Eolico offshore, Orsted rialza la testa dopo il caos Usa

Eolico offshore, Orsted rialza la testa dopo il caos Usa

Archiviata la brutta caduta del 2025 provocata dallo stop ai progetti statunitensi, il gruppo danese torna a convincere gli investitori. I risultati trimestrali mostrano una forte crescita operativa e il titolo ha recuperato quasi tutto il terreno perso

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La societร  torna a concentrarsi sullโ€™Europa. Produzione aumentata del 30%

A poco piรน di un anno dal crollo in Borsa provocato dallโ€™offensiva dellโ€™amministrazione Trump contro lโ€™eolico offshore, la danese Orsted mostra segnali di stabilizzazione. I risultati del primo trimestre 2026 pubblicati oggi, mercoledรฌ 6 maggio, confermano il miglioramento operativo del gruppo e soprattutto la volontร  di concentrarsi nuovamente sullโ€™Europa, mercato considerato piรน prevedibile dal punto di vista regolamentare e politico.

Il colosso danese dellโ€™energia eolica offshore ha confermato la guidance per lโ€™intero 2026, indicando un Ebitda superiore a 28 miliardi di corone danesi (3,75 miliardi di euro), al netto delle nuove partnership e delle commissioni legate a cancellazioni di progetti. Un segnale importante per gli investitori, dopo anni caratterizzati da forti svalutazioni, aumento dei costi di finanziamento e problemi politici negli Stati Uniti.

Nel primo trimestre lโ€™Ebitda รจ salito dellโ€™8% a 9,55 miliardi di corone danesi (1,2 miliardi di euro), grazie soprattutto alla forte crescita della produzione eolica offshore, aumentata di quasi il 30% grazie allโ€™entrata a regime di nuovi impianti e a condizioni di vento favorevoli.

La ritirata dagli Usa e il ritorno in Europa

Il vero punto di svolta strategico riguarda perรฒ la geografia degli investimenti. Dopo le pesanti perdite accumulate negli Usa, Orsted sta riducendo la propria esposizione americana per tornare a concentrarsi soprattutto sullโ€™Europa settentrionale, dove lโ€™eolico offshore continua a essere considerato un elemento centrale per la sicurezza energetica e la decarbonizzazione.

Secondo Bloomberg, il gruppo danese vuole โ€œraddoppiareโ€ il focus sul proprio mercato naturale: lo sviluppo di grandi parchi eolici offshore in Europa. Negli ultimi anni lโ€™espansione americana si รจ rivelata molto piรน complessa del previsto, anche per effetto dellโ€™opposizione politica dellโ€™amministrazione Trump ai progetti eolici offshore giร  autorizzati.

Le difficoltร  erano esplose nellโ€™estate del 2025, quando il titolo era precipitato da 179 a meno di 100 corone nel giro di poche settimane, dopo il blocco di alcuni progetti statunitensi. Da allora perรฒ la situazione si รจ gradualmente normalizzata. Orsted ha comunicato di avere giร  avviato la produzione di elettricitร  dal progetto Revolution Wind nel New England e di avere installato le prime turbine del progetto Sunrise Wind davanti alle coste di New York.

Restano comunque alcuni problemi operativi. La societร  ha annunciato che il completamento di un grande parco offshore tedesco slitterร  al terzo trimestre 2026 a causa di problemi di connessione alla rete elettrica.

Il leader globale nellโ€™eolico offshore

La societร  danese รจ oggi considerata il leader globale nellโ€™eolico offshore. Circa il 73% del fatturato deriva dallo sviluppo, costruzione e gestione di parchi eolici offshore. Nel 2025 il gruppo ha prodotto 18,7 TWh di energia eolica offshore e disponeva di una capacitร  installata di 10,2 GW.

Accanto allโ€™eolico offshore, Orsted mantiene attivitร  nella distribuzione di elettricitร , gas e bioenergia, oltre a una presenza nellโ€™eolico onshore e nel fotovoltaico.

Dal punto di vista geografico il Regno Unito rappresenta il primo mercato del gruppo con quasi il 49% del fatturato, seguito dalla Danimarca, Taiwan e Germania. Gli Stati Uniti oggi valgono appena il 4,2% del giro dโ€™affari totale, dato che mostra come il gruppo stia progressivamente riequilibrando la propria esposizione internazionale.

Il titolo recupera, ma il consenso resta prudente

In Borsa il recupero รจ stato notevole. Dallโ€™inizio del 2026 le azioni Orsted sono salite del 27%, recuperando quasi completamente il terreno perso dopo il crollo dellโ€™estate scorsa. Ai prezzi attuali di circa 162 corone danesi il gruppo capitalizza 222 miliardi di corone, pari a circa 29,7 miliardi di euro.

Secondo il consensus degli analisti, nel 2026 Orsted dovrebbe registrare ricavi per 77,9 miliardi di corone, in crescita del 6,4%, mentre lโ€™utile netto รจ atteso risalire a quasi 12 miliardi di corone dopo il sostanziale pareggio del 2025.

Il titolo tratta a circa 19 volte gli utili stimati per il 2026 e il consensus mostra ancora cautela. Su 26 analisti che seguono il gruppo, soltanto 10 consigliano lโ€™acquisto delle azioni mentre i restanti 16 mantengono una raccomandazione neutrale. Anche la media dei target price, pari a 161 corone, รจ praticamente allineata alle quotazioni correnti.

Il mercato sembra quindi riconoscere a Orsted il merito di avere superato la fase piรน difficile della crisi americana. Ma dopo il forte recupero degli ultimi mesi, gli investitori si chiedono ora quanto spazio di rialzo resti ancora disponibile.

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