Europa in bilico


Russia pronta a chiudere i rubinetti. Uk senza governo, Macron senza maggioranza e ieri Draghi da Mattarella. Putin avanza in Ucraina. L' Europa mostra tutta la sua debolezza, energetica, politica e ora rischia una recessione.


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In questa crisi l’Europa è l’anello debole. Partiamo dalla dipendenza energetica. Secondo Jp Morgan il prezzo del greggio, in caso di shock potrebbe volare fino a 380 dollari al barile. Mosca è pronta a chiudere i rubinetti del gas.

In caso di taglio del gas russo, il governatore di Bankitalia Ignazio Visco prevede due anni di recessione.

Citigroup sottolinea che i Paesi europei hanno immagazzinato più gas e hanno ridotto la loro dipendenza da quello russo, ma un'interruzione totale costringerebbe comunque a un razionamento, che ridurrebbe la crescita del Pil di quest'anno dello 0,7%, secondo gli strateghi. Le previsioni di crescita del Pil in assenza di un'interruzione dell'approvvigionamento da parte della Russia sono stimate tra il 3,3% e il 2,2%.

Non aggiungono ottimismo le analisi del direttore dell’agenzia internazionale dell’energia, Fatih Birol, che a un forum a Sidney ha dichiarato: “Il mondo non ha mai assistito a una crisi energetica così grave in termini di profondità e complessità. “Potremmo non aver ancora visto il peggio – questo è che colpisce il mondo intero”. Il segretario all'energia Jennifer Granholm ha detto allo stesso forum. “La nostra mossa verso l'energia pulita a livello globale potrebbe essere il più grande piano di pace di tutti”.

Fronte politico

La dipendenza dell’Europa sul fronte energetico è molto chiara e uno stop del gas russo potrebbe obbligare al razionamento dei consumi. Anche sul fronte politico l’Europa si presenta debole. In Uk il governo di Boris Johnson è caduto, in Francia Macron non ha la maggioranza dell’assemblea e ieri Draghi è andato da Mattarella. Tre grandi potenze in Europa con i governi in bilico.

Guerra

La Russia guadagna terreno in Ucraina e l’Europa sta cercando di evitare il più possibile uno scontro diretto. Rispetto ad altre aree del mondo è indubbio che il vecchio Continente è il più esposto. Inoltre una crisi del grano in Africa porterebbe forti ondate migratorie.

Usa

La forza degli Stati Uniti è legata da un lato alla sua indipendenza energetica. Sia Gas che petrolio vengono estratti all’interno del Paese, che dunque riesce a gestire meglio le spinte inflazionistiche esogene. La domanda dei consumatori, per ora rimane forte, come l’occupazione sui massimi. La Federal Reserve è sicuramente più aggressiva della Bce ma essendosi mossa in anticipo ha anche più margini di manovra in caso di recessione. E anche dal punto di vista militare è meglio posizionata dell’Europa.

Goldman Sachs ha comunque alzato le probabilità di una recessione in arrivo portandole al 35%. L’inversione della curva dei tassi, il rendimento del Treasury a due anni superiore a quello del 10 anni suggerisce elevate probabilità di una recessione in arrivo anche negli Usa, anche se potrebbe rivelarsi di breve periodo.

Attenzione domani alle 14.30 al dato sull’inflazione Usa attesa in aumento all’8,8% dal precedente 8,6%.

La diversa politica monetaria della Fed e la forza dell’economia Usa si stanno traducendo in un Super dollaro. Notizia positiva per alcune società italiane esposte in dollari, ma attenzione ai margini di alcune big Usa che potrebbero patire una moneta troppo cara. Il grafico sotto mostra come il DXY index, un indice tra il dollaro su un paniere di valute internazionali, mostra come il biglietto verde sia sui massimi dagli ultimi 20 anni.

Asia

La Cina prosegue con i lockdown ma il Paese si trova una banca centrale con una politica monetaria espansiva e ha tutte le carte per fare meglio di altre aree del mondo. Approvvigionamenti a prezzi scontati dalla Russia e ripresa dopo mesi di forti chiusure. Inflazione che appare sotto controllo.