Ford vs. GM: tre motivi per puntare sull’Ovale blu


Dall’inizio dell’anno l’azione Ford è salita solo del 5,6% contro il +30% di GM. Barron’s spiega i motivi per cui entro breve il gap potrebbe chiudersi. Per Morgan Stanley le azioni Ford possono salire del 32% nei prossimi 12 mesi.


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I tre elementi alla base della nuova sfida di Ford

Barron’s sfida il sentimento dominante a Wall Street e nel confronto fra i due tradizionali costruttori americani di auto, Ford e General Motors, consiglia senza esitazione di puntare sulla società dell’Ovale blu. Perché? In primis per la differenza di performance recente fra i due titoli. Mentre Ford è salita dall’inizio dell’anno soltanto del 5,6%, contro il +16% dell’S&P 500, GM ha guadagnato nello stesso periodo il 30%.

Secondo l’analista di Morgan Stanley, Adam Jonas, la sottoperformance di una delle due Case rispetto all'altra non si verifica molto spesso. Quando ciò accade, il titolo che è rimasto indietro prima o poi colma il divario. A patto che al mercato venga spiegato che cosa la società sta facendo per recuperare il terreno perso. Jonas è convinto che Ford sia sulla buona strada, avendo indicato tre obiettivi che hanno il potenziale di motivare gli investitori: spendere meno per i veicoli elettrici, migliorare la qualità, concentrarsi sui rendimenti per gli azionisti.

Ford e GM: in 5 anni performance appaiate

Taglio delle spese sui veicoli elettrici

1. Veicoli elettrici. Il miglioramento maggiore del cash flow dovrà provenire dalla produzione e vendita di EV (veicoli elettrici). Nel 2023 la divisione EV di Ford, chiamata Model e, ha perso 1,3 miliardi di dollari, a fronte di un utile complessivo di 3,9 miliardi di dollari generato dalle auto tradizionali e da Ford Pro, la divisione che vende camion, furgoni e auto per le attività commerciali.

Model e non ha raggiunto le dimensioni e la struttura dei costi necessaria per generare profitti costanti. Ford non sta abbandonando i veicoli elettrici, ma deve ridurre le perdite. Ciò significa ridurre la spesa per i veicoli elettrici. Recentemente Ford ha tagliato la parte superiore delle sue previsioni di investimenti per il 2024, portandole a un intervallo compreso tra 8 e 9 miliardi di dollari, rispetto al precedente intervallo compreso tra 8 e 9,5 miliardi di dollari. Questo equivale a un rallentamento della spesa per i veicoli elettrici.

Migliorare la qualità vale 2 miliardi di dollari

2. Qualità. Oggi Ford ha un margine operativo del 6,4% (previsione degli analisti per il 2024), inferiore al 7,8% di GM. Ford intende migliorare questo indicatore tagliando 2 miliardi di dollari di costi. Parte del miglioramento dei costi inizia con la qualità. Le spese di Ford per gli interventi in garanzia ammontano a circa il 3,5% del fatturato annuo, più del 3% di GM e dell’1% di Toyota.

Scrive Jonas che migliorare ai livelli dei concorrenti potrebbe significare un ulteriore aumento di 1 o 2 miliardi di dollari del profitto operativo annuale, un risultato significativo per un'azienda che si prevede realizzerà quest’anno un Ebit di 11,2 miliardi di dollari. Lo scorso aprile il Ceo Jim Farley ha riconosciuto l'importanza della qualità per Ford, sottolineando che la qualità nel 2023 è migliorata del 10% rispetto al 2022 e di un altro 10% nell'attuale anno.

Dividendi o buyback? Le ragioni di una scelta

3. Rendimento per gli azionisti. Fra GM e Ford c’è una differenza sostanziale rappresentata dai piani di remunerazione degli azionisti. GM ha annunciato o completato circa 16 miliardi di dollari di riacquisti di azioni, pari a circa il 30% della sua capitalizzazione, dopo l'iniziale riacquisto di 10 miliardi di dollari annunciato il 29 novembre. Ford si è attenuta ai dividendi, pagando 15 centesimi a trimestre più un dividendo speciale di 18 centesimi a marzo.

“Non aspettatevi che Ford lanci buyback delle dimensioni di quelli di GM”, avverte Mike Ward, analista di Freedom Capital Markets.

La famiglia Ford controlla ancora il 40% dei diritti di voto in assemblea e Bill Ford Jr. è il presidente esecutivo della società.

Il piano attuale di Ford prevede di distribuire dal 40% al 50% del free cash flow annuale sotto forma di dividendi speciali.

Altri dividendi speciali potrebbero arrivare. Ford potrebbe generare 21 miliardi di dollari di free cash flow nei prossimi tre anni. Versarne il 50% equivarrebbe a pagamenti aggiuntivi fino a 2,60 dollari per azione, ovvero il 20% dell'attuale prezzo delle azioni. Questi soldi si aggiungono al dividendo trimestrale di 15 centesimi.


Gli incentivi per il management possono fare salire le quotazioni

Infine Barron’s sottolinea un ulteriore elemento importante che potrebbe aiutare le quotazioni di Ford a salire: il cambiamento della politica di remunerazione del management. In passato i bonus per i dirigenti si basavano su un mix di performance azionaria, rendimento del capitale, margine di profitto e obiettivi di free cash flow.

Il miglioramento delle prestazioni operative, tuttavia, non sempre porta a un aumento dei prezzi delle azioni. Negli ultimi dieci anni, i margini di profitto operativo di Ford sono aumentati di circa quattro punti percentuali rispetto ai 10 anni precedenti. Il risultato di tutto questo lavoro? Le azioni Ford quotano ai livelli del 1987. Lo scorso giugno il Cfo John Lawler ha spiegato che ora il management viene pagato in base al rendimento totale degli azionisti, e questo dovrebbe essere di maggior sostegno alle quotazioni del titolo.

Su 26 analisti che coprono Ford, nove hanno una raccomandazione positiva (Buy o Outperform) e 14 hanno un atteggiamento neutrale. La media dei target price, pari a 14,2 euro, supera solo del 10% l’attuale prezzo di Borsa di 12,84 dollari. Convinto della sua valutazione, Adam Jonas di Morgan Stanley ha una netta raccomandazione Buy con un target ben più alto della media, pari a 17 dollari, che indica un potenziale upside del 32% in 12 mesi.

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