Francia in crisi, Spagna al voto, euro ai minimi

La valuta unica è sui minimi da maggio dell’anno passato, anche per effetto delle indiscrezioni sulla volontà del governo spagnolo di andare a elezioni anticipate: il premier Pedro Sanchez dovrebbe annunciarle stamattina.
Alcuni analisti citati da Bloomberg avvertono addirittura che la Francia potrebbe essere vicina a una crisi del debito vera e propria. Il governo di Parigi punta a risparmi per 54 miliardi di euro (61 miliardi di dollari) nella proposta di bilancio per il 2027, in un clima segnato dalle proteste nelle scuole di tutto il Paese per la carenza di risorse.
Indice dei contenuti
La settimana inizia con l’euro a pezzi, il petrolio in calo, i tech scatenati e la politica alla ribalta, in America Latina e in Europa.
EURO: FEBBRE SPAGNOLA
Il cambio è sceso al livello più basso da maggio dell’anno passato, anche per effetto delle indiscrezioni sulla volontà del governo spagnolo di andare a elezioni anticipate. Bloomberg dice che gli hedge fund asiatici hanno venduto la valuta contro il dollaro sul mercato cash, un flusso che ha accentuato il movimento nel corso della notte.
Ministri del governo spagnolo e altri alti funzionari dell'esecutivo e del Partito Socialista ritengono che il ricorso a elezioni anticipate sia la strategia migliore dopo la pesante sconfitta subita in Parlamento la scorsa settimana; a riferirlo sono tre persone vicine al Primo Ministro Pedro Sánchez. El Pais dice che un annuncio dovrebbe arrivare nelle prossime ore. Questi sviluppi si inseriscono in un contesto di crescente preoccupazione per la stabilità politica e le prospettive di bilancio della Francia.
"I mercati obbligazionari e valutari stanno chiaramente segnalando il disagio degli investitori per la crescente instabilità del governo francese e per l'indebolimento dei fondamentali fiscali del Paese in vista delle elezioni del 2027", ha dichiarato Homin Lee, senior macro strategist di Lombard Odier Singapore.
BOND EUROPA: DISAGIO FRANCESE
L'EUR/CHF è in lieve calo nelle prime fasi di contrattazione di lunedì, segnale che gli investitori macro si stanno preparando a un'altra seduta difficile per i titoli di Stato europei. Le tensioni nell'area, guidate dal debito francese, rappresentano solo una parte del problema, dato che questa settimana sia il Giappone che gli Stati Uniti hanno in programma aste di titoli a lunga scadenza.
Alcuni analisti citati da Bloomberg avvertono addirittura che la Francia potrebbe essere vicina a una crisi del debito vera e propria.
Il governo di Parigi punta a risparmi per 54 miliardi di euro (61 miliardi di dollari) nella proposta di bilancio per il 2027, in un clima segnato dalle proteste nelle scuole di tutto il Paese per la carenza di risorse.
Il differenziale tra i costi di indebitamento decennali francesi e quelli tedeschi – un parametro che misura il premio al rischio associato al debito francese – è salito ai massimi dai tempi della crisi dell'Eurozona del 2012, attestandosi intorno ai 150 punti base.
"È evidente che il mercato sta mettendo alla prova la situazione politica, lanciando un messaggio chiaro ai politici: 'bisogna fare attenzione al bilancio'", ha dichiarato venerdì Marion Le Morhedec, CIO del comparto reddito fisso di Fidelity, durante un evento.
Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in lieve ribasso, soprattutto per effetto dell’acuirsi del tema politico: future dell’indice Dax di Francoforte -0,2%.
Se si ci si allontana dall’Europa, lo scenario di mercato cambia. Venerdì il Nasdaq ha toccato i massimi storici. La spinta più importante è arrivata dalle società dei semiconduttori.
ASIA
L'indice Nikkei della Borsa di Tokyo torna a superare quota 70mila punti per la prima volta da luglio, spinto dal rally dei titoli tecnologici e dal rafforzamento del sentiment dopo i segnali di raffreddamento del mercato del lavoro americano - che hanno alimentato le attese di una pausa nella stretta monetaria della Federal Reserve Usa. In particolare, il nuovo massimo storico del gigante dei semiconduttori Nvidia, e l'indice dei semiconduttori di Filadelfia (SOX), salito del 2,40%, sostengono i titoli legati all'intelligenza artificiale e ai semiconduttori nel mercato di Tokyo, tra i quali Advantest e Tokyo Electron. Dopo aver aperto in forte rialzo, al termine della sessione del mattino il listino giapponese estende i guadagni raggiungendo un livello di 70.037 (+2,53%) aggiungendo 1.728 punti.
PETROLIO
Brent in calo dell’1%.
Il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale ha lanciato una campagna militare su vasta scala per riconquistare tutti i territori in mano agli Houthi, dopo settimane di crescente conflitto tra il gruppo sostenuto dall'Iran e l'Arabia Saudita.
È stato ordinato a tutte le componenti dell'esercito yemenita di avviare le operazioni e di combattere "fino alla liberazione del Paese dalla morsa della milizia terroristica Houthi", ha dichiarato domenica in un discorso pubblico Rashad Al-Alimi, capo del Consiglio presidenziale di leadership dello Yemen.
La milizia filo iraniana controlla lo stretto di Bab el-Mandeb, un passaggio marittimo cruciale e angusto tra il Mar Rosso e il Golfo di Aden, utilizzato dall'Arabia Saudita per esportare petrolio e aggirare lo Stretto di Hormuz.
Saudi Aramco abbasserà il prezzo dell’Arab Light per gli acquirenti asiatici a 5 dollari al barile in meno rispetto al benchmark regionale questo mese. Si tratta del livello più basso dal 2020, in netto contrasto con le aspettative degli operatori di mercato e delle raffinerie, che avevano previsto un aumento di 5 dollari.
BOND
Sempre più di frequente si mette in relazione l’andamento dei tassi di rendimento delle obbligazioni alle condizioni finanziarie, un termine con il quale si indica il costo e la facilità con cui famiglie e imprese si procurano denaro. Tiffany Wilding, economista di PIMCO, osserva come le banche centrali ne parlino sempre più spesso. Il presidente della Fed Kevin Warsh ha descritto il rialzo dei tassi di settembre come «la rimozione di una dose di accomodamento», ossia di sostegno all'economia. La governatrice della banca centrale australiana Michele Bullock ha chiesto condizioni “sufficientemente restrittive da riportare l'inflazione verso il basso”.
Il concetto è più ampio dei soli tassi decisi dalla banca centrale. Comprende il rendimento dei titoli di Stato americani a dieci anni, il tasso dei mutui a trent'anni, il costo del debito delle imprese, i prezzi di Borsa e delle case, la forza del dollaro. La Fed ha un indice che li pesa insieme: l'ultima lettura, relativa al secondo trimestre del 2026, è -0,9. Significa che queste condizioni dovrebbero aggiungere circa 0,9 punti alla crescita americana nel prossimo anno. Nel 2022-2023, con i tassi in forte rialzo, ne avevano invece tolti tra 0,5 e 1. Il contributo maggiore arriva oggi dalla Borsa.
Troppo aiuto, però, può alimentare i prezzi. Secondo PIMCO le condizioni erano di circa mezzo punto percentuale troppo generose, un eccesso che equivale a un aumento di 0,7 punti del rendimento decennale o a un calo del 9% delle azioni. Quel rendimento è già salito di circa 0,8 punti da giugno, quindi il mercato avrebbe fatto gran parte del lavoro. Per l'autrice il rialzo della Fed è “una ricalibrazione della politica monetaria”, non l'avvio di una lunga stagione di rialzi.
TITOLI
Intesa Sanpaolo ha rilanciato la propria offerta pubblica di scambio su Monte dei Paschi di Siena, affermando che verserà agli azionisti ulteriori €800 milioni in contanti qualora respingano il piano alternativo proposto da MPS.
Generali. In un intervista con Il Sole 24 Ore, l'a.d. di Generali Italia, Giancarlo Fancel, dice che un'eventuale alleanza di bancassurance tra MPS e UniCredit non rappresenterebbe una concorrenza diretta per Generali, poiché si rivolgerebbe a una clientela diversa. Fancel ha inoltre minimizzato i possibili effetti dell'Opas di Intesa su MPS, affermando che Generali punta ad ampliare il vantaggio come primo assicuratore italiano.
La Finestra sui Mercati
Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!
