Finisce il sogno dei pionieri dell’e-commerce in Italia: CHL dichiarata fallita

Con il titolo sospeso in borsa dal 5 dicembre, il tribunale di Firenze ha dichiarato fallita la società italiana
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Il fallimento di CHL
Alla fine è arrivato il fallimento per CHL, società fiorentina controllata dalla famiglia Landi. Il Tribunale di Firenze, infatti, ha ufficialmente dichiarato il fallimento in data 20 gennaio e nominato Cristian Soscia quale giudice delegato e Vincenzo Pilla curatore fallimentare.
I creditori e i terzi che vantano diritti reali o personali sui beni in possesso della società “potranno presentare domanda di insinuazione al fallimento fino a trenta giorni prima dell’adunanza” prevista per il “prossimo 14 maggio 2020 presso il Tribunale di Firenze”, si legge in un comunicato.
La sospensione in borsa
Si conclude definitivamente la vicenda della società fiorentina pioniera nell’e-commerce italiano che si occupava anche di telecomunicazioni, information technology, logistica e trasporti.
La società fu fondata nel 1993 a Firenze per poi sbarcare in borsa nel giugno 2000, quotata nell’indice Ftse Italia Small Cap di Milano.
L’avventura a Piazza Affari si era conclusa lo scorso 5 dicembre quando la Consob aveva sospeso il titolo dalle contrattazioni “fino a quando anche in esito alle ulteriori attività istruttorie in corso, non sarà possibile valutare il reale stato economico finanziario e patrimoniale dell'emittente e ripristinare un completo e corretto quadro informativo sui titoli”.
Lo stesso istituto aveva evidenziato “numerosi e gravi elementi di irregolarità rispetto alle attività poste in essere dagli esponenti apicali della Società che si riflettono sulle informazioni che vengono fornite al pubblico, con riferimento alla reale situazione economica, patrimoniale e finanziaria dell'emittente e che tali elementi sono potenzialmente riconducibili ad ipotesi di abuso di mercato”.
La Consob aveva poi informato delle irregolarità la procura di Firenze, la quale aveva presentato al tribunale istanza per l’adozione di provvedimenti conservativi del patrimonio societario.
Infine, a Natale il Tribunale aveva sospeso tutti i consiglieri di amministrazione e gli appartenenti al comitato per il controllo di gestione per poi nominare Vincenzo Pilla e Barbara Molinari quali amministratori giudiziali.
L’ultimo tentativo di salvataggio
Prima del fallimento, si erano fatti avanti due imprenditori per cercare di salvare la società. Si trattava di Orlando Taddeo e Lorenzo Grassini, i quali avevano sottoposto al Tribunale un piano per risollevare il destino di CHL.
Il piano di Taddeo conteneva l’offerta di 1,1 milioni di euro cash e il conferimento in CHL di tre aziende di sua proprietà che operano nelle telecomunicazioni.
Grassini, inoltre, prometteva 2,2 milioni di euro destinati alla copertura della parte residuale di un bond scaduto di cui ha goduto CHL e una fideiussione.
L’offerta dei due, evidentemente, non è stata ritenuta da parte del tribunale di Firenze idonea al salvataggio.
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