“Gli indici non falliscono mai”. Fino al 18,58% annuo con il certificate sugli indici azionari

Comunicazione Pubblicitaria Certificati
23/03/2026 08:30
“Gli indici non falliscono mai”. Fino al 18,58% annuo con il certificate sugli indici azionari

Come sottostanti, quelli più amati per il loro grado di sicurezza: gli indici azionari aggiungete poi un rendimento elevato, durata un anno e una barriera profonda. Il certificate firmato UniCredit con Isin DE000UN5VSS7 si compra sotto la pari a 98 euro ed è scritto su un paniere formato da quattro indici azionari: Ftse Mib,Euro Stoxx Banks, S&P 500 e Nikkei 225. Sembra studiato apposta per navigare indenne nelle acque agitate del mare di Hormuz.

Nonostante si parli di indici quindi con volatilità sotto controllo, abbiamo un rendimento potenziale annuo elevatissimo pari al 18,58% lordo (calcolato sull'attuale prezzo di acquisto e sulla vita residua del prodotto) grazie a un flusso di premi mensili con memoria pari a 1,32 euro. La barriera cedolare parte dall’80% del livello iniziale dei sottostanti per poi scendere velocemente, del 2% al mese, al 60% finale all’ultima data di valutazione (in poco meno di un anno).

Possibilità di rimborso anticipato dopo già un mese di vita con la prima finestra che cade il 16 aprile 2026. La soglia autocall è decrescente del 3% al mese, dal 100% del valore iniziale al 70% finale. A scadenza (17 marzo 2027), tra poco meno di un anno, il capitale è protetto da una barriera posizionata al 60% del livello iniziale dei sottostanti.

Il rendimento fino al 18,2% a scadenza (al prezzo di oggi di 98 euro e in poco meno di un anno) è un ritorno difficile da trovare sul mercato italiano per un prodotto dotato di una barriera così profonda e, soprattutto, tenendo presente che i sottostanti sono indici azionari. La loro capacità è di reggere anche nelle fasi di crisi grazie alla rotazione interna dei titoli, che ne modifica nel tempo la composizione e riduce l’impatto degli shock geopolitici.

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Come attraversare indenni l’instabilità geopolitica

Gli indici non falliscono mai” amava ripetere Warren Buffett, ma a coniare questa frase è stato il padre degli ETF, John Bogle. Perché tanto amore per gli indici azionari? Il motivo è semplice, gli indici non sono immobili, al loro interno continuano a cambiare composizione, si adattano, i titoli che non tengono il passo coi tempi vengono sostituti. A fine 800 il mercato azionario Usa era predominato dalle compagnie ferroviarie, solo nel 1957 nacque l’indice S&P500 con un peso predominante dei petroliferi poi fu la volta delle banche mentre ora regna la tecnologia. È un meccanismo di rotazione continua che consente al mercato di assorbire anche gli shock più violenti, inclusi quelli geopolitici, come quello che stiamo vivendo ora con la “Terza Guerra del Golfo” (iniziata il 28 febbraio), ribattezzata così da alcuni media.

Negli anni Ottanta questa dinamica era molto diversa. Il peso del settore energetico negli indici globali era dominante (circa il 15-20%), spinto dagli shock petroliferi degli anni Settanta e dalla centralità del greggio nell’economia mondiale. Oggi la struttura è completamente cambiata: l’energia rappresenta una quota marginale, intorno al 3-5% negli indici azionari come l’S&P 500, ben al di sotto delle medie storiche. La trasformazione del mix settoriale, con la crescita di tecnologia e servizi, ha ridotto l’esposizione diretta dei listini alle tensioni legate al petrolio e alle crisi internazionali.

Questo spiega perché, anche nelle fasi di conflitto, l’impatto sugli indici resta limitato. L’analisi delle ultime 27 crisi geopolitiche del passato (dall’attacco di Pearl Harbour ad oggi) mostrano una perdita complessiva media del 4,4% sull’S&P 500, con un minimo raggiunto in circa 17,9 giorni e un recupero completo in 38,8 giorni. La reazione non è uniforme: si assiste a una rotazione interna, con flussi che si spostano dai settori più esposti alla volatilità di tassi e materie prime verso comparti più difensivi.

In questo contesto, l’utilizzo di strumenti costruiti su indici può rappresentare una soluzione per attraversare fasi di tensione senza uscire dal mercato. Come abbiamo detto, per composizione gli indici azionari risultano meno sensibili agli shock geopolitici rispetto ai singoli titoli e offrono una maggiore diversificazione.

Rendimento elevato, durata un anno e quattro indici azionari. Questi i punti di forza del certificate con Isin DE000UN5VSS7 di UniCredit dotato di una struttura innovativa che migliora con il passare del tempo. Grazie alla presenza di una barriera cedolare decrescente, il prodotto ha più probabilità di staccare tutti i premi mensili con memoria di 1,32 euro ciascuno, per un rendimento annualizzato che può raggiungere il 18,58%.

Vediamo, nel dettaglio, come funziona e quali sono i pregi e difetti. Per poter offrire un rendimento così elevato, UniCredit introduce una struttura molto efficiente: una barriera cedolare che parte dall’80% del livello iniziale dei sottostanti, per scendere velocemente, del 2% ogni mese, fino al 60% all’ultima data di valutazione.

Il punto di forza del certificate è proprio quello di associare l’effetto memoria sulle cedole a una barriera cedolare più bassa a scadenza. Il risultato sarà quello di avere come barriera finale di tutte le cedole, quella più bassa più profonda al 60%, e allo stesso tempo alzare il rendimento medio rispetto a un certificate con barriera fissa.

Lanciato sul mercato lo scorso 19 marzo a un valore nominale di 100 euro, il certificate si compra oggi sotto la pari a 98 euro con tutti e quattro gli indici sottostanti sotto al rispettivo livello iniziale: il Ftse Mib cede il -3,9%, l’Euro Stoxx Banks il -4,2%, l’S&P 500 il -2,2% e il Nikkei 225 il -3,7% dal valore iniziale.

Se la barriera cedolare verrà rispettata alla scadenza (17 marzo 2027), l’investitore otterrà 12 premi mensili (in totale 15,84 euro di premi), per un potenziale rendimento annuo del 18,58% (ipotizzando di acquistare oggi il certificate a 98 euro e tenendo conto della restante vita del certificate di poco inferiore a un anno).

Il calcolo è semplice: 15,84 euro di premi (1,32 euro per 12 cedole mensili) più 2 euro di capital gain (differenza tra 100 euro di rimborso e il prezzo attuale di 98 euro), il risultato è 17,84 euro. Dividiamo questo numero per il prezzo di acquisto (usiamo quello attuale) di 98 euro e arriviamo a un rendimento da qui alla scadenza (17 marzo 2027) del 18,20%. Ora annualizziamo il rendimento per capire, all'anno, quanto rende il certificate e confrontarlo con gli altri prodotti sul mercato della stessa tipologia: dividiamo 18,20% per 0,98 (anni di vita residui del prodotto) e arriviamo a un ritorno annuo del 18,58% lordo.

Un altro punto di forza è l'autocall (rimborso anticipato): dopo un solo mese di vita l’investitore può approfittare del rimborso anticipato con cadenza mensile a barriere decrescenti. Il meccanismo di autocall scatterà dal 14 aprile 2026. Come funziona? Il certificate verrà ritirato a 100 euro, avendo pagato la cedola del periodo e quelle eventualmente in memoria, se tutti i sottostanti quoteranno a un livello almeno pari alla barriera di rimborso anticipato.

Come dicevamo anche le barriere del rimborso anticipato sono decrescenti, del 3% al mese, dal 100% del livello iniziale dei sottostanti alla prima data di valutazione, fino ad arrivare al 70% all'ultima data del 17 marzo dicembre 2027, aumentando così le possibilità di rimborso anticipato prima della scadenza. La possibilità di autocall si presenterà a ogni data di valutazione mensile. Un autocall fino al 70% è un grande punto di forza perché l'investitore potrebbe vedersi il certificate rimborsato a 100 euro di nominale dopo aver incassato diversi premi a seconda del tempo maturato, e questo nonostante cali fino al 30% dei sottostanti dal livello iniziale.

Il capitale a scadenza (17 marzo 2027) è protetto da una barriera posta al 60% del livello iniziale del sottostante, all’interno del paniere, con la performance peggiore. La prossima data di valutazione mensile è fissata per il prossimo 16 aprile. Di seguito la tabella che mostra i principali livelli di riferimento del certificate:

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Premio mensile con memoria di 1,32 euro

Per l'Isin DE000UN5VSS7 il flusso cedolare rappresenta uno dei punti di forza del certificato. Ogni mese l’investitore può incassare un premio con memoria dell’1,32% del nominale (100 euro), pari a 15,84 euro in un anno. In ogni data di osservazione mensile, la cedola verrà distribuita se nessuno dei sottostanti si troverà sotto una barriera discendente nel tempo: infatti, si parte da una barriera pari all’80% del valore iniziale che si abbassa del 2% ogni mese per arrivare fino al 60%, rendendo più probabile il pagamento di tutti i premi. Le cedole verranno quindi pagate anche in caso di ribassi dei sottostanti, basta che ogni mese alle date di osservazione il calo dal valore iniziale dell’indice peggiore, all'interno del paniere, non superi il rispettivo livello barriera.

Un ruolo importante lo ricopre l’effetto memoria: un premio non pagato non è definitivamente perduto ma rimane in pancia al prodotto. Nelle successive date di osservazione, qualora si verifichino le condizioni che danno diritto al pagamento, i premi non pagati in precedenza vengono distribuiti tutti insieme compresa la cedola relativa a quel periodo di osservazione.

L'obiettivo di questo certificate è quello di aumentare le possibilità di stacco di tutti i premi, grazie a una barriera finale al 60% del livello iniziale unita all’effetto memoria. Con questa struttura innovativa, per chiudere l’investimento in bellezza e portare a casa tutti i 12 premi previsti, nessuno dei sottostanti dovrà crollare del 40% dal livello iniziale all’ultima data di osservazione, ovvero il 17 marzo 2027. A quel punto l’investitore, al prezzo di oggi di 98 euro, avrà portato a casa un flusso di cedole pari a 15,84 euro e 2 euro di capital gain, pari un rendimento da qui alla scadenza (tra poco meno di un anno) del 18,20%.

Non va dimenticata l’efficienza fiscale dei certificate. I premi di questo prodotto sono considerati dal Fisco “redditi diversi” e, in quanto tali, possono compensare le eventuali minusvalenze presenti nello zainetto fiscale dell’investitore. Con questo sistema è possibile recuperare il credito fiscale derivante dalle perdite registrate entro i successivi quattro anni dalla loro realizzazione.

I due scenari possibili alla scadenza naturale

L'Isin DE000UN5VSS7 ha l'obiettivo di arrivare a scadenza, offrendo un rendimento davvero elevato con lo stacco di tutte le cedole sfruttando l’effetto memoria e una barriera cedolare molto bassa. La barriera a capitale, osservata solo alla scadenza (17 marzo 2027), è profonda e fissata al 60% e protegge ilcapitale investito da discese fino a -40% dal livello iniziale dei sottostanti. In caso di mancato evento di autocall, alla scadenza naturale saranno due gli scenari possibili:

  1. Se tutti e quattro i sottostanti quoteranno sopra, o allo stesso livello, della barriera, il certificate verrà rimborsato al valore di emissione di 100 euro a cui vanno aggiunti 15,84 euro di premi. In questo calcolo è compresa anche l’ultima cedola mensile e i premi eventualmente non pagati trattenuti in memoria. Considerato il prezzo di acquisto attuale intorno alla parità a 98 euro, il rendimento complessivo raggiungerebbe il 18,20% a scadenza (tra poco meno di un anno).
  2. Se, invece, alla scadenza finale anche solo uno dei sottostanti dovesse quotare sotto il 60% dal valore iniziale, il certificate verrà rimborsato in proporzione alla performance del peggiore degli indici all'interno del paniere. A questo valore dobbiamo però aggiungere eventuali cedole staccate durante la vita del certificate, che andrebbero così a compensare la perdita sul capitale. Per fare il calcolo esatto, ad oggi impossibile, dovremmo sapere l'ammontare dei premi distribuito.

Altro aspetto da valutare ogni volta che il certificate si porterà sotto la pari il rendimento sale. Oggi il certificate passa di mano a 98 euro, per un ritorno a scadenza del 18,20%. Per flussi cedolari bassi lo si avverte poco, ma con flussi cedolari elevati la differenza è sostanziale. Ad esempio, acquistando il certificate a 90 euro, il rendimento a scadenza salirebbe al 28,71%.

I quattro indici e la distanza dalla barriera

Un’esposizione costruita su più indici consente di affrontare le fasi di tensione geopolitica facendo leva sulla diversificazione interna e sulla capacità dei mercati di adattarsi nel tempo. La storia mostra che gli shock tendono a generare rotazioni interne più che crisi strutturali, con impatti contenuti e recuperi relativamente rapidi sugli indici. Il certificate con Isin DE000UN5VSS7 offre una combinazione di indici con esposizione su Europa, Stati Uniti e Asia.

FTSE MIB

È il principale indice della Borsa Italiana e comprende circa 40 società a maggiore capitalizzazione e liquidità, rappresentative dell’economia nazionale. La composizione è fortemente concentrata su banche, utilities ed energia, elementi che lo rendono più sensibile ai cicli economici e ai tassi rispetto ad altri indici globali, pur restando un benchmark chiave per il mercato italiano.

Il sottostante attualmente dista il 37,6% dalla barriera a protezione del capitale, rilevata solo a scadenza (17 marzo 2027). Questo livello è molto profondo e coincide con un minimo importante toccato dal Ftse Mib a marzo del 2023.

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EURO STOXX BANKS

Rappresenta il settore bancario dell’area euro e include le principali istituzioni finanziarie europee, selezionate per dimensione e liquidità. È un indice fortemente legato alle dinamiche dei tassi di interesse e alla politica monetaria, spesso utilizzato come termometro della solidità del sistema bancario e della fiducia nel credito nell’Eurozona.

Il sottostante attualmente dista il 37,4% dalla barriera a protezione del capitale, rilevata solo a scadenza (17 marzo 2027). Questo livello è molto profondo e coincide con un minimo importante toccato dall’Euro Stoxx Banks a dicembre del 2024.

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S&P 500

È il riferimento globale per il mercato azionario statunitense e raccoglie 500 grandi società quotate, coprendo circa l’80% della capitalizzazione di mercato USA. La struttura è oggi dominata dal settore tecnologico, con un peso vicino al 30%, e riflette in modo diretto l’evoluzione dell’economia americana grazie a una composizione ampia e diversificata.

Il sottostante attualmente dista il 38,7% dalla barriera a protezione del capitale, rilevata solo a scadenza (17 marzo 2027). Questo livello è molto profondo e coincide con un minimo importante toccato dall’S&P 500 a marzo del 2023.

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NIKKEI 225

Indice simbolo della Borsa di Tokyo, include 225 tra le principali società giapponesi ed è calcolato come media ponderata per il prezzo, a differenza degli indici basati sulla capitalizzazione. La sua composizione attraversa diversi settori industriali, offrendo un’esposizione ampia all’economia giapponese e all’area asiatica.

Il sottostante attualmente dista il 37,7% dalla barriera a protezione del capitale, rilevata solo a scadenza (17 marzo 2027). Questo livello è molto profondo e coincide con un minimo importante toccato dal Nikkei 225 ad aprile del 2025.

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Attenzione: Il Certificate DE000UN5VSS7 è soggetto ad un livello di rischio pari a 1 su una scala da 1 a 7.

Ricordiamo che investire in certificati espone l’investitore al rischio fallimento dell’emittente e a quello di azzeramento di un sottostante, casi che possono comportare la perdita dell’intero investimento.
Unicredit gode di un buon rating: I potenziali rendimenti indicati sono sempre al lordo della tassazione.
Prima di ogni investimento leggere sempre tutti i documenti scaricabili dalla pagina del prodotto dell’emittente.

Questo articolo è stato scritto grazie alla sponsorizzazione di un emittente o di un intermediario. Le informazioni in esso contenute non devono essere considerate né interpretate come consulenza in materia di investimenti. Eventuali punti di vista e/o opinioni espressi non sono intesi e non devono essere interpretate come raccomandazioni o consigli di investimento, fiscali e/o legali. Orafinanza.it non si assume alcuna responsabilità per azioni, costi, spese, danni e perdite subiti a seguito di informazioni, punti di vista o opinioni presenti su questo sito. Prima di intraprendere decisioni di investimento, invitiamo gli utenti a leggere la documentazione regolamentare sempre disponibile per legge sul sito dell'emittente ed ottenere una consulenza professionale.

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