Goldman Sachs e JPM: utili stupefacenti, ma non è tutto così brillante

wall street

Parte la stagione dei risultati del secondo trimestre. Per le banche è previsto un balzo degli utili del 117% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Ma nei prossimi mesi la situazione potrebbe diventare meno promettente, con i tassi di interesse che si ostinano a restare bassi


Possibili rendimenti dal 10% al 20%

Scopri la nostra selezione di certificate di investimento!


Il balzo dei profitti nasce dal confronto con il periodo peggiore del lockdown.

Martedì 13 luglio Goldman Sachs e JP Morgan apriranno le danze della seconda seconda earning season del 2021, seguite il giorno dopo da Wells Fargo. Secondo il consensus raccolto da FactSet, i risultati del secondo trimestre delle banche americane saranno stupefacenti, con una crescita degli utili del 117% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, dopo il +34% registrato nel primo trimestre, che è stato un periodo eccezionale per le grandi banche grazie alla performance esplosiva delle loro attività di trading e investment banking.

Ma attenzione, avverte la prestigiosa rivista Forbes, c’è il rischio che non sia tutto oro quello che luccica. Innanzitutto perché il confronto lo si andrà a fare con il periodo peggiore dell’economia Usa, che nel secondo trimestre 2021 era nel pieno del lockdown da Covid. E poi perché le condizioni del mercato finanziario non sembrano più così favorevoli come all’inizio di quest’anno. L’attività di trading appare rallentata e i tassi di interesse, che sembravano destinati a salire, restano ostinatamente bassi.

A fine marzo il rendimento del Treasury decennale, che all’inizio dell’anno era inferiore all’1%, era salito all’1,75% e lasciava immaginare ulteriori rialzi, facendo balenare ampi sorrisi nelle facce dei banchieri. Infatti, una delle componenti più importanti nella redditività delle banche è il margine di interesse, ovvero la differenza fra i rendimenti con cui le aziende di credito remunerano i depositi a breve e i tassi che applicano sui prestiti a più lungo termine. Se la curva si irripidisce, il banchiere gioisce.

Ma quel movimento al rialzo dei tassi si è fermato. Oggi il rendimento del bond governativo decennale è tornato indietro all’1,35%.

Il Ceo di JPM ha già abbassato la previsione di margine di interesse per l’intero 2021.

Più che ai risultati, gli investitori guarderanno con estrema attenzione alle previsioni dei top banker su come andranno i prossimi mesi, e qui un’indicazione chiara è già venuta qualche settimana fa da Jamie Dimon, Ceo di JP Morgan, che ha abbassato la stima del margine di interesse della sua banca per l’intero 2021 a 52,5 miliardi di dollari dai 55 miliardi previsti a febbraio.

Dall’inizio dell’anno l’azione JPM è salita del 26% attestandosi lunedì a 158 dollari, che corrisponde a una market cap di 471 miliardi di dollari. Il consensus degli analisti si aspetta per il secondo trimestre un Eps (utile per azione) di 3,17 dollari, in crescita del 130% sullo stesso periodo del 2020. I ricavi sono previsti a 29,9 miliardi, in calo dell’1%.

Nella conference call dopo la diffusione dei risultati, analisti e investitori sicuramente vorranno conoscere la visione di Dimon sull’evoluzione del quadro economico. Poche settimane fa il manager che guida la prima banca Usa per patrimonio aveva espresso i suoi dubbi sul fatto che la crescita dell’inflazione sarà transitoria, come sostiene la Fed. Dimon era stato esplicito dicendo che la sua banca sta accumulando liquidità in attesa di capire dove è meglio investire. “Saremo pazienti perché credo che molto probabilmente l’inflazione sarà ben più che transitoria”, aveva detto. Le disponibilità cash di JP Morgan ammontano a circa 500 miliardi di dollari.

Su 28 analisti censiti da MarketScreener, 17 raccomandano di comprare il titolo e solo due consigliano di vendere. La media dei target price è 165 dollari.

Goldman Sachs deve fare i conti con il declino del boom delle Spac.

Goldman Sachs è la banca che realizza la maggior parte dei suoi profitti con il trading sul mercato azionario, sui bond e sulle commodity. Negli ultimi due trimestri un’importante fonte di utili è stata la promozione delle Spac (Special purpose acquisition company), le società che nascono come scatole vuote e si quotano in Borsa raccogliendo capitali da investire in una futura acquisizione. L’America è reduce da un boom delle Spac di cui Goldman Sachs, regina dell’investment banking, ha approfittato alla grande. Il fenomeno è in via di ridimensionamento, come ha riconosciuto lo stesso Ceo della banca, David Solomon, e questo potrebbe pesare sui risultati dei prossimi sei mesi.

Goldman Sachs dovrebbe chiudere il secondo trimestre con un Eps di 9,95 dollari, da 0,53 dollari dello stesso periodo del 2020. Il consensus degli analisti si aspetta ricavi in crescita del 25% a 12,17 miliardi di dollari.

Lunedì il titolo ha chiuso a 380 dollari, con un rialzo del 46% dall’inizio dell’anno. La market cap è di 126 miliardi. Su 54 analisti, le raccomandazioni di acquisto sono 37, solo tre i giudizi Sell.


La Finestra sui Mercati

Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!

Ho letto e accetto l'informativa sulla privacy