Euforia nei chip di memoria, borse da record

27/05/2026 06:30
Euforia nei chip di memoria, borse da record

L’indice Philadelphia Semiconductor (SOX) ha guadagnato il 5,4%, quinta seduta consecutiva in positivo e nuovo massimo della storia. Record del Nasda, dell’S&P500, dell’MSCI World e dell’MSCI Asia Pacific.

SK Hynix sale del 13% e supera la capitalizzazione di mille miliardi di dollari. Ieri Micron +19%, il maggiore incremento dal 2011, dopo che un analista di UBS Group AG ha affermato che il titolo potrebbe raddoppiare nel corso del prossimo anno. Capitalizzazione oltre i mille miliardi.

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La ripresa delle attività militari nel Medio Oriente, sia in Iran che in Libano, non ha portato a una rottura della tregua, i mercati finanziari, soprattutto quelli azionari, tornano al tema preferito del momento, quello dei chip di memoria. Ieri l’indice Philadelphia Semiconductor (SOX) ha guadagnato il 5,4%, quinta seduta consecutiva in positivo e nuovo massimo della storia. Il Nasdaq è salito dell’1,2% e l’S&P500 dello 0,6%: entrambi hanno segnato i nuovi record. Non è solo la borsa degli Stati Uniti a salire, stanotte sono arrivati i massimi della storia dell’indice MSCI Asia Pacific e dell’MSCI World, quest’ultimo è alla sesta seduta consecutiva di rialzo.

Le borse dell'Europa dovrebbero aprire in rialzo, Il settore software è entrato in una fase di profondo repricing innescata dall'avanzata dell'intelligenza artificiale. È la tesi di Raphael Thuin, che in un report pubblicato il 19 maggio 2026 analizza le cause di quella che alcuni già chiamano la "SaaSpocalypse": da ottobre 2025 l'MSCI World Software Index ha perso circa il 23% dai massimi storici.

Le ragioni sono strutturali. L'emergere di strumenti AI da parte di operatori come Anthropic e OpenAI ha eroso le barriere all'ingresso e reso difficile giustificare gli elevati canoni mensili dei software tradizionali, quando modelli di AI sono in grado di svolgere compiti analoghi a una frazione del costo. Il settore si trova così a fronteggiare al tempo stesso pressioni sui prezzi e sui margini, mentre la sua crescita futura viene radicalmente ridiscussa.

A complicare il quadro, il fatto che dopo anni di flussi di cassa prevedibili e ricorrenti il software era diventato una posizione rilevante in molti portafogli — non solo azionari, ma anche in ambito loan, private equity e private credit. La correzione è stata quindi rapida e trasversale: il P/E dell'indice è sceso da 36x a circa 23x gli utili, 'anche se gli EPS restano in territorio positivo e gli earnings non hanno ancora riflesso materialmente la disruption temuta dagli investitori.'

Il parallelo storico evocato da Thuin è quello dei media tradizionali quindici anni fa, quando l'ascesa di Netflix innescò 'un pattern simile: la disruption graduale ma profonda di un settore cash-generativo, seguita da un prolungato repricing delle valutazioni che in un certo senso continua ancora oggi.'

Dopo settimane di vendite, il settore sembra ora entrare in una fase di consolidamento: il posizionamento si è alleggerito, le valutazioni di alcuni titoli hanno raggiunto minimi storici e l'industria sta reagendo con maggiore forza, integrando l'AI nei prodotti esistenti. Tuttavia, avverte Thuin, 'questo non è ancora un all-clear per il settore' e la volatilità resterà elevata nei mesi a venire.future del Dax di Francoforte +0,3%.

1000 MILIARDI

L'impennata vertiginosa dei titoli azionari dei produttori di chip di memoria si sta intensificando, portando la capitalizzazione di mercato di SK Hynix e Micron Technology oltre la soglia psicologica dei 1.000 miliardi di dollari.

Stanotte le azioni della società coreana hanno guadagnato l’11%. Ieri a Wall Street, Micron ha registrato un'impennata del 19%, il maggiore incremento dal 2011, dopo che un analista di UBS Group AG ha affermato che il titolo potrebbe raddoppiare nel corso del prossimo anno.

Investitori e analisti prevedono che la carenza di memorie durerà fino al 2027, conferendo loro un potere di determinazione dei prezzi insolito rispetto alle più grandi aziende tecnologiche del mondo. "I produttori di chip di memoria sono stati irrazionalmente sottovalutati, ma ora stiamo assistendo a una ripresa del loro divario di valutazione", ha affermato Kang DaeKwun, responsabile degli investimenti presso Life Asset Management a Seul. "Siamo ancora nella fase iniziale del rally". Nel quarto trimestre del 2025, SK Hynix controllava il 57% della quota di mercato globale delle memorie HBM in termini di fatturato, secondo i dati di Counterpoint Research. Samsung e Micron seguivano con il 22% e il 21%, rispettivamente. Nel frattempo, l'azienda ha presentato domanda per la quotazione di American Depositary Receipts (ADR) quest'anno. Se il piano andrà a buon fine, si tratterebbe di uno dei maggiori debutti a New York per un'azienda straniera, offrendo agli investitori americani un'ulteriore opportunità di investire nel settore delle memorie per l'intelligenza artificiale. Una potenziale quotazione negli Stati Uniti fungerà da catalizzatore, hanno scritto gli analisti di Barclays, tra cui Simon Coles, in una nota pubblicata all'inizio di questo mese. L'azienda coreana continuerà inoltre a beneficiare di prezzi dei prodotti favorevoli, con una scarsità di offerta destinata a persistere. "Prevediamo che SK Hynix rimarrà leader" nel settore delle memorie ad alta larghezza di banda, hanno scritto. Nonostante la rapida ascesa di quest'anno, le azioni di SK Hynix vengono scambiate a circa sette volte gli utili previsti per l'anno successivo, rispetto alle 27 volte dell'indice Philadelphia Semiconductor.

IPO

La Securities and Exchange Commission (Sec), la Consob Usa, sta valutando modifiche alle norme in vigore da decenni, che vietano alle società di effettuare determinate comunicazioni durante il processo di quotazione in Borsa, allo scopo di incrementare il numero di offerte pubbliche iniziali (Ipo).

Il presidente dell'Authority, Paul Atkins, ha affermato di accogliere con favore una riforma delle cosiddette norme sul 'gun-jumping', non aggiornate da oltre vent'anni, ha riferito l'agenzia Bloomberg. Si tratta del complesso di comunicazioni o attività di marketing attuate da una società che violi le restrizioni in materia di pubblicità, prima o durante un'offerta di titoli, attraverso la creazione di clamore pre-offerta o nella vendita anticipata di azioni prima del deposito del prospetto di quotazione

DENARO A FIUMI NELL'AI

Gli investimenti delle imprese americane sono sulla buona strada per chiudere il 2026 con una crescita solida, trainata dall'AI e dai nuovi incentivi fiscali. È la tesi centrale del mid-year update di Goldman Sachs firmato dall'economista Elsie Peng, che rivede al rialzo le stime sul capex USA portandole a +7,8% su base Q4/Q4, dal precedente +6,5%.

Il punto di partenza è un primo trimestre già sopra le attese: gli investimenti fissi reali delle imprese sono cresciuti a un ritmo annualizzato del 10,4%, un salto netto rispetto al 5,6% dell'intero 2025. Depurata dalle distorsioni legate alle importazioni di attrezzature, la crescita domestica sottostante è stimata al 5%, più che doppia rispetto al 2,4% dell'anno precedente.

Il motore principale resta l'intelligenza artificiale. La spesa annualizzata in infrastrutture AI ha raggiunto 650 miliardi di dollari nel primo trimestre ed è attesa superare gli 800 miliardi entro fine anno. Goldman stima che l'AI aggiungerà 3,3 punti percentuali alla crescita del capex reale, con un impatto sul PIL più contenuto — appena 0,1 punti — perché gran parte delle attrezzature viene importata e si scarica sulle importazioni nette.

Il secondo motore è fiscale. Le misure del One Big Beautiful Bill Act stanno già producendo effetti visibili nei dati del primo trimestre, con 'un aumento significativo della crescita del capex nelle categorie più esposte agli incentivi all'ammortamento accelerato', per un contributo stimato di circa 3 punti percentuali.

Si attenuano inoltre due venti contrari che avevano pesato nel 2025: il freno delle costruzioni manifatturiere legate a IRA e CHIPS Act scende da 1 punto a 0,6, mentre quello dei dazi si riduce da 1,5 a 0,7 punti. Sul petrolio, Goldman è rassicurante: i produttori energetici privilegiano ormai la remunerazione degli azionisti alla nuova produzione, e 'i dati ad alta frequenza fino a maggio mostrano poche variazioni nell'attività di perforazione.' La stima finale per il PIL 2026 si attesta al 2,1%.

UTILI DEL FUTURO

Negli ultimi due anni sono state le aspettative sugli utili futuri a fare da vero motore ai mercati azionari globali, non i dividendi né l'espansione dei multipli. È la tesi centrale di Daniel Zanin, CFA e Senior Analyst di Investment Research di Invesco.

Guardando il grafico del "Regional return break down" su MSCI US, Europa, UK, Giappone, Emerging Markets e Cina, emerge con chiarezza che la componente dominante è stata la revisione al rialzo di tali aspettative, mentre dividendi e multipli hanno giocato ruoli secondari e più instabili.

Per spiegare questa dinamica Zanin ricorre al pensiero di Jacques Lacan: il mercato non ha ragionato nell'"Hic et Nunc" ma in un'ottica di «Hic et Hung» – il qui ed in sospeso. Nella lettura lacaniana, non si desidera mai l'oggetto in sé, ma ciò che quell'oggetto promette di colmare: una mancanza, una tensione verso qualcosa che non è ancora lì. Applicato ai mercati, significa che 'non compriamo solo utili, margini o cash flow; compriamo storie sugli utili, narrazioni sui margini, aspettative di crescita.' Il vero driver non è stato il livello attuale degli earnings, ma il movimento del desiderio attorno a quell'oggetto. Le revisioni al rialzo attraggono flussi, e i flussi rafforzano ulteriormente le revisioni, perché il desiderio, mediato dagli altri, si concentra su ciò che circola come 'promessa credibile'.

La logica, una volta innescata, non si esaurisce. Ogni miglioramento delle aspettative non chiude il ciclo, ma ne apre uno nuovo, sempre più esigente. Questo spiega anche perché fasi di compressione dei multipli possano coesistere con mercati in rialzo. La vera domanda, conclude Zanin, non è se gli utili cresceranno, ma 'quando smetteranno di essere l'oggetto del desiderio dominante.

PETROLIO

Il prezzo del greggio è leggermente diminuito a causa dell'ottimismo sulla possibilità che Stati Uniti e Iran raggiungano un accordo di pace, nonostante le nuove ostilità e l'incertezza sullo Stretto di Hormuz, vitale per la regione. Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha avvertito che la finalizzazione di un eventuale patto di pace richiederà probabilmente alcuni giorni. Nel frattempo, le forze statunitensi hanno colpito obiettivi vicino allo stretto, mentre il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha dichiarato di aver aperto il fuoco contro diversi aerei statunitensi dopo che questi avevano violato lo spazio aereo iraniano. Lo stretto, la principale via navigabile attraverso cui transitava un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiale in tempo di pace, rimane sostanzialmente chiuso, soggetto a blocchi da parte di Stati Uniti e Iran. Tuttavia, almeno due superpetroliere non iraniane hanno lasciato il punto critico martedì, la prima volta in una settimana che 4 milioni di barili di greggio non soggetto a sanzioni sono stati visti attraversarlo. "I mercati stanno speculando sulla prospettiva di un accordo con l'Iran, ma mancano mesi, e forse anche trimestri, a una riapertura completa: lo stretto rimane tecnicamente chiuso e la riapertura fisica richiederà tempo", ha affermato Robert Rennie, responsabile della ricerca sulle materie prime presso Westpac Banking Corp. "Il Brent può scendere ulteriormente grazie all'ottimismo sull'accordo, ma finché Hormuz non sarà effettivamente riaperto, non gestito in modo condizionale, razionato politicamente o parzialmente aggirato, è probabile che i cali rimangano lievi e temporanei". Negli Stati Uniti, il presidente Donald Trump convocherà il suo Gabinetto alla Casa Bianca mercoledì, spostandosi dalla sede originariamente prevista presso la residenza presidenziale di Camp David a causa delle condizioni meteorologiche. Nel frattempo, la Russia sta valutando restrizioni alle esportazioni di diesel, secondo Interfax. Il Paese è un esportatore chiave di questo carburante.

SOFTWARE

Il settore è entrato in una fase di profondo repricing innescata dall'avanzata dell'intelligenza artificiale. È la tesi di Raphael Thuin, head of Capital Markets Strategies, di Tikehau Capital. , che in un report pubblicato il 19 maggio 2026 analizza le cause di quella che alcuni già chiamano la "SaaSpocalypse": da ottobre 2025 l'MSCI World Software Index ha perso circa il 23% dai massimi storici.

Le ragioni sono strutturali. L'emergere di strumenti AI da parte di operatori come Anthropic e OpenAI ha eroso le barriere all'ingresso e reso difficile giustificare gli elevati canoni mensili dei software tradizionali, quando modelli di AI sono in grado di svolgere compiti analoghi a una frazione del costo. Il settore si trova così a fronteggiare al tempo stesso pressioni sui prezzi e sui margini, mentre la sua crescita futura viene radicalmente ridiscussa.

A complicare il quadro, il fatto che dopo anni di flussi di cassa prevedibili e ricorrenti il software era diventato una posizione rilevante in molti portafogli — non solo azionari, ma anche in ambito loan, private equity e private credit. La correzione è stata quindi rapida e trasversale: il P/E dell'indice è sceso da 36x a circa 23x gli utili, 'anche se gli EPS restano in territorio positivo e gli earnings non hanno ancora riflesso materialmente la disruption temuta dagli investitori.'

Il parallelo storico evocato da Thuin è quello dei media tradizionali quindici anni fa, quando l'ascesa di Netflix innescò 'un pattern simile: la disruption graduale ma profonda di un settore cash-generativo, seguita da un prolungato repricing delle valutazioni che in un certo senso continua ancora oggi.'

Dopo settimane di vendite, il settore sembra ora entrare in una fase di consolidamento: il posizionamento si è alleggerito, le valutazioni di alcuni titoli hanno raggiunto minimi storici e l'industria sta reagendo con maggiore forza, integrando l'AI nei prodotti esistenti. Tuttavia, avverte Thuin, 'questo non è ancora un all-clear per il settore' e la volatilità resterà elevata nei mesi a venire.

ASIA PACIFICO

L'indice Kospi di Seul guadagna oltre il 2%. Nikkei di Tokyo +0,3%, sui minimi della seduta. In calo dell'1% le borse di Hong Kong e di Shanghai.

L'utile trimestrale di Xiaomi è crollato più del previsto a causa dei forti aumenti dei prezzi delle memorie, che hanno pesato notevolmente sul settore degli smartphone dell'azienda cinese. L'utile netto nei primi tre mesi del 2026 è sceso del 57% a 4,72 miliardi di yuan (695 milioni di dollari), un risultato peggiore rispetto alla previsione media degli analisti del 52%. Il fatturato è diminuito per la prima volta in quasi tre anni, calando dell'11% a 99 miliardi di yuan, in linea con le aspettative.

TITOLI

Stellantis. Nel mese di aprile in Europa Occidentale (Ue, Paesi Efta e Regno Unito) sono state immatricolate 1.152.315 auto, il 7% in più dello stesso mese del 2025. Da inizio anno le auto vendute sono 4.672.775, in crescita del 4,8% sullo stesso periodo dell'anno scorso. Il gruppo Stellantis ha venduto in aprile 176.859 auto, il 6,7% in più dello stesso mese del 2025, con una quota di mercato del 15,3% a fronte del 15,4%. Il marchio Fiat è quello che cresce di più con un incremento del 23%. Da inizio anno le immatricolazioni sono 740.496, in aumento del 7,1%. La quota di mercato sale dal 15,5% al 15,8%.

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