Eurovision Stock Contest 2026, Austria piglia tutto e Italia nella fascia alta

Dall'ultima nota musicale dell'Eurovision 2025, andata in scena a Basilea lo scorso 17 maggio, i mercati azionari dei paesi partecipanti hanno avviato una competizione parallela che i bookmaker non prezzano e i giurati non votano.
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Austria: vince il contest, vince in borsa, ospita tutto
Dietro Romania e Israele si forma un gruppo compatto di mercati europei che hanno beneficiato del ritorno di interesse verso banche, industria ed energia. Lo si legge nell'analisi a cura di Gabriel Debach, market analyst di eToro, secondo cui tra questi spicca l'Austria. L'ATX di Vienna ha guadagnato il 34,2% in valuta locale, che diventa circa il 40% includendo i dividendi, una delle migliori performance in euro tra i paesi partecipanti all'Eurovision 2026. Un risultato dal forte valore simbolico: l'Austria ha vinto il contest nel 2025, ospita l'edizione 2026 a Vienna e nel frattempo si ritrova anche tra i mercati finanziari più forti dell'ultimo anno.
Il rialzo dell'ATX non nasce da un'esplosione improvvisa, spiega Debach, ma da una continuità sorprendente. Dal 2015 a oggi il listino austriaco ha chiuso in positivo otto anni su undici, con rialzi superiori al 29% nel 2017, al 38% nel 2021 e al 45% nel 2025. Nonostante tre vittorie Eurovision, inclusa quella del 2025, l'Austria è anche uno dei paesi con più ultimi posti nella storia del contest: otto volte all'ultimo posto, in compagnia di Belgio e Svizzera. Una volatilità che ricorda anche il comportamento dell'ATX per Debach: un mercato spesso ignorato nelle grandi allocazioni europee, ma capace di trasformarsi rapidamente in protagonista quando tornano crescita, credito e fiducia. “Senza permesso di ballo non puoi entrare”, canta Cosmó. Chi è entrato sul listino austriaco nell'anno giusto, però, non ha avuto bisogno di chiedere permesso a nessuno.
Italia: Ftse Mib sopra la media europea, ma nel contest canoro è lontana dal podio
L'Italia arriva all'Eurovision 2026 con due storie molto diverse tra palco e mercati. A Vienna, Sal Da Vinci porta “Per sempre sì”, una ballata melodica costruita sui temi classici della promessa, della fedeltà e della resistenza nel tempo. Come si legge nell'analisi di eToro, i bookmaker restano freddi: le probabilità di vittoria oscillano intorno al 2%, con tre vittorie storiche nel medagliere del contest che non bastano a renderla competitiva in un'edizione dominata dal sound nordico.
In borsa, invece, l'Italia è tornata sorprendentemente centrale. Il Ftse Mib segna +22,3% nel periodo considerato (+27,3% il total return includendo i dividendi), collocandosi nella fascia alta della classifica borsistica tra tutti i partecipanti.
Dietro il rialzo c'è il ritorno delle banche, spiega Debach, sostenute dalla compressione dello spread BTP-Bund, dai tassi ancora elevati e dal risiko del credito italiano. Ma il mercato italiano non vive più solo di finanziari: Leonardo ha beneficiato della domanda europea di difesa, Prysmian della transizione energetica, STM della ripresa tecnologica, ENI del rialzo del greggio ed Enel del ritorno di interesse verso le utility.
“Abbiamo superato tutte le difficoltà”, canta Sal Da Vinci. Un verso che si adatta bene anche a Piazza Affari, reduce da anni di crisi e sottoperformance ma oggi tornata a bussare alla porta dei nuovi massimi, che mancano da oltre venticinque anni.
Il lato oscuro della classifica: Germania zavorrata dall’automotive, Francia poco glamour
La Germania chiude sostanzialmente ferma. Il Dax guadagna appena lo 0,5% nel periodo considerato, nonostante il ritorno sopra quota 24.000 punti e il recupero industriale nella seconda metà del 2025. Come si legge nell'analisi di eToro, per un investitore europeo il risultato resta quasi piatto, fotografia perfetta di un mercato che continua a muoversi tra segnali di ripresa e fragilità strutturali. Da una parte Siemens Energy, Infineon e il settore elettrico hanno beneficiato della domanda legata a infrastrutture, difesa energetica e semiconduttori. Dall’altra, il peso dell’automotive tedesco, la debolezza della chimica europea e il rallentamento industriale globale continuano a frenare il listino.
Negli ultimi dodici mesi Siemens Energy vola oltre il 120%, Infineon supera l’80% e Commerzbank beneficia del ritorno delle banche europee e del risiko bancario. Al contrario SAP, dopo anni di dominio, attraversa una fase di forte correzione, mentre Rheinmetall, pur sostenuta dal tema difesa, vive una volatilità estrema dopo il rally precedente. Il risultato finale, evidenzia Debach, è un indice sospeso: troppo industriale per correre come Wall Street, troppo internazionale per crollare insieme all’economia tedesca. “Sono in fiamme, smettila di negare”, canta Sarah Engels. Un ritornello che si adatta bene anche alla Germania degli ultimi dodici mesi: un paese che continua a cercare una nuova direzione industriale mentre il mercato prova a convincersi che la fase peggiore sia ormai alle spalle.
La Francia non va oltre il +2,2% nel periodo considerato. Un risultato modesto, secondo Debach, per uno dei mercati storicamente più pesanti d’Europa, schiacciato tra l’incertezza politica interna e soprattutto la debolezza del lusso. Il Cac 40 ha vissuto un anno profondamente spaccato: da una parte Schneider Electric, STMicroelectronics, Engie e TotalEnergies hanno beneficiato dei temi legati a energia, elettrificazione e tecnologia; dall’altra, i grandi nomi del lusso francese hanno frenato il listino in modo significativo.
Anche la proposta Eurovision riflette questa ricerca di identità in una Francia meno scintillante del solito. “Regarde!”, “Guarda!”, canta il ritornello. “È questo l’amore, ti colpisce come un fulmine”. Un passaggio che, sottolinea Debach, ricorda la lunga stagione di entusiasmo vissuta dal mercato francese grazie a lusso, marchi globali e consumi premium, seguita però da un improvviso ritorno alla realtà. “Quando tutto si illumina”, recita l’apertura del brano. Ma nel caso del Cac 40, nel 2025, non tutto ha continuato a brillare come prima. Meglio trionfare sul palco o sui mercati?
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