Eli Lilly, trimestrale record e guidance: il titolo si impenna

Eli Lilly, trimestrale record e guidance: il titolo si impenna

Il colosso farmaceutico di Indianapolis chiude il terzo trimestre con ricavi in crescita del 39% grazie a Mounjaro e Zepbound e alza per la terza volta le previsioni di fatturato per il 2026. Il balzo in premercato arriva a un giorno dai dati che vedono il retatrutide battere l'Ozempic di Novo Nordisk nel primo confronto diretto.

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I conti del terzo trimestre: ricavi a 24,4 miliardi, Mounjaro e Zepbound oltre le attese

Eli Lilly ha pubblicato oggi, giovedì 29 ottobre, prima dell'apertura di Wall Street i risultati del terzo trimestre 2026 che gli hanno permesso di aumentare le previsioni per l'anno in corso.

I ricavi sono saliti del 39% a 24,4 miliardi di dollari, contro i 22,62 miliardi attesi dal consenso di 18 analisti, spinti da un aumento dei volumi del 53% solo in parte eroso da un calo del 15% dei prezzi realizzati.

L'utile per azione rettificato è stato di 7,48 dollari (+7%), sopra i 6,26 dollari stimati dagli analisti interpellati da LSEG, nonostante oneri per 4,57 dollari per azione legati alla ricerca acquisita con le operazioni AtaiBeckley e Curevo. L'utile netto contabile è cresciuto del 16% a 6,45 miliardi, pari a 7,22 dollari per azione.

Il trimestre ha beneficiato di circa 900 milioni di voci non ricorrenti, tra cui 410 milioni di milestone su Jardiance (le ultime previste) e aggiustamenti favorevoli sulle stime di sconti e rimborsi.

I due farmaci a base di tirzepatide hanno battuto le attese: Mounjaro ha fatturato 10,72 miliardi (+65%, contro i 10,04 miliardi stimati dagli analisti secondo Yahoo Finance) e Zepbound 5,35 miliardi (+49%, contro 5,03). La pillola Foundayo ha debuttato con 184 milioni. Le vendite negli Stati Uniti sono cresciute del 34% a 15,1 miliardi, quelle internazionali del 47% a 9,3 miliardi.

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«Lilly ha registrato un altro trimestre solido, superando le nostre precedenti aspettative», ha commentato l'amministratore delegato David Ricks, citando la domanda globale per Mounjaro e Zepbound, i lanci di Foundayo e il raddoppio dei nuovi prodotti in oncologia, immunologia e neuroscienze.

Guidance alzata a 91-92 miliardi e titolo verso nuovi massimi

Per il terzo trimestre consecutivo il gruppo ha rivisto al rialzo le previsioni di fatturato 2026, ora tra 91 e 92 miliardi di dollari dai precedenti 85-87 miliardi: un aumento di 5,5 miliardi al punto medio, ben oltre gli 88,87 miliardi attesi dagli analisti di LSEG.

L'utile per azione rettificato è invece atteso tra 35 e 36 dollari, da 35,50-36,50: il miglioramento operativo di 4,07 dollari è stato più che assorbito dai 4,57 dollari di oneri per le acquisizioni del trimestre. Il consenso LSEG si fermava a 33,88 dollari. Il margine di performance atteso sale al 52-52,5% dal 49-50,5%.

La reazione è stata immediata: nel premercato di Wall Street il titolo sale del 4,8% a 1.350 dollari, sopra il massimo storico di 1.321,21 dollari toccato il 22 ottobre. Ieri Eli Lilly aveva chiuso a 1.288,30 dollari (+0,5%), con un progresso di circa il 20% da inizio anno, mentre Novo Nordisk aveva ceduto lo 0,98% a 38,29 dollari.

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Dal punto di vista tecnico l'impostazione resta rialzista: le quotazioni si mantengono sopra la media mobile a 50 giorni (1.190,56 dollari) e a 200 giorni (1.087 dollari), con un recupero del 60% dal minimo annuale di 807,16 dollari. La capitalizzazione supera i 1.140 miliardi di dollari.

Retatrutide batte Ozempic: i numeri dello studio TRANSCEND-T2D-2

I conti arrivano a un giorno dai risultati preliminari di TRANSCEND-T2D-2, diffusi ieri, mercoledì 28 ottobre: lo studio di Fase 3 ha messo a confronto diretto il retatrutide con l'Ozempic 2 mg di Novo Nordisk, la dose più alta approvata, in 1.298 adulti con diabete di tipo 2 non controllato con metformina.

A 80 settimane il farmaco sperimentale ha centrato l'obiettivo primario e tutti gli obiettivi secondari chiave. L'emoglobina glicata (A1C) è scesa in media del 2,2% con entrambe le dosi (9 mg e 12 mg), contro l'1,8% di Ozempic, da un livello di partenza dell'8,3%.

Sul peso il divario è ancora più ampio: i pazienti hanno perso in media il 19,5% (20,1 kg) con la dose da 9 mg e il 20,9% (21,5 kg) con quella da 12 mg, contro il 9,4% (9,5 kg) di Ozempic. Retatrutide ha inoltre migliorato più del concorrente colesterolo non-HDL, trigliceridi e pressione sistolica.

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Kenneth Custer, presidente della divisione salute cardiometabolica di Lilly, ha dichiarato che, se approvato, il farmaco «potrebbe cambiare il paradigma di cura» per chi vive con diabete di tipo 2, obesità e patologie collegate.

Tollerabilità, prossime tappe e riassetto dei vertici

Il rovescio della medaglia è la tollerabilità. Gli effetti collaterali più comuni sono stati gastrointestinali: diarrea nel 28,3% (9 mg) e 32,7% (12 mg) dei pazienti contro il 26,4% con Ozempic; nausea nel 21,2% e 23,8% contro il 21,3%.

La disestesia (formicolii e sensazioni cutanee anomale) ha colpito il 4,8% e il 6,5% dei pazienti in retatrutide contro il 2,7% con Ozempic. Le interruzioni per eventi avversi sono salite al 4,8% e al 7,9% contro il 2,7% del farmaco danese.

TRANSCEND-T2D-2 è il sesto studio di Fase 3 positivo per il retatrutide, un agonista «triplo» che attiva i recettori GIP, GLP-1 e glucagone. Il gruppo punta a presentare la domanda di autorizzazione negli Stati Uniti nel primo trimestre del 2027, mentre è in corso TRIUMPH-5, il confronto diretto con il tirzepatide in adulti con obesità.

Nel trimestre sono arrivate anche le approvazioni della FDA per Mounjaro nella riduzione del rischio cardiovascolare, per l'insulina settimanale Onswik e per Inluriyo nel tumore al seno. Il gruppo ha inoltre chiuso una controversia legale con Novo Nordisk sulla promozione dei prodotti e ha accorpato le attività statunitensi e internazionali nella nuova divisione Lilly Global Markets guidata da Ilya Yuffa, dopo il pensionamento di Patrik Jonsson.

Gli analisti: Citi vede 1.600 dollari

Secondo quanto riporta MT Newswires, Geoff Meacham di Citi definisce i dati del retatrutide una conferma dell'efficacia differenziata del farmaco, motore di crescita cardiometabolica di lungo periodo. L'analista mantiene il giudizio Buy con obiettivo di prezzo a 1.600 dollari, il più alto di Wall Street, confermato il 20 ottobre.

Nelle ultime settimane diverse case d'affari avevano alzato le stime in vista dei conti:

  • Bernstein ha portato il target a 1.450 dollari da 1.385 (Outperform) il 26 ottobre;
  • Asad Haider di Goldman Sachs lo ha alzato a 1.413 dollari da 1.371 (Buy) il 20 ottobre;
  • Trung Huynh di RBC Capital conferma Outperform con obiettivo 1.500 dollari, sostenendo che la forte crescita dei volumi compenserà le pressioni sui prezzi;
  • Kerry Holford di Berenberg mantiene Buy con target 1.400 dollari.

Il consenso raccolto da 31 analisti vede 20 Strong Buy, 6 Buy, 3 Hold, 1 Sell e 1 Strong Sell, con obiettivo medio di 1.333,72 dollari: un livello già superato dai prezzi del premercato, che rende probabili nuove revisioni al rialzo dopo la guidance.

Sui fondamentali, il titolo tratta a 42,9 volte gli utili degli ultimi dodici mesi e a 26,8 volte quelli attesi, con un margine operativo del 54,2% e un dividendo che rende lo 0,51%. Per i possessori di certificati con Lilly tra i sottostanti, la combinazione di trimestrale sopra le attese, guidance alzata e conferma del retatrutide rafforza la tesi di crescita; il rischio principale resta la pressione sui prezzi, scesi del 15% nel trimestre.

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