Eni vende per 1,2 mld il 49% di Enipower. Petrolio al top da tre anni

JP Morgan alza il target price a 19 euro mentre Morgan Stanley dice che il Brent continuerร a salire e indica una quotazione di 90 dollari al barile per la seconda parte dellโanno
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Il 49% di Enipower va allโamericana Sixth Street Partners.
Eni prosegue con coerenza lungo la strada tracciata dal piano strategico che punta alla neutralitร carbonica entro il 2050. Secondo indiscrezioni riportate da Reuters, il gruppo energetico sarebbe vicino a un accordo per vendere alla societร di investimento americana Sixth Street Partners il 49% di Enipower. Il prezzo per la quota di minoranza della societร si aggirerebbe attorno a 1,2 miliardi di euro, risorse fresche che il gruppo intende investire nella realizzazione di energia da fonti rinnovabili. Lโaccordo potrebbe essere concluso entro la fine del primo trimestre.
Controllata al 100% da Eni, Enipower รจ uno dei principali produttori italiani di energia elettrica, proprietario di cinque centrali elettricheย ubicate a Brindisi, Ferrara, Mantova, Ravenna e a Ferrera Erbognone (Pavia) e diย una centrale di cogenerazioneย a Bolgiano (San Donato Milanese), con una potenza complessiva in esercizio di circa 5,1 GW.
Per la prima volta lโazione Eni torna ai livelli pre-Covid.
A Piazza Affari il titolo Eni sale dello 0,20% a 13,18 euro e per la prima volta torna ai livelli di gennaio 2020, prima del crollo innescato dalla diffusione del Covid. Negli ultimi 12 mesi le quotazioni di Eni sono salite del 49%. Venerdรฌ JP Morgan ha confermato la raccomandazione Buy e ha alzato il target price a 19 euro. Secondo il censimento di MarketScreener, dei 26 analisti che seguono Eni 18 consigliano di comprare le azioni e sette hanno un giudizio neutrale. La media dei target price รจ 14,43 euro.
Entro marzo la firma per la partecipazione a Dogger Bank.
Il principale impegno del gruppo Eni nelle energie rinnovabili รจ rappresentato dalla partecipazione del 20% nel progetto Dogger Bank, che punta a costruire il piรน grosso impianto eolico off-shore della Gran Bretagna. Secondo unโintesa preliminare raggiunta nello scorso mese di novembre, che dovrร essere ratificata con un contratto da chiudere entro fine marzo, Eni si affianca agli altri due soci SSE Renewables (40%) ed Equinor (40%) in tutte e tre le sezioni del progetto. Per partecipare alle prime due fasi Eni aveva pagato nel 2020 405 milioni di sterline. La partecipazione alla terza e ultima fase dovrebbe costare allโincirca altri 200 milioni di sterline.
Dogger Bank รจ il piรน grande parco eolico offshore al mondo (3,6 GW) attualmente in costruzione. La produzione sarร avviata in fasi successive con la prima fase che partirร nel 2023 e le altre due, rispettivamente nel 2024 e nel 2025. Una volta completata la costruzione, Dogger Bank genererร circa 18 TWh di energia rinnovabile allโanno, capacitร pari al 5% della domanda dellโintero Regno Unito ed equivalente al consumo di sei milioni di famiglie inglesi.
Con l'ingresso nel progetto Dogger Bank, Eni aggiunge 240 MW di energia rinnovabile al proprio obiettivo di sviluppare oltre 6 GW di capacitร rinnovabile entro il 2025.
Morgan Stanley prevede il petrolio a 90 dollari al barile.
Intanto, perรฒ, il bilancio di Eni resta fortemente dipendente dalle quotazioni del petrolio e il titolo beneficia del rialzo del greggio, con il Brent salito stanotte a 86,4 dollari al barile, il massimo degli ultimi tre anni. Secondo Morgan Stanley, il rialzo del greggio รจ destinato a proseguire a causa di un โtriplo deficitโ che peserร sul mercato per tutto il 2022: basso livello delle scorte strategiche dei Paesi consumatori, difficoltร per i produttori ad aumentare rapidamente la produzione (spareย capacity) e bassi investimenti. La banca dโinvestimento prevede che nel secondo semestre il prezzo del Brent arriverร a 90 dollari al barile e stima un prezzo medio per il 2022 di 78 dollari.
Ricordiamo che Eni fissa la propria politica di remunerazione degli azionisti sulla base del prezzo medio del greggio di ogni singolo anno: con il Brent sopra i 66 dollari al barile รจ assicurato un dividendo di 0,86 euro e un buyback di 800 milioni.
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