Goldman Sachs rafforza la scommessa su Wall Street: target S&P 500 alzato a 8.000 punti

Goldman Sachs rafforza la scommessa su Wall Street: target S&P 500 alzato a 8.000 punti

Dopo Morgan Stanley, anche Goldman Sachs rivede al rialzo le stime sull’azionario Usa. A spingere il rally sono gli utili record delle Big Tech e il boom dell’intelligenza artificiale.

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Goldman Sachs si unisce al coro sempre più ottimista di Wall Street sull’azionario americano. Il team di strategist della banca d’affari, guidato da Ben Snider, ha alzato il target di fine anno dell’indice S&P 500 a 8.000 punti dai precedenti 7.600, prevedendo una performance annuale del 17% per il listino Usa.

La revisione al rialzo arriva dopo una stagione trimestrale definita “eccezionalmente forte”, con utili societari cresciuti molto più rapidamente delle attese. E ancora una volta il motore principale del rally ha un nome ben preciso: intelligenza artificiale.


Goldman: la crescita degli utili giustifica nuovi record

Secondo Goldman Sachs, la forza degli utili resta l’elemento centrale della corsa di Wall Street. Gli strategist sottolineano che le stime sugli utili dell’S&P 500 sono aumentate più velocemente delle quotazioni azionarie, lasciando quindi ancora spazio a ulteriori rialzi.

COSI’ A WALL STREET GLI UTILI CORRONO PIU’ DELLE QUOTAZIONI

(Confronto dal 2025 a oggi fra l’indice S&P500 e le stime sugli utili futuri)

Immagine contenuto

Per il 2026 Goldman prevede utili per azione aggregati dell’S&P 500 pari a 340 dollari, con una crescita del 24% rispetto all’anno precedente. Per il 2027 è atteso un ulteriore incremento del 13%.

La banca ritiene che circa metà della crescita degli utili di quest’anno arriverà dalle società che beneficiano degli investimenti nelle infrastrutture AI: produttori di chip, software house, hyperscaler del cloud e gruppi legati ai data center.

È un punto importante, perché conferma come il mercato americano stia diventando sempre più dipendente dal ciclo dell’intelligenza artificiale. Nvidia resta il simbolo di questa tendenza, ma il fenomeno ormai coinvolge gran parte della Big Tech americana.

Wall Street ignora guerra e tensioni geopolitiche

Il rialzo delle previsioni di Goldman arriva in un contesto di mercato sorprendentemente resiliente. Dall’inizio del 2026 l’S&P 500 è già salito di circa il 10%, aggiornando nuovi massimi storici nonostante le tensioni geopolitiche legate alla guerra tra Iran e Stati Uniti e i timori sull’economia globale.

Secondo gli strategist americani, gli investitori stanno privilegiando la crescita degli utili rispetto ai rischi macroeconomici. Finché le trimestrali continueranno a sorprendere positivamente, il mercato potrebbe continuare a sostenere valutazioni elevate.

Goldman, però, invita anche alla prudenza. La banca ritiene infatti improbabile un’ulteriore forte espansione dei multipli di Borsa. Il motivo è che il mercato resta esposto a due grandi incognite: l’evoluzione del boom AI e il livello dei tassi di interesse.

In altre parole, Wall Street può continuare a salire, ma probabilmente con un andamento più selettivo e volatile rispetto agli ultimi mesi.


Morgan Stanley aveva aperto la strada

Goldman non è sola. Già il 13 maggio Morgan Stanley aveva rivisto al rialzo le proprie stime sull’azionario Usa. Il team guidato da Mike Wilson aveva portato il target di fine anno dell’S&P 500 a 8.000 punti da 7.800, indicando addirittura quota 8.300 nei successivi dodici mesi.

Anche Morgan Stanley aveva motivato il nuovo ottimismo con una stagione degli utili molto superiore alle attese. Secondo la banca americana, i profitti del primo trimestre delle società dello S&P 500 sono cresciuti del 27%, più del doppio rispetto alle previsioni iniziali degli analisti, ferme intorno al 12%.

Wilson aveva inoltre sottolineato la sorprendente tenuta dell’economia americana nonostante i rischi geopolitici, le tensioni sul credito privato e le possibili disruption provocate dall’intelligenza artificiale.


Non solo Big Tech: la scommessa sull’allargamento del rally

Un elemento interessante delle nuove previsioni di Morgan Stanley riguarda il possibile ampliamento del rally oltre i soliti colossi tecnologici.

Secondo Wilson, dopo una fase iniziale dominata dalle mega-cap dell’AI, la crescita degli utili dovrebbe progressivamente estendersi anche ad altri settori. Fra i comparti favoriti vengono indicati industriali, finanziari e consumer discretionary.

Anche le valutazioni degli hyperscaler, secondo Morgan Stanley, non sarebbero ancora eccessive considerando il ritmo di crescita degli utili attesi.

È una lettura che rafforza l’idea di un mercato americano ancora sostenuto da fondamentali solidi, almeno nel breve periodo.


Europa più fragile rispetto agli Stati Uniti

Molto meno brillante appare invece il quadro europeo. Morgan Stanley ritiene che le Borse del Vecchio Continente restino intrappolate nell’incertezza legata alle tensioni nello Stretto di Hormuz e all’aumento dei costi energetici.

Secondo la strategist Marina Zavolock, le aziende europee potrebbero essere costrette a trasferire sui consumatori l’aumento dei costi, con possibili effetti negativi sulla domanda.

Il risultato atteso è una fase di andamento laterale e volatile per gli indici europei, in netto contrasto con l’ottimismo che continua a dominare Wall Street.


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