Geopolitica in parziale distensione, ma lo shock energetico continua a guidare i mercati

Le prime aperture diplomatiche tra Usa e Iran favoriscono un temporaneo ritorno del risk-on, con calo dei prezzi energetici. Il contesto resta tuttavia fragile, con rischio escalation ancora elevato e premio geopolitico incorporato nelle quotazioni. In Italia, lโinflazione si mantiene contenuta (+1,5% a marzo) grazie anche alle misure sui carburanti, ma emergono segnali di debolezza nel settore dei servizi, con il PMI sotto la soglia di espansione e pressioni sui costi legate a energia e carburanti.
Indice dei contenuti
- 1. Geopolitica ed energia: primi segnali di distensione, ma rischio ancora elevato
- 2. Usa: lo shock energetico inizia a riflettersi sui prezzi, Fed in bilico
- 3. Europa: inflazione trainata dallโenergia, Bce prudente
- 4. Italia: inflazione contenuta e segnali di debolezza nei servizi
- 5. Outlook: inflazione e geopolitica al centro dellโattenzione
Geopolitica ed energia: primi segnali di distensione, ma rischio ancora elevato
Il contesto geopolitico in Medio Oriente resta il principale driver dei mercati finanziari, sebbene nelle ultime ore siano emersi i primi segnali di potenziale distensione. Lo si legge in un report a cura del Team Advisory & Gestione di Intermonte, che spiega come รจ tornato il "risk-on" sui mercati, con lโarrivo di unโintesa preliminare tra Usa e Iran per lโinstaurazione di un cessate il fuoco della durata di due settimane grazie alla mediazione pakistana. Lโaccordo, giunto a ridosso della scadenza dellโultimatum statunitense, prevederebbe la disponibilitร da parte americana a discutere un piano in dieci punti proposto dallโIran per la cessazione delle ostilitร .
Tra gli elementi piรน rilevanti della proposta iraniana vi sarebbe, oltre allโinterruzione degli attacchi verso la Repubblica Islamica e i suoi alleati regionali, anche il riconoscimento di una gestione congiunta dello Stretto di Hormuz tra Iran e Oman, accompagnata dallโintroduzione di una tariffa di transito (stimata intorno ai 2 milioni per passaggio), destinata a finanziare la ricostruzione iraniana.
La reazione di Teheran rimane tuttavia improntata alla cautela: le autoritร iraniane hanno confermato la partecipazione ai negoziati, pur dichiarando una โcompleta sfiduciaโ nei confronti della controparte statunitense. I primi incontri diretti tra le parti sono attesi nei prossimi giorni in Pakistan.
Nel frattempo, sottolineano gli esperti di Intermonte, la situazione operativa nellโarea resta estremamente delicata. Nel Golfo Persico risultano attualmente presenti circa 800 navi, di cui oltre la metร impegnate nel trasporto di greggio e prodotti raffinati. La ripresa regolare dei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz rappresenta una condizione necessaria per una stabilizzazione duratura dei mercati energetici, mentre eventuali segnali di escalation militare verrebbero interpretati negativamente dagli operatori. Nonostante le aperture diplomatiche, nella mattinata di oggi sono proseguiti attacchi iraniani verso diversi Paesi della regione, a conferma della fragilitร del contesto.
Sul fronte dei mercati, osserva Intermonte, queste dinamiche si sono tradotte in un rapido riprezzamento del rischio: le quotazioni di Brent e WTI hanno registrato un calo a doppia cifra (tra il -13% e il -15%),ย riflettendo uno scenario percepito come meno estremo rispetto ai giorni precedenti, ma ancora caratterizzato da elevata incertezza. I prezzi dellโenergia restano significativamente al di sopra dei livelli pre-conflitto, riflettendo un premio per il rischio geopolitico ancora incorporato nelle quotazioni.
Usa: lo shock energetico inizia a riflettersi sui prezzi, Fed in bilico
Le recenti dinamiche sui prezzi energetici hanno giร iniziato a trasmettersi ai dati macroeconomici, evidenzia Intermonte, in particolare negli Stati Uniti. Lโindice ISM manifatturiero di marzo (52,7 vs 52,3 atteso) segnala unโaccelerazione significativa della componente relativa ai prezzi pagati dalle imprese (78,3 vs 70,5 a febbraio), ai massimi da metร 2022, evidenziando un aumento dei costi di produzione.
Questo avviene in un contesto in cui la componente occupazionale rimane debole (48,7 vs 48,8 precedente), indicando una domanda di lavoro ancora incerta nel settore industriale. Un quadro simile si osserva anche nellโISM servizi (54,0, inferiore al 54,9 atteso), in calo per la prima volta negli ultimi sei mesi, nonostante la componente nuovi ordini (60,6 vs 56,8) sostenga il dato. Anche in questo caso, spiega Intermonte, la componente dei prezzi pagati (70,7 vs 67,0 atteso) evidenzia unโaccelerazione superiore alle aspettative, mentre quella occupazionale risulta particolarmente debole (45,2 vs 51,0 atteso).
Sul fronte del mercato del lavoro, osserva Intermonte, il dato piรน recente evidenzia la creazione di 178.000 nuovi posti di lavoro (attesi 65.000), seppur accompagnata da una revisione al ribasso del dato di febbraio (da -92.000 a -133.000), con segnali di fragilitร sottostante. Il tasso di disoccupazione si attesta al 4,3% (vs 4,4% atteso), ma con un tasso di partecipazione in calo. Il quadro รจ, secondo Intermonte, quello di un mercato del lavoro stabile e per certi versi tendente alla debolezza (lโultimo JOLTS evidenzia 0,91 offerte di lavoro per disoccupato), situazione che permette di ipotizzare una minor pressione inflazionistica sui salari a tendere.
In ambito di politica monetaria rimarrร quindi centrale la differente prioritร che la Fed darร ai suoi due mandati (piena occupazione e stabilitร dei prezzi) e che guiderร le prossime mosse, con lโincognita del possibile nuovo governatore Kevin Warsh a partire da maggio. Come si legge nel report di Intermonte, il dato sullโinflazione statunitense atteso per venerdรฌ sarร determinante per valutare lโentitร della trasmissione dello shock energetico allโeconomia.
Europa: inflazione trainata dallโenergia, Bce prudente
In Europa, le letture preliminari dei dati sullโinflazione di marzo hanno mostrato una prima accelerazione sui dati generali (+2,5% a livello di Eurozona, vs +1,9% a febbraio), come da attese guidati pressochรฉ interamente dalle componenti energetiche. Piรน positive invece, secondo Intermonte, le letture dei dati core, con quello per lโEurozona che si รจ attestato al +2,3% (vs +2,4% atteso), in lieve calo su febbraio, grazie alla debolezza della componente relativa ai servizi.
Il messaggio della Bce รจ stato di prudenza, invitando i mercati a non reagire eccessivamente prezzando un rialzo giร ad aprile, eventualitร sul tavolo ma relegata a scenari piรน estremi e scomposti. Secondo Intermonte, lโintenzione sembra quindi quella di voler guidare i mercati piรน a parole che con atti concreti, visto anche il profilo di crescita debole (con alcune recenti revisioni al ribasso) per lโarea, su cui una politica monetaria piรน restrittiva graverebbe ulteriormente.
Italia: inflazione contenuta e segnali di debolezza nei servizi
In Italia, sottolinea Intermonte, il dato armonizzato sullโinflazione di marzo si รจ attestato a +1,5% (leggermente inferiore alle attese), beneficiando da un lato delle misure introdotte dal governo per il contenimento dei prezzi del carburante dal 19 marzo, dallโaltro dalla fine delle olimpiadi che ha contribuito ad unโinflazione sui servizi in marcato rallentamento (dal +3,9% di febbraio al +2,9% di marzo).
In calo anche lโindice PMI italiano relativo ai servizi di marzo (48,8 vs 50,9 atteso), che ha mostrato una pressione sui costi principalmente legata a carburante ed energia, sebbene con alcune differenze tra i vari comparti.
Outlook: inflazione e geopolitica al centro dellโattenzione
Guardando alla settimana corrente, oltre al chiaro focus sullโevoluzione del conflitto in Medio Oriente, secondo Intermonte il dato sullโinflazione Usa di venerdรฌ rimane lโevento macroeconomico piรน osservato per meglio comprendere gli impatti di trasmissione dello shock energetico allโeconomia statunitense.
Prima di questa, conclude Intermonte, questa sera la pubblicazione dei verbali Fed relativi alla riunione di marzo da cui potrebbero emergere spunti sulle prioritร e sul dibattito interno dellโistituto. Da monitorare anche le aste a 10 e 30 anni dei Treasury, recentemente sotto pressione per i timori inflazionistici.
La Finestra sui Mercati
Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!
