Il toro cinese

Il recente rally azionario, fra i piรน intensi degli ultimi anni, porta con sรฉ molteplici interrogativi. Sarร sostenibile come affermano le autoritร cinesi o รจ destinato a sgonfiarsi come nel 2015?
A cura di Massimo De Palma Head of Multi Asset Team, GAM, Antonio Anniballe e Paolo Mauri Brusa, Portfolio Managers
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La profezia si autoavvera
Lโimprovvisa fiammata del mercato azionario cinese si รจ materializzata dopo che una serie di articoli, pubblicati da diversi media governativi, hanno suggerito il possibile arrivo di un bull market e consigliato lโacquisto di azioni, la classica profezia che si autoavvera! Il parallelismo con lโestate del 2015 รจ subito tornato alla mente di molti investitori; anche allora le autoritร governative, attraverso media e giornali, avevano caldeggiato e โagevolatoโ lโascesa dei mercati, salvo poi dover assistere al crollo rovinoso del mese di agosto. Secondo alcuni economisti, il +15% messo a segno in poche sedute di borsa dallโindice di Shanghai non ha grandi giustificazioni economiche, almeno per ora.
La moral suasion del governo di Pechino ha avuto quindi un ruolo decisivo ma serve attenzione, occorre verificare la sostenibilitร di tale movimento nel medio termine. Anche perchรฉ il repentino rialzo dei rendimenti obbligazionari, verificatosi in corrispondenza del rally azionario, non รจ certamente salutare per unโeconomia molto indebitata e con un mercato immobiliare piuttosto tirato.
In realtร alcune differenze con quanto successo nel 2015 ci sono e non sono di poco conto. Allโepoca, lโallentamento dei requisiti di marginazione aveva permesso agli investitori privati di aumentare la portata delle proprie scommesse prendendo in prestito denaro per acquistare azioni. Lโaumento della leva aveva contribuito ad amplificare i guadagni in un primo momento, ma poi aveva accelerato la caduta, capace di cancellare un terzo del valore dellโindice nellโarco di un mese.
Oggi i requisiti per lโutilizzo della leva finanziaria sono molto piรน stringenti ed รจ auspicabile che i regolatori siano piรน cauti e non ripetano gli errori del passato.
PMI sui servizi
Sul fronte macro, poi, le buone notizie non mancano: il PMI sui servizi pubblicato la scorsa settimana ha avuto il piรน grosso rialzo degli ultimi 10 anni, confermato dal balzo dellโindice Caixin (sempre relativo a i servizi) di questa settimana, passato da 55 di maggio a 58,4 di giugno, un livello compatibile con una fase di espansione economica sostenuta. La Cina sta evidentemente uscendo dalla fase critica. Se a questo aggiungiamo lโingente programma dโinvestimenti messo in campo dal governo, progetti in infrastrutture di vario tipo, dalle telecomunicazioni (5G) allโintelligenza artificiale, dal cloud alle biotecnologie, comprendiamo come le prospettive nel medio termine siano abbastanza incoraggianti e possano giustificare un rialzo del mercato nei prossimi trimestri, anche al netto degli eccessi di qualche singola giornata. La sensazione di molti investitori, quindi, รจ che la Cina ripartirร prima e con piรน slancio di Stati Uniti ed Europa. Ovviamente, perchรฉ questo scenario si verifichi, รจ indispensabile che anche le economie occidentali ripartano senza grossi intoppi e che le tensioni con gli Stati Uniti non aumentino nuovamente come a fine 2018.
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