Guardare oltre la guerra, la view di BNP Paribas per i prossimi trimestri

La guerra in Medio Oriente sta cambiando rapidamente lo scenario macroeconomico globale, imponendo nuove pressioni su inflazione, banche centrali e mercati finanziari. Il mondo entra in una fase di crescita più debole ma non recessiva, sostenuta da megatrend strutturali come intelligenza artificiale, difesa e investimenti infrastrutturali. Ecco una mappa dettagliata dei vincitori e dei rischi che potrebbero ridefinire i mercati nei prossimi trimestri.
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La resistenza è messa a dura prova
Il conflitto in Medio Oriente rappresenta uno shock destinato a lasciare effetti persistenti sull’economia globale, indipendentemente dall’evoluzione militare delle prossime settimane. Come si legge in un report firmato da BNP Paribas, il tema centrale non è tanto la probabilità di una recessione immediata, quanto il deterioramento progressivo delle condizioni macroeconomiche che stavano sostenendo il ciclo globale all’inizio del 2026.
La banca francese ha rivisto al ribasso le stime di crescita mondiale e al rialzo le aspettative sull’inflazione, delineando uno scenario caratterizzato da banche centrali più caute e restrittive. Il nodo principale resta l’energia. Un’eventuale compromissione dei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz rischierebbe infatti di amplificare le tensioni su petrolio e gas naturale, con conseguenze dirette sui prezzi al consumo e sui costi industriali.
Secondo BNP Paribas, tuttavia, il contesto non è assimilabile agli shock energetici del passato. L’economia globale arriva a questa crisi con un momentum di crescita ancora relativamente robusto, sostenuto da investimenti pubblici, reshoring industriale e trasformazione tecnologica. È proprio questo equilibrio tra fragilità ciclica e forza strutturale a definire il concetto di “resilienza intaccata ma non compromessa” che attraversa tutto il report di BNP Paribas.
Per BNP Paribas, la vera differenza rispetto alle crisi geopolitiche del passato è che oggi il ciclo economico globale è sostenuto da driver strutturali di lungo periodo. L’intelligenza artificiale sta accelerando gli investimenti in semiconduttori, data center ed energia elettrica, mentre il riarmo occidentale continua a sostenere la produzione industriale in Europa e Stati Uniti. Questi fattori compensano almeno in parte il deterioramento del quadro macro tradizionale.
Tassi più alti e nuove tensioni sull'obbligazionario
BNP Paribas descrive uno scenario obbligazionario molto diverso rispetto alle aspettative di inizio anno. La banca francese ritiene infatti che l’effetto combinato di inflazione energetica e maggiore spesa pubblica renderà più difficile per le banche centrali avviare cicli aggressivi di taglio dei tassi.
Negli Stati Uniti e nell’Eurozona il giudizio resta negativo sulla duration. BNP Paribas si aspetta un irripidimento delle curve dei rendimenti, segnale tipico di mercati che iniziano a incorporare inflazione persistente e premi al rischio più elevati sulle scadenze lunghe. In pratica, gli investitori richiedono rendimenti crescenti per detenere debito pubblico a lunga durata.
BNP Paribas evidenzia inoltre come il quadro europeo presenti differenze sempre più marcate tra i vari Paesi. La Francia appare il punto più vulnerabile dell’area euro a causa del riemergere delle preoccupazioni sul deficit pubblico e sulla sostenibilità fiscale. BNP Paribas prevede quindi un allargamento degli spread francesi rispetto al Bund tedesco.
Al contrario, Italia e Spagna potrebbero mostrare maggiore stabilità relativa. Secondo la banca francese, i mercati stanno premiando la maggiore disciplina fiscale percepita e il miglioramento del profilo politico rispetto agli anni precedenti.
Più articolato il quadro internazionale. In Giappone, BNP Paribas prevede un bear flattening, con rendimenti in rialzo soprattutto sul tratto breve della curva a causa della normalizzazione monetaria della Bank of Japan. Nel Regno Unito, invece, la banca francese si aspetta un bull flattening, scenario coerente con un rallentamento economico più marcato e aspettative di tagli dei tassi graduali.
Nei mercati emergenti la strategia si concentra invece sui Paesi dove il processo di allentamento monetario viene considerato strutturale. Brasile, Turchia e Ungheria rappresentano, secondo BNP Paribas, le storie più convincenti in termini di disinflazione e riduzione dei tassi reali.
Dollaro debole e nuove dinamiche sul Forex
Uno dei passaggi più interessanti del report riguarda il mercato valutario. BNP Paribas mantiene una visione negativa sul dollaro statunitense, una posizione che potrebbe apparire controintuitiva in un contesto geopolitico normalmente favorevole agli asset rifugio americani.
La banca francese ritiene però che il principale motore del cambio non sarà il classico “flight to quality”, ma piuttosto la riallocazione dei flussi globali di capitale. Il crescente fabbisogno fiscale statunitense, insieme al rallentamento relativo della crescita americana, rischia infatti di ridurre l’attrattività strutturale del dollaro nel medio periodo.
Il report evidenzia inoltre come molte economie asiatiche stiano beneficiando di un rafforzamento competitivo legato alla filiera tecnologica e alla domanda di semiconduttori. Per questo BNP Paribas individua nello yen giapponese e in alcune valute emergenti asiatiche le principali eccezioni all’indebolimento generalizzato delle divise globali.
Secondo BNP Paribas, il mercato valutario sta quindi entrando in una fase molto diversa rispetto al decennio dominato dal super-dollaro americano. La frammentazione geopolitica, il reshoring produttivo e la nascita di nuove catene di approvvigionamento regionali potrebbero ridisegnare in modo permanente gli equilibri valutari globali.
Azionario tra guerra energetica e megatrend industriali
Nel comparto azionario, il messaggio di BNP Paribas è chiaro: i mercati stanno già guardando oltre la guerra. La relativa tenuta degli indici globali nelle settimane successive all’escalation in Medio Oriente dimostra come gli investitori continuino a scommettere sulla resilienza degli utili societari.
Tuttavia, la banca francese avverte che ulteriori rialzi nel breve periodo dipenderanno soprattutto dalla riapertura completa dello Stretto di Hormuz e dalla normalizzazione delle rotte energetiche. In assenza di questo elemento, il rischio di nuove fiammate sul petrolio potrebbe limitare il potenziale delle Borse.
Nel medio termine, BNP Paribas mantiene invece una visione costruttiva sugli investimenti legati al capex industriale. La banca francese preferisce infatti i settori collegati a sicurezza energetica, intelligenza artificiale, infrastrutture elettriche e difesa rispetto ai consumi tradizionali.
Il report individua chiaramente i nuovi vincitori del contesto geopolitico globale. Le aziende esposte a data center, semiconduttori, cyber security, difesa militare e reti energetiche dovrebbero beneficiare di una domanda strutturalmente crescente per molti anni.
Secondo BNP Paribas, il nuovo ciclo economico globale sarà infatti sempre meno guidato dai consumi e sempre più dagli investimenti strategici. Difesa, autonomia energetica e trasformazione digitale rappresentano i pilastri di questo cambiamento.
Anche nei mercati del credito la banca francese mantiene una posizione relativamente costruttiva. Dopo anni dominati dalla compressione estrema degli spread, le principali fonti di rendimento diventano ora carry, normalizzazione e selettiva compressione degli spread corporate. In altre parole, la capacità di scegliere emittenti solidi e business esposti ai megatrend strutturali diventa molto più importante rispetto al semplice beta di mercato.
Il report di BNP Paribas descrive quindi un mondo entrato in una nuova fase di instabilità permanente, ma anche di profonde opportunità industriali e finanziarie. La geopolitica non è più un fattore esterno ai mercati: è diventata il principale motore delle strategie di investimento.
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