Eni, via libera al ritorno in Venezuela. Nuova scoperta in Angola

Il presidente Trump ha deciso il maggior allentamento delle sanzioni dal 2019 per il Paese sudamericano e diverse mayor petrolifere potranno riprendere le loro operazioni.
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Eni e la licenza in Venezuela
Doppia notizia positiva per Eni, stamattina protagonista del mercato. Venerdรฌ scorso gli Stati Uniti hanno allentato le sanzioni sul settore energetico venezuelano, rilasciando due licenze generali, con la prima che consente ad alcune grandi societร petrolifere di riprendere le operazioni oil & gas nel Paese sudamericano membro dellโOpec.
Oltre ad Eni, lโelenco delle aziende destinatarie della licenza rilasciata dallโOffice of Foreign Assets Controls (Ofac) comprende Chevron, BP, Shell e Repsol.
L'altra licenza consente alle societร di tutto il mondo di stipulare contratti per nuovi investimenti nel petrolio e nel gas venezuelani. Non sono consentite transazioni con societร di Russia, Iran o Cina o con entitร possedute o controllate da joint venture con persone di questi Paesi.
A Piazza Affari, intanto, le azioni Eni aprono in leggera crescita (+0,20%) la seduta odierna per poi virare in negativo dopo pochi minuti (-0,30%), scendendo a 18,12 euro.
Lโimpatto sullโazienda italiana
Per Eni, โlโelemento centrale resta il recupero crediti e la normalizzazione dei flussi commerciali, mentre lโeventuale incremento produttivo richiederร tempi piรน lunghiโ, sottolineano gli analisti di Equita.
โNel 2024 la produzione in quota Eni in Venezuela รจ stata di 62 kboed (3,5% dei volumi upstream)โ e, โa fine giugno 2025, lโesposizione nominale creditoria Eni verso PDVSA (inclusiva dellโesposizione della JV Cardon IV) ammontava a circa 2,3 miliardi di dollari (valore di carico 0,9 miliardi)โ, proseguono dalla sim.
Le scelte di Trump
Gli Stati Uniti avevano imposto sanzioni al Venezuela dal 2019, nel corso della prima amministrazione Trump, e la mossa di venerdรฌ scorso rappresenta il maggior allentamento di queste misure al Paese da quando le forze statunitensi hanno catturato e rimosso il presidente Nicolas Maduro il mese scorso.
Trump sta cercando di ottenere 100 miliardi di dollari di investimenti da parte di aziende energetiche nel settore energetico venezuelano. Il Segretario all'Energia degli Stati Uniti Chris Wright ha detto giovedรฌ scorso, durante il suo secondo giorno di viaggio in Venezuela, che le vendite di petrolio dal Paese dopo la cattura di Maduro hanno raggiunto un miliardo di dollari e che nei prossimi mesi raggiungeranno altri 5 miliardi di dollari. Wright spiegava che gli Stati Uniti controlleranno i proventi delle vendite finchรฉ il Venezuela non avrร un "governo rappresentativo".
La scoperta in Angola
Nel fine settimana, Eni ha confermato un'importante scoperta ad olio nel pozzo esplorativo Algaita-01 nel blocco 15/06, nell'offshore dell'Angola, a circa 18 km dalla FPSO Olombendo, le cui stime preliminari indicano un volume in posto pari a circa 500 milioni di barili.
Il pozzo Algaita-01, avviato il 10 gennaio 2026, รจ stato perforato dall'impianto per acque profonde Saipem 12000 a una profonditร d'acqua di 667 metri, ed ha incontrato arenarie mineralizzate ad olio in diversi intervalli del Miocene superiore, caratterizzate da eccellenti proprietร petrofisiche.
Una campagna completa di acquisizione dati, compreso il campionamento dei fluidi, ha confermato la qualitร del giacimento e le caratteristiche dei fluidi. La presenza di infrastrutture di produzione giร esistenti nelle vicinanze aumenta ulteriormente il valore della scoperta e ne migliora le prospettive di sviluppo. Il blocco 15/06 รจ gestito da Azule Energy (36,84%), in partnership con SSI (26,32%) e Sonangol E&P (36,84%). Azule Energy รจ controllata in parti uguali da Eni e bp, e questo successo conferma ulteriormente la soliditร del portafoglio Upstream in Angola.
โCalcoliamo un valore netto per Eni a circa 70-90 milioni di euro dalla scopertaโ, scrivono da Equita, mantenendo la raccomandazione buy e il target price a 18 euro.
Si tratta di una โBottom lineโ, secondo la sim, in quanto siamo davanti ad una โdoppia notizia positiva: da un lato rafforzamento della pipeline upstream a basso rischio in Angola, dallโaltro la riapertura di unโopzione strategica di lungo termine in Venezuela con miglioramento delle possibilitร di recupero dei creditiโ.
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