Fenomenologia della Super League

03/05/2021 08:07
Fenomenologia della Super League

Il progetto di un super torneo tra le squadre europee piรน forti รจ durato appena due giorni ma ha avuto il merito di alzare il velo sulle reali condizioni finanziarie dei club. Non รจ lโ€™unico disvelamento del mondo post Covid-19, la direzione dei tassi e i nuovi criteri ESG costituiscono due argomenti di interesse.

A cura di Carlo Benetti, Market Specialist di GAM (Italia) SGR

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Molto rumore per nulla

Molto rumore per nulla? Davvero la guerra di secessione del calcio europeo si รจ scatenata ed esaurita in appena quarantotto ore, come nei titoli di certi film americani? Possibile che lโ€™apostasia di un gruppo di ricchi eretici abbia scaldato gli animi per un paio di giorni, per afflosciarsi poi come un soufflรฉ mal riuscito?

โ€œLa cosa piรน importante delle cose meno importantiโ€, per dirla con Arrigo Sacchi, ha sequestrato per giorni le cronache, la vicenda dellโ€™Ammutinamento dei Dodici ha sovrastato tutto il resto, vaccini, passaporti sanitari, le condizioni di salute di Navalny, la Libia. Ma รจ bastata una manciata di ore di sdegno unanime per sfiancare lโ€™audace baldanza dei ribelli. Si sono trovati tutti dโ€™accordo, presidenti di club e presidenti di stati, commissari tecnici e commissari europei, leader di curve e leader di partiti, divisi nella politica ma unanimi nella condanna. Eโ€™ stata evocata la poesia del gioco, la trasversalitร  sociale del calcio che unisce giovani e anziani, poveri e ricchi, eppure lโ€™unanimismo รจ sempre sospetto e la realtร  sempre piรน complicata di come appare.

Per comprendere quanto รจ accaduto non giova ragionare di romanticismo ma, piuttosto, della grammatica epistemologica dei bilanci, delle leggi della quadratura che li governano, dei costi e dei ricavi.

Tanti tifosi, ma pochi ricavi

Lโ€™anno di sospensione del gioco, e dei fatturati, ha portato alla luce le difficoltร  finanziarie dei grandi club; in definitiva, la logica che ha animato il blitz dei Dodici Ribelli รจ stata quella della quadratura dei conti. La contrapposizione tra โ€œpopolo dei tifosiโ€ ed โ€œรฉliteโ€, tra poesia e affari รจ stata sincera ma fuorviante, non sono stati il romanticismo o lโ€™interesse dei tifosi ad aver prevalso nella decisione di giocare in Qatar la fase finale del campionato mondiale 2022.

I presidenti rivoltosi hanno guardato i numeri, per nulla lusinghieri: il calcio ha globalmente molti piรน tifosi di qualsiasi altro sport, eppure nel 2019 il football americano (National Football League), il baseball (Major League Baseball) e il basket (National Basketball Association) โ€œhanno registrato ricavi superiori a quelli di qualsiasi competizione di calcio europeaโ€ scrive il WSJ โ€œla NFL ha incassato sessanta milioni a partita, a confronto con i circa venticinque della Champion Leagueโ€. Anche negli Stati Uniti oltre la metร  dei ricavi deriva dai diritti televisivi, il format della Super League, un torneo di confronti diretti tra le squadre piรน forti ogni settimana, attirerebbe lโ€™interesse delle televisioni, gli incassi dei club aumenterebbero e, alla fin fine, i tifosi avrebbero spettacolo assicurato.

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Come la Peste, il Covid puรฒ segnare l'inizio del Rinascimento

La questione รจ sul tavolo, lo sfregio alle liturgie del calcio europeo รจ stato consumato, รจ solo questione di tempo, o la UEFA si darร  una governance diversa o il progetto di Super Lega prima o poi tornerร  fuori. Le leggi della quadratura dei bilanci non sono aggirabili, lโ€™alternativa รจ che in nome dei tifosi e dello sport โ€œpiรน bello del mondoโ€, a ripianare i bilanci e i super ingaggi ci pensino le pubbliche finanze con i denari dei contribuenti.

Il mondo post Covid-19 ha disvelato la scarna nuditร  dei numeri e le reali condizioni dei bilanci delle squadre di calcio, ma il velo di Maya sollevato dalla Super Lega non รจ il solo, la pandemia segna, piรน del 2008, il passaggio tra un โ€œprimaโ€ e un โ€œdopoโ€.

Accadde qualcosa di analogo nel XIV secolo; la peste raccontata da Boccaccio nel Decamerone segnรฒ la fine del Medioevo e pose le premesse del Rinascimento. Lโ€™epidemia che sconvolse lโ€™Europa tra il 1347 e il 1350 fu una delle piรน devastanti che la storia ricordi, quando venne finalmente debellata lโ€™Europa non era piรน la stessa, un terzo della popolazione era morto, la scarsitร  di offerta di lavoro mise in moto cambiamenti radicali.

I lavoratori si spostavano in cerca di terre e salari migliori, la mobilitร  costrinse i latifondisti a competere al rialzo nellโ€™offerta di condizioni piรน vantaggiose. Lโ€™aumento dei salari favorรฌ la formazione della classe media, persone che non provenivano da famiglie nobili proprietarie di terre ma con sufficiente disponibilitร  di denaro per acquistarle: gli appezzamenti piรน piccoli dovevano perรฒ essere resi piรน produttivi, migliorarono cosรฌ anche le tecniche di coltivazione. Mobilitร  sociale e maggiore disponibilitร  di denaro diedero nuovo impulso allโ€™artigianato e allโ€™arte.

Anche la scienza medica fece un salto paradigmatico, venne abbandonata per sempre la medicina scolastica, un insieme di saperi astratti tramandati da Ippocrate e Galeno misti a interpretazioni astrologiche, si affermรฒ il metodo sperimentale, i medici cominciarono a fidarsi solo dellโ€™osservazione empirica, studiarono la fisiologia dei corpi e delle malattie. Non sarebbe piรน accaduto che i medici rispondessero al Re di Francia che a causare la peste fosse stata โ€œla congiunzione astrale di Saturno, Giove e Marte nella quarta casa dellโ€™Acquarioโ€, come racconta la storica Gianna Pomata.

Tre economisti americani sono partiti proprio dalla Grande Peste del 1348 per studiare quali siano stati nel corso dei secoli gli effetti a lungo termine delle pandemie sui tassi di interesse. Le pandemie hanno effetti molto diversi dalle guerre, non distruggono il capitale ma rendono scarsa lโ€™offerta di lavoro e incrementano la propensione al risparmio. Due macrocondizioni che tendono a deprimere i tassi per molto tempo scrivono i tre economisti nelle loro conclusioni, coerenti con il modello neo-classico della crescita.

Evoluzione del tasso naturale di interesse in Europa.

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Fonte: ร’scar Jordร , Sanjay R. Singh, Alan M. Taylor โ€œLonger-run Economic Consequences of Pandemicsโ€, WP 26934 April 2020.

La direzione dei tassi reali

La questione centrale del mondo post Covid-19 รจ proprio la direzione che avranno i tassi reali, decisiva per le politiche monetarie e per i prezzi degli asset. I tassi reali sono in costante discesa da trentโ€™anni: parte da questa considerazione lโ€™ipotesi di stagnazione secolare formulata da Larry Summers.

I tassi al pavimento sono anche lโ€™argomento piรน forte a sostegno degli attuali livelli delle valutazioni azionarie, il motivo per cui lo stesso professor Shiller esita a parlare di bolla nonostante i livelli elevati del suo indicatore, il rapporto prezzi utili nel lungo termine (attorno a 37,5, del 46% piรน alto della media degli ultimi ventโ€™anni di 25,6).

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Per Summers, una volta terminata lโ€™emergenza sanitaria riemergeranno le medesime dinamiche di lungo termine che hanno favorito la discesa dei tassi reali: lโ€™eccesso di risparmio, lโ€™invecchiamento della popolazione, le disuguaglianze economiche costituiranno un formidabile ostacolo allโ€™avvento dei โ€œRuggenti anni Ventiโ€ del nuovo secolo.

Tre forze strutturali che nei prossimi anni terranno bassi i tassi reali, affiancate dagli effetti di lungo termine della crisi finanziaria e della pandemia. Il comportamento dei mercati finanziari dovrebbe ricalcare, di conseguenza, quello del mondo pre-Covid. Si tratta perรฒ di considerazioni che non tengono conto della novitร  degli stimoli fiscali negli Stati Uniti, lโ€™imponenza degli investimenti previsti รจ tale da poter invertire la direzione imboccata dai tassi reali trentโ€™anni fa.

Un altro velo di Maya sollevato nel mondo post Covid 19 รจ quello della consapevolezza di consumatori e aziende in merito al cambiamento climatico e alla responsabilitร  sociale. Eโ€™ diventata celebre e fortemente divisiva la frase di Milton Friedman nellโ€™editoriale pubblicato dal New York Times il 13 settembre 1970: โ€œlโ€™unica responsabilitร  delle aziende รจ quella di fare profittiโ€. Ma Friedman aggiunge anche โ€œnel rispetto delle regole basilari della societร , sia quelle incorporate nelle leggi e quelle incluse negli standard moraliโ€, parole spesso tralasciate eppure decisive. Non รจ una questione di rispetto filologico del testo quanto di corretta comprensione del pensiero del grande economista: se si prende la frase nella sua interezza si risolve la presunta opposizione tra perseguimento del profitto e governance ispirate alla responsabilitร  sociale e ambientale. Se cambiano le sensibilitร  delle pubbliche opinioni, se il comune sentire diventa piรน attento al rispetto delle pari opportunitร , dellโ€™inclusione, del rispetto dellโ€™ambiente e del consumo responsabile, quelle societร  che orienteranno governance e processi produttivi al โ€œrispetto degli standard moraliโ€ ridurranno i rischi reputazionali e creeranno le premesse per lโ€™incremento dei profitti.

Entrare in sintonia con il sentire diffuso di consumatori e potenziali clienti รจ una condizione win-win: lโ€™attenzione ai portatori di interessi (stakeholder) coincide con i vantaggi degli azionisti (shareholder). Si supera la contrapposizione tra โ€œshareholder valueโ€ e โ€œstakeholder valueโ€ mantenendo rapporti corretti con clienti e fornitori e dimostrando attenzione al territorio e alle sue comunitร .

Per gli analisti e i gestori, lโ€™adozione dei criteri ESG nella valutazione delle societร  comporta lโ€™estensione delle metriche tradizionali di valutazione alla governance, alle politiche con i dipendenti e gli stakeholder, allโ€™impatto ambientale dei processi produttivi. In definitiva, gli investimenti finanziari che adottano i criteri ESG cercano e valutano societร  che accettano la competizione โ€œin un mondo dove le risorse naturali possono esaurirsi, lโ€™impianto regolatorio รจ sempre piรน pesante, la popolazione aumenta e il clima sta cambiandoโ€ (Franco De Benedetti).

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