Fed: pausa obbligata nella riunione di oggi, inflazione vischiosa e margini di manovra ridotti

18/03/2026 10:00
Fed: pausa obbligata nella riunione di oggi, inflazione vischiosa e margini di manovra ridotti

La decisione della Federal Reserve di questa sera sui tassi appare giร  scritta, ma il vero snodo รจ altrove. In un contesto in cui la crescita rallenta senza crollare e lโ€™inflazione resta troppo elevata per consentire un allentamento rapido, il mercato guarda soprattutto alla coerenza della banca centrale. Piรน che il livello dei tassi, saranno decisive la lettura dello shock energetico, le proiezioni sul 2026 e il linguaggio usato dal presidente Jerome Powell per orientare aspettative ormai piรน fragili.

Scopri le soluzioni di investimento

Con tutti i certificate di Orafinanza.it


Tassi fermi, ma il vero test รจ sulla traiettoria

Il mercato guarda il tasso, ma la Federal Reserve (Fed) guarda la traiettoria. Ed รจ proprio qui che si concentra il vero significato della riunione di questa sera. Come si legge nel commento a cura di Gabriel Debach, market analyst di eToro per lโ€™Italia, il punto non รจ stabilire se la Fed manterrร  i tassi invariati, perchรฉ questo รจ giร  ampiamente incorporato nelle attese. Il FedWatch prezza infatti questa ipotesi al 99%. Il nodo reale รจ un altro: capire se la banca centrale creda ancora nella narrativa costruita appena tre mesi fa, nel dicembre 2025, quando il quadro macroeconomico appariva meno instabile e molto piรน lineare.

Allora la Fed immaginava per il 2026 una crescita al 2,3%, una disoccupazione al 4,4%, unโ€™inflazione headline al 2,4%, un core PCE al 2,5% e Fed Funds al 3,4% a fine anno. Era il profilo di un soft landing credibile, spiega Debach, con una traiettoria ordinata e un equilibrio ancora sostenibile tra rallentamento economico e stabilitร  dei prezzi. Oggi, quel quadro non รจ stato ancora smentito in modo netto dai dati, ma si รจ incrinato nella percezione del rischio. Secondo Debach, lโ€™equilibrio non si รจ rotto nelle statistiche, ma nel dubbio.

Le informazioni disponibili, infatti, non incorporano ancora pienamente lโ€™effetto del fattore Iran, mentre il mercato ha giร  iniziato a prezzare il rischio di unโ€™inflazione piรน vischiosa e di una Fed piรน bloccata. Nel frattempo, perรฒ, il mercato del lavoro ha giร  raggiunto il livello che la banca centrale immaginava per il prossimo anno. La disoccupazione รจ al 4,4%, i payroll rallentano e a febbraio i non farm payrolls hanno segnato un dato negativo di 92 mila posti, accompagnato dalle consuete revisioni al ribasso dei mesi precedenti.

Anche il Pil del quarto trimestre 2025 รจ stato rivisto al ribasso, al +0,7% dal +1,4% della stima preliminare. Una parte importante della debolezza, rileva Debach, รจ perรฒ legata allo shutdown autunnale, che ha colpito soprattutto la spesa federale piรน che il motore privato dellโ€™economia. Non a caso, i nowcast della Fed di Atlanta per il primo trimestre 2026 restano coerenti con una crescita positiva intorno al +2,7%. Il segnale che emerge non รจ quindi quello di una rottura strutturale, ma di unโ€™America meno lineare, piรน fragile ai bordi, ma non ancora piegata al centro. In questo contesto, per Debach il vero esame della Fed non riguarda la scelta immediata sui tassi, bensรฌ la capacitร  di mantenere credibile la traiettoria che aveva indicato fino a pochi mesi fa.

Inflazione ostinata e politica monetaria nella zona piรน scomoda

Il problema centrale, perรฒ, รจ che mentre la crescita perde slancio, lโ€™inflazione non sta rientrando con sufficiente rapiditร . Lโ€™headline PCE รจ ancora al 2,8%, mentre il core PCE si colloca al 3,1%. รˆ qui, secondo Debach, che si rompe la simmetria del quadro macroeconomico. Quando crescita e occupazione rallentano ma lโ€™inflazione resta troppo elevata, la politica monetaria perde la sua linearitร . Non รจ facile tagliare, perchรฉ il target non รจ ancora stato raggiunto. Ma non รจ neppure semplice irrigidire ulteriormente, perchรฉ il ciclo economico mostra giร  segnali di raffreddamento.

La Fed si ritrova cosรฌ in quella zona intermedia che tutte le banche centrali temono, una fase in cui non guida piรน il ciclo ma si limita a gestirlo con cautela, cercando soprattutto di evitare errori piรน che di imprimere una direzione netta. Ed รจ proprio in questa zona che, precisa Debach, cambia anche il ruolo dei tassi. Per anni, la politica monetaria รจ stata letta come uno strumento diretto per contrastare lโ€™inflazione da domanda. Oggi, invece, lโ€™inflazione ha una natura diversa. Debach la definisce inflazione da offerta, legata allโ€™energia, alla geopolitica, al quarto shock dal lato dellโ€™offerta dopo Covid, guerra in Ucraina e dazi.

Contro questo tipo di inflazione, per Debach i tassi sono uno strumento imperfetto. Alzare il costo del denaro non abbassa il prezzo del petrolio, non riapre le rotte nello Stretto di Hormuz e non riduce direttamente i costi energetici. Questo, perรฒ, non significa che i tassi siano irrilevanti. Il rischio piรน pericoloso non รจ il primo impatto dello shock inflazionistico, ma il secondo. รˆ il momento in cui imprese e lavoratori iniziano ad adattarsi. Quando i prezzi salgono non solo perchรฉ devono, ma perchรฉ possono. Quando i salari non recuperano semplicemente il potere dโ€™acquisto perso, ma iniziano a rincorrere anticipando futuri aumenti. รˆ in quel passaggio, sottolinea Debach, che lโ€™inflazione diventa persistente, comportamentale, radicata nelle aspettative.

La politica monetaria, oggi, non combatte direttamente lo shock iniziale. Combatte piuttosto il rischio che quello shock si trasformi in una componente stabile del comportamento economico degli operatori. Per farlo serve soprattutto credibilitร , evidenzia Debach, cioรจ la capacitร  di ancorare le aspettative di inflazione al 2% anche in presenza di shock di offerta. In questo senso, la comunicazione conta tanto quanto il livello dei tassi. Debach ricorda che anche la BIS, proprio nelle ultime settimane, ha richiamato la necessitร  di โ€œguardare attraversoโ€ gli shock energetici. Per questo la riunione odierna non รจ solo una decisione tecnica: รจ soprattutto una riunione chiamata a spiegare come leggere ciรฒ che sta accadendo.

Proiezioni 2026, dot plot e linguaggio di Powell

Nel frattempo il mercato si รจ giร  mosso e oggi prezza un solo taglio entro dicembre 2026. Le aspettative di allentamento sono state ridimensionate, ma non cancellate del tutto. Gli Stati Uniti restano relativamente piรน isolati rispetto allo shock energetico e beneficiano anche di un dollaro piรน forte, ma la tensione sottostante non รจ sparita.

Immagine contenuto

Proprio per questo, osserva Debach, il vero focus della giornata non sarร  sul tasso in sรฉ, ma su quello che definisce il triangolo delle proiezioni 2026.

Va ricordato che le rilevazioni macroeconomiche disponibili si fermano a febbraio, quindi prima dellโ€™escalation in Medio Oriente. Questo significa che lo staff della Fed potrร  incorporare solo revisioni marginali, probabilmente con unโ€™inflazione 2026 leggermente piรน alta e una crescita un poโ€™ piรน bassa, costruite su assunzioni giudiziali circa la persistenza dello shock. I numeri conteranno, puntualizza Debach, ma conterร  ancora di piรน il modo in cui Powell descriverร  la situazione, in particolare attraverso formule come โ€œtoo early to judgeโ€ e attraverso la gestione dei rischi bilaterali. รˆ qui, per Debach, che si gioca davvero la credibilitร  della traiettoria.

Il primo lato del triangolo รจ il core PCE. A dicembre era indicato al 2,5%. Se dovesse restare su quel livello o salire verso il 2,6%-2,7%, il messaggio sarebbe molto chiaro per Debach: la disinflazione รจ piรน lenta e piรน fragile del previsto, e non esiste spazio per accelerare i tagli. Il secondo lato รจ la disoccupazione. Sempre a dicembre, la Fed vedeva il 4,4% nel 2026. Oggi quel livello รจ giร  stato raggiunto. Se questa previsione dovesse essere rivista al rialzo, secondo Debach la banca centrale riconoscerebbe che il mercato del lavoro si sta indebolendo piรน rapidamente del previsto. Il terzo lato รจ il dot plot. La mediana di dicembre era al 3,4%. Se restasse invariata, la Fed validerebbe il pricing attuale del mercato. Se invece salisse, rafforzerebbe lโ€™idea di higher for longer.

รˆ dallโ€™interazione tra questi tre elementi che, sottolinea Debach, emerge il quadro piรน delicato. Core PCE piรน alto, crescita un poโ€™ piรน bassa, disoccupazione un poโ€™ piรน alta e dot plot invariato rappresentano la combinazione piรน scomoda. In quel caso, la Fed prenderebbe atto del rallentamento ma non potrebbe reagire perchรฉ lโ€™inflazione non glielo consentirebbe. Debach descrive questo scenario come una stagflazione soft: non una recessione piena, non unโ€™inflazione fuori controllo, ma una miscela sufficiente di entrambe da mettere sotto pressione sia i multipli azionari sia la duration obbligazionaria.

Eppure i numeri da soli non bastano. La seconda metร  della riunione si gioca tutta nel linguaggio. Per Debach, oggi la comunicazione รจ politica monetaria. Ogni parola di Powell fungerร  da segnale in un mercato che non cerca certezze assolute, ma una direzione. Il presidente della Fed si troverร  davanti tre domande decisive: se lโ€™inflazione sia ancora su un percorso credibile verso il 2%, se il rallentamento del lavoro sia semplice normalizzazione o giร  indebolimento reale, e soprattutto quanta autonomia la banca centrale riesca ancora a proiettare in un contesto politico sempre piรน rumoroso, con Trump che preme e con Warsh in arrivo a maggio.

In questo passaggio, conclude Debach, non conta soltanto il contenuto, conta il tono. Perchรฉ il mercato non sta chiedendo alla Fed di offrire rassicurazioni definitive. Sta chiedendo di capire se esista ancora una linea coerente dentro un contesto che, nel giro di pochi mesi, รจ diventato molto piรน instabile e molto piรน ambiguo.

La Finestra sui Mercati

Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!

Leggi la nostra guida sugli ETF

Obbligazione sul rendimento del BTP all'8,25%

Cedole annue condizionate e richiamabile

Chi siamo

Orafinanza.it รจ il sito d'informazione e approfondimento nel mondo della finanza. Una redazione di giornalisti e analisti finanziari propone quotidianamente idee e approfondimenti per accompagnarti nei tuoi investimenti.

Approfondimenti, guide e tutorial ti renderanno un esperto nel settore della finanza permettendoti di gestire al meglio i tuoi investimenti.

Maggiori Informazioni


Feed Rss

Dubbi o domande?

Scrivici un messaggio e ti risponderemo il prima possibile.




Orafinanza.it
รจ un progetto di Fucina del Tag srl


V.le Monza, 259
20126 Milano
P.IVA 12077140965


Note legali
Privacy
Cookie Policy
Dichiarazione Accessibilitร 

OraFinanza.it รจ una testata giornalistica a tema economico e finanziario. Autorizzazione del Tribunale di Milano N. 50 del 07/04/2022

La redazione di OraFinanza.it