Escalation in Medio Oriente e Wall Street sotto la parità prima dell’apertura

Escalation in Medio Oriente e Wall Street sotto la parità prima dell’apertura

Dall’Iran riportano di un attacco ad una nave statunitense nello Stretto di Hormuz, facendo nuovamente aumentare le quotazioni del petrolio.

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Wall Street oggi

Cautela a Wall Street mentre aumenta la tensione in Medio Oriente, distogliendo l'attenzione dai solidi risultati trimestrali delle grandi aziende tecnologiche.

I contratti sul Dow Jones cedono mezzo punto percentuale quanto manca circa un’ora al suono della campanella della Borsa di New York, mentre quelli sul Nasdaq 100 e sull'S&P 500 restano di poco sotto la parità (-0,20%).

Il petrolio torna a salire con l’escalation nello Stretto di Hormuz e il Brent sale (+3%) a 111 dollari al barile, con il greggio WTI a 104 dollari

Il dollaro recupera nei confronti dell’euro, con la coppia EUR/USD sotto quota 1,17, mentre il Bitcoin resta a 78.800 dollari.

In calo i metalli preziosi: oro spot a 4.556 dollari e argento a pronti venduto a 73,20 dollari l’oncia.

Escalation nello Stretto di Hormuz

L'agenzia di stampa iraniana Fars ha riportato che due missili hanno colpito una motovedetta statunitense, dopo che la nave avrebbe tentato di entrare nello Stretto di Hormuz, "ignorando l'avvertimento della Marina della Repubblica Islamica dell'Iran".

Sempre secondo la Fars, "a causa di questi colpi l'unità navale è stata costretta a interrompere il suo percorso e a ritirarsi dalla zona".

L'agenzia ricorda quindi che le autorità iraniane avevano "più volte" indicato che "qualsiasi passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz senza un permesso ufficiale dell'Iran non è possibile e qualsiasi ignorare di questo avvertimento incontrerà una risposta ferma da parte delle forze armate".

Proseguono le trimestrali

Intanto, la percentuale di aziende che non raggiungono le stime degli analisti si attesta al livello più basso dal 2021, mentre la pubblicazione degli utili si avvia alla conclusione per due terzi dei titoli dell'indice S&P 500, che ha registrato cinque settimane consecutive di guadagni.

Dopo i conti delle big tech della scorsa settimana, nei prossimi giorni sono attesi i risultati dei principali produttori di semiconduttori: Lattice Semiconductor Corporation, Advanced Micro Devices e Arm Holdings, oltre a Palantir e Paramount Skydance.

"Siamo passati da un mercato guidato principalmente dalla geopolitica a un mercato focalizzato sugli utili e questi sono stati davvero positivi in ​​tutti i settori", ha affermato Vincent Juvyns, chief investment strategist di ING a Bruxelles. "Il settore tecnologico è stato una forza trainante, ma anche i titoli finanziari ed energetici hanno contribuito a spingere al rialzo gli indici e le aspettative sugli utili", aggiunge l’esperto.

Sebbene gli ottimi risultati trimestrali abbiano dato ai mercati molti motivi per rallegrarsi nelle ultime settimane, la guerra tra Usa e Iran rappresenta ancora una grande incognita. Il conflitto, giunto ormai al terzo mese, continua a pesare sull'economia globale, con i prezzi del greggio che restano elevati e il rischio di nuove ostilità che persiste.

"I mercati possono guardare oltre l'incertezza del conflitto se è probabile che si risolva in tempi ragionevoli", secondo Brian Jacobsen, chief economic strategist di Annex Wealth Management, il quale ritiene “cruciale riconoscere che ciò che sta accadendo è una situazione temporanea, che non durerà per sempre. È facile dimenticarlo quando si sta vivendo questa fase 'temporanea'".

Notizie societarie e pre market USA

Amazon (+0,10%): sta lanciando ‘Amazon Supply Chain Services’, aprendo la propria rete logistica all'utilizzo da parte di altre aziende.

eBay (+8%): GameStop ha proposto l’acquisto della società per circa 56 miliardi di dollari in un'operazione in contanti e azioni.

Tyson Foods (+2%): utile per azione rettificato nel secondo trimestre pari a 87 centesimi, superiore alla stima media degli analisti di 78 centesimi (dati LSEG).

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