Fed ancora hawkish: nuovo rialzo molto vicino secondo Goldman Sachs

Fed ancora hawkish: nuovo rialzo molto vicino secondo Goldman Sachs

La giornata di ieri ha consegnato una Federal Reserve apparsa più decisa nel contrastare l’inflazione, pertanto sono in molti a prevedere nuove mosse restrittive nel corso di quest’anno.

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La Fed taglia i tassi

È arrivato ieri il primo rialzo dei tassi di interesse in tre anni da parte della Federal Reserve, ampiamente atteso dal mercato. Sulla decisione non ci sono stati molti dubbi: l’aumento è stato votato all’unanimità dei membri del FOMC, alla luce anche di un’inflazione ancora sopra il 2% spinta dall’aumento dei carburanti dovuto alle tensioni in Medio Oriente.

La decisione non è ovviamente piaciuta a Donald Trump, già contrariato dalla proposta europea di far diventare il Canada il primo “membro associato” dell’UE, il quale ha affermato che i tassi di interesse negli Stati Uniti dovrebbero essere pari all’1% o inferiori e che andrebbero ridotti rapidamente.

Una Fed falco

“Questa riunione si è rivelata quanto mai hawkish: le riflessioni, il messaggio e la stessa decisione unanime”, sottolinea Danny Zaid, gestore di portafoglio presso TwentyFour Asset Management.

L’attenzione, però, si è rivolta soprattutto alle indicazioni per il futuro, con le parole del presidente Kevin Warsh apparse ancora hawkish dopo quelle pronunciate a Jackson Hole che alimentano le aspettative di un prossimo rialzo dei tassi, già aumentate la scorsa settimana a seguito di dati sull’inflazione superiori alle attese.

“Warsh fornisce al mercato maggiore chiarezza sottolineando che le tendenze di fondo dell’inflazione sono ancora troppo forti”, secondo Collin Martin, responsabile della ricerca e della strategia sul reddito fisso presso lo Schwab Center for Financial Research.

Al presidente si aggiungono le previsioni sulle prossime mosse indicate dal dot plot, il grafico formato dalle aspettative dei singoli componenti del FOMC, il quale indica che 16 dei 18 partecipanti si attendono almeno un altro aumento dei tassi nel 2026, con quattro di questi che ne prevedono due e solo due partecipanti che si aspettano che il comitato si limiti all'aumento odierno.

Prossimo rialzo vicino secondo Goldman Sachs

In questo contesto, Goldman Sachs ha cambiato le sue previsioni sulle prossime mosse. Se prima di ieri non si attendeva ulteriori mosse restrittive, ora ritiene che la Fed aumenterà di un altro quarto di punto già a ottobre, diventando così una delle prime grandi banche di Wall Street a prevedere aumenti consecutivi dei tassi a seguito del segnale hawkish lanciato ieri dalla banca centrale statunitense.

Goldman ha spiegato che le proiezioni aggiornate sui tassi della Fed indicano uno “scenario di riferimento con due aumenti” per il 2026 e ottobre sarebbe il momento più probabile per la prossima mossa, poiché i banchieri hanno inquadrato l’ulteriore inasprimento come un sostegno a “un ritorno più tempestivo” all’obiettivo di inflazione del 2% della Fed.

GS ha affermato che la riunione è stata più restrittiva del previsto, citando le proiezioni sui tassi dei responsabili politici, una revisione al rialzo del tasso di interesse neutro e la ripetuta descrizione da parte del presidente Warsh della mossa come un’azione che ha semplicemente “rimosso una dose di accomodamento”.

La previsione rivista di Goldman lascia Bank of America Global Research come l’unica altra grande società di intermediazione a prevedere un percorso di inasprimento più aggressivo, con BofA che prevede aumenti dei tassi a ottobre e dicembre.

Cosa fare ora con i portafogli?

Secondo lo strumento FedWatch di CME Group, gli operatori ritengono che ci sia una probabilità di circa il 50% che la Fed proceda a un altro aumento dei tassi di un quarto di punto in ottobre.

“Un aumento unanime aumenta in modo significativo la probabilità di un altro intervento prima della fine dell’anno e gli investitori che si erano posizionati in vista del ciclo di allentamento delle politiche monetarie dell’inizio del 2026 devono ricalibrare completamente le loro strategie”, spiega David Krakauer, vicepresidente della gestione del portafoglio presso Mercer Advisors.

Gli investitori stanno valutando come adeguare i portafogli a un contesto di tassi più elevati. “Non vogliamo reagire in modo eccessivo a una sola riunione”, afferma Phil Blancato, capo stratega di mercato presso Osaic. Tuttavia, suggerisce l’esperto, “se questa sembra l’inizio di un ciclo di rialzo dei tassi, potrebbe avere senso ridurre la duration e tagliare parte dell’esposizione alle small cap”.

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