Eni sospinta dal rialzo del Brent. Al lavoro in Venezuela ed espansione in Uruguay

Il gruppo italiano sta lavorando con le controparti venezuelane e con qualsiasi altra autoritร coinvolta per supportare la rivitalizzazione del settore energetico del Paese, secondo quanto annunciato dal management, mentre i nuovi attacchi militari in Medio Oriente riaccendono i prezzi del petrolio.
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Eni e i petroliferi in rialzo
Inizio di settimana caratterizzato soprattutto dal balzo dei prezzi del petrolio a causa dellโintensificarsi del conflitto in Medio Oriente, sostenendo cosรฌ i titoli petroliferi.
A Piazza Affari si distinguono Eni, in crescita di circa il 2% nei primi minuti di scambio (23,315 euro), insieme a Tenaris (+2,50%) e Saipem (+1,80%).
Il Brent torna a sfiorare i 91 dollari al barile prima di ridurre i guadagni, scendendo di nuovo sotto quota 90, mentre il greggio WTI toccava un picco di 86 dollari.
Nuovi attacchi in Medio Oriente
I prezzi del petrolio tornavano a salire dopo i nuovi scontri tra Stati Uniti e Iran. Se le forze statunitensi avevano effettuato attacchi sullโisola iraniana di Larak nello Stretto di Hormuz, i primi in un mese, Teheran rispondeva con una rappresaglia contro obiettivi USA in Giordania.
Inoltre, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Pasdaran) ha comunicato che una superpetroliera non identificata che aveva tentato di attraversare la rotta meridionale a Hormuz รจ stata colpita da due mine, secondo un rapporto della televisione di Stato iraniana che citava un comunicato. Non c'รจ stata conferma indipendente dell'attacco alla nave.
Gli attacchi โfanno poco per far avanzare i colloqui, e lo stesso vale per l'Iran che spara contro la Giordania", spiega Chris Weston, responsabile della ricerca di Pepperstone Group, "Ma sembra ci sia poco appetito, in questa fase, per spingere il greggio materialmente piรน in alto".
In assenza di un accordo di pace tra le due parti, intanto, circa 6-8 milioni di barili al giorno di greggio sono transitati attraverso Hormuz, secondo i trader che monitorano i carichi. Separatamente, la semiufficiale agenzia di stampa iraniana Mehr ha riferito che il traffico lungo una rotta approvata da Teheran "avveniva su base limitata", con navi che si diceva pagassero pedaggi.
Il massimo comandante statunitense per il Medio Oriente ha dichiarato alla fine della scorsa settimana che le forze statunitensi avevano ripulito le mine iraniane da Hormuz, dichiarando aperte le rotte di navigazione, sebbene gli alleati di Washington siano stati scettici su tale affermazione.
Eni impegnata in Venezuela
Tornando a Eni, lโazienda ha comunicato di essere coinvolta in Venezuela, mentre gli Stati Uniti si muovono per ottenere un maggiore controllo sulla sua importante industria petrolifera.
"Stiamo lavorando con le controparti venezuelane e con qualsiasi altra autoritร coinvolta per supportare la rivitalizzazione del settore energetico del Paese", ha spiegato sabato la societร italiana in un comunicato.
Le parole dellโazienda arrivano mentre l'amministrazione del presidente Donald Trump spinge per un ruolo di primo piano nell'industria petrolifera del Venezuela, incluso un piano in base al quale gli Stati Uniti controllerebbero il 55% della produzione effettiva di una joint venture che copre giacimenti con circa 65 miliardi di barili di riserve provate.
Eni sta ampliando la propria presenza in Venezuela, dove sta negoziando nuovi contratti per i progetti petroliferi Junรญn-5 e Corocoro e ha recentemente firmato un accordo di esportazione di gas per il giant field Perla.
โLe trattative con il ministero dell'Energia del Venezuela e la compagnia petrolifera statale Petrรณleos de Venezuela SA procedevano beneโ, aveva affermato l'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, durante la telefonata sui risultati del secondo trimestre dell'azienda, il 29 luglio, aggiungendo che il gruppo stava discutendo i propri piani con i partner statunitensi.
Descalzi ha spiegato che gli asset venezuelani della societร offrono oltre 5,5 miliardi di barili di risorse recuperabili e l'azienda aveva precedentemente comunicato circa 3 miliardi di dollari di crediti inesigibili da PDVSA.
Lโentrata nel blocco esplorativo in Uruguay
Il news flow su Eni vede lโazienda annunciare sabato scorso la firma insieme a Miwen (controllata da YPF) e la compagnia nazionale uruguaiana ANCAP, lโentrata ufficiale nel blocco esplorativo OFF-5 nellโoffshore dellโUruguay, dopo aver ottenuto lโapprovazione delle autoritร uruguaiane.
Eni ora รจ operatore di OFF-5, con una quota del 50% insieme al partner Miwen con il restante 50%, e il blocco รจ nel suo primo periodo esplorativo mentre sono in corso studi per la maturazione del potenziale petrolifero dellโarea, sui quali Eni applicherร le tecnologie proprietarie per accelerarne e massimizzarne il valore.
Lโentrata di Eni in Uruguay insieme a MIWEN rafforza la collaborazione tra Eni e YPF, giร partner nel progetto integrato upstream-midstream Argentina LNG (ARGLNG) e consolida la presenza di Eni in America meridionale.
Allo stesso tempo Eni ha recentemente raggiunto un accordo di ingresso con una quota del 40% nellโadiacente blocco OFF-6, operato da APA Corporation.
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