà dispensare e spedire direttamente Zepbound e Foundayo (orforglipron, la pillola anti-obesità) ai prezzi self-pay fissati da Lilly, senza passare dalle assicurazioni.

Laura Steele, vicepresidente per la salute cardiometabolica USA di Lilly, ha spiegato che collaborare con piattaforme di questo tipo semplifica l'accesso ai farmaci autentici là dove i pazienti cercano le cure: un ulteriore canale per contrastare le versioni compounded.

Il titolo in Borsa: massimi storici e ipercomprato

Il mercato ha già premiato il gruppo dopo la trimestrale. Ieri mercoledì 4 novembre il titolo ha chiuso a 1.417,99 dollari (+0,61%), con una capitalizzazione di circa 1.263 miliardi di dollari; in premercato, alle 14:45 ora italiana, segnava un rialzo di circa l'1%.

Il massimo storico intraday di 1.449,68 dollari è stato toccato venerdì 30 ottobre, il giorno dopo i conti, quando il titolo è balzato da 1.288 a 1.374 dollari in una sola seduta.

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Sul piano tecnico la quotazione viaggia ben sopra le medie mobili a 50 giorni (1.203,50 dollari) e a 200 giorni (1.094,99 dollari), ma l'RSI a 14 giorni a 79,2 segnala una condizione di ipercomprato che dura da fine ottobre: un ritracciamento di breve non sarebbe sorprendente.

Il beta di 0,39 conferma la natura difensiva del titolo rispetto all'indice, mentre le posizioni corte sono scese a 6,96 milioni di azioni da 7,52 milioni del mese precedente, appena lo 0,78% del flottante.

Conti del terzo trimestre e guidance alzata per la terza volta

La forza dei fondamentali spiega la corsa del titolo. Nel terzo trimestre 2026 i ricavi sono saliti del 39% a 24,4 miliardi di dollari, contro i 22,42 miliardi attesi dal consenso, con un utile per azione rettificato di 7,48 dollari rispetto ai 5,60 previsti.

I volumi mondiali sono cresciuti del 53%, mentre i prezzi realizzati sono scesi del 15%: Mounjaro ha fatturato 10,72 miliardi e Zepbound 5,35 miliardi, insieme il 65,9% dei ricavi.

L'amministratore delegato David Ricks ha alzato per la terza volta nell'anno la guidance 2026: ricavi fra 91 e 92 miliardi di dollari (da 85-87) e utile per azione non-GAAP fra 35 e 36 dollari, nonostante 4,57 dollari di oneri per ricerca acquisita.

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A questi prezzi il titolo tratta a 45,7 volte gli utili degli ultimi dodici mesi e a 28,7 volte quelli attesi, con un margine operativo del 53,7% e un rendimento del dividendo dello 0,47%. La domanda per gli investitori è se i volumi continueranno a compensare l'erosione dei prezzi, soprattutto nel 2027.

Gli analisti: target price fino a 1.650 dollari

Dopo la trimestrale la quasi totalità delle case d'affari ha alzato gli obiettivi di prezzo.

  • Carter Gould di Cantor Fitzgerald ha portato lunedì 2 novembre il target a 1.600 dollari da 1.440, giudizio overweight, alzando la stima dei ricavi 2027 a 109 miliardi da 102,7.
  • Chris Schott di JP Morgan è salito a 1.650 dollari da 1.500, overweight, lo stesso livello scelto da BMO Capital (outperform, da 1.400).
  • UBS ha alzato il target a 1.625 dollari da 1.425 con giudizio buy: la banca svizzera stima per il 2027 ricavi di 110 miliardi e un utile per azione di circa 53 dollari, sopra il consenso di 102 miliardi, e valuta il titolo a 25-26 volte gli utili 2028 attesi a 63 dollari.
  • Trung Huynh di RBC Capital (outperform, target 1.600 dollari da 1.500) ritiene che penetrazione e volumi dei GLP-1 siano ancora agli inizi nonostante le pressioni sui prezzi.
  • Truist Securities è a 1.612 dollari, Goldman Sachs a 1.573, Argus a 1.550 e Bank of America a 1.497.

Il consenso dei 31 analisti che seguono il titolo è buy, con 20 strong buy, 6 buy, 3 hold, 1 sell e 1 strong sell, e un obiettivo medio di 1.442,09 dollari, appena l'1,7% sopra la chiusura di ieri: un segnale che la corsa recente ha già incorporato gran parte delle buone notizie.

Il prossimo appuntamento è la giornata dedicata a ricerca e sviluppo del 7 dicembre, che UBS indica come l'occasione per mostrare le prospettive di crescita oltre l'obesità, da oncologia e neurologia alla narcolessia.

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