Hyperscaler, i grandi protagonisti del settore dell'intelligenza artificiale

Dietro il boom dellโAI si stanno muovendo strategie profondamente diverse. Microsoft, Google, Amazon e Meta stanno investendo miliardi nello stesso trend, ma con obiettivi, modelli di business e rischi completamente differenti. Dalla monetizzazione dellโAI nei software enterprise alle infrastrutture cloud, fino alla battaglia per controllare lโintero stack tecnologico, la vera sfida per gli hyperscaler non รจ piรน soltanto spendere di piรน, ma trasformare gli investimenti in vantaggi competitivi duraturi.
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Spesso raggruppati allโinterno di un unico trade legato allโintelligenza artificiale, gli hyperscaler stanno in realtร perseguendo modelli industriali differenti. Guardando oltre i dati relativi al capex, queste societร - ovvero Microsoft, Alphabet, Amazon e Meta - non stanno allocando capitale per gli stessi obiettivi, non stanno monetizzando lโAI allo stesso ritmo e non stanno costruendo gli stessi vantaggi competitivi.
Come si legge nell'analisi di Raphael Thuin, Head of Capital Markets Strategies di Tikehau Capital, oggi conta meno la scala assoluta della spesa e piรน la qualitร di tale spesa: ovvero se essa si traduca in una maggiore visibilitร della domanda, in un controllo piรน ampio dello stack tecnologico e, in ultima analisi, in un percorso piรน chiaro che conduca dalla costruzione dellโinfrastruttura alla generazione di ricavi. In questo contesto, Thuin torna ad analizzare i modelli di business e le tesi dโinvestimento dei principali hyperscaler.
Sta diventando sempre piรน evidente che, spiega Thuin, il percorso di monetizzazione differisce in modo significativo da un player allโaltro. Microsoft sta integrando lโAI nei software enterprise; Google sta monetizzando uno stack verticalmente integrato; Amazon sta posizionando AWS come un layer infrastrutturale neutrale per sviluppatori terzi; mentre Meta utilizza lโAI principalmente per rafforzare le proprie piattaforme e il proprio motore pubblicitario, piuttosto che per vendere direttamente infrastrutture cloud.
Thuin analizza il segmento attraverso quattro pilastri chiave: percorso di monetizzazione, controllo dello stack, visibilitร sulla domanda e qualitร della spesa.
Alphabet
Per quanyo riguarda Google, osserva Thuin, Alphabet appare ben posizionata nellโAI grazie a un elevato grado di integrazione verticale tra chip, modelli e distribuzione, che abbraccia sia i prodotti consumer sia quelli enterprise. Il suo vantaggio infrastrutturale sta inoltre diventando sempre piรน tangibile dal punto di vista commerciale, poichรฉ Google monetizza in misura crescente parti del proprio stack oltre lโutilizzo interno.
Il rischio principale, secondo Thuin, non รจ una brusca rottura del business della Search, bensรฌ un cambiamento piรน graduale nel modo in cui le informazioni vengono ricercate: man mano che AI Overviews e AI Mode riducono la dipendenza dai tradizionali โblue linksโ, lโeconomia della Search potrebbe diventare nel tempo meno attraente, a causa di minori click-through e di una monetizzazione piรน debole del traffico.
Detto ciรฒ, evidenzia Thuin, al momento non vi sono evidenze chiare di una perdita di quote di mercato e i ricavi della Search continuano a crescere, suggerendo che il rischio, per ora, riguardi piรน una transizione economica di lungo termine che una disruption nel breve periodo, secondo l'analisi di Thuin.
Microsoft
Microsoft basa la propria tesi sullโAI principalmente sulla distribuzione, spiega Thuin, attraverso Copilot, Azure e il suo piรน ampio ecosistema software, che le consentono di integrare lโAI direttamente nei workflow enterprise su larga scala. La partnership con OpenAI le ha garantito un vantaggio iniziale, mentre Azure Foundry e un approccio multi-modello piรน aperto contribuiscono a ridurre la dipendenza da un singolo provider.
Allo stesso tempo, osserva Thuin, il mercato continua a nutrire dubbi su diversi aspetti, tra cui la tenuta della relazione con OpenAI, il reale impatto su Azure e sul software, la mancanza di LLM e chip proprietari leader di mercato e la ricezione ancora contrastata di Copilot.
Il rischio principale, secondo Thuin, รจ quello della disintermediazione software: se i workflow enterprise dovessero spostarsi da strumenti come Excel o Microsoft 365 verso agenti autonomi alimentati da modelli di terze parti, il software potrebbe diventare piรน simile a unโinfrastruttura backend e parte della catena del valore potrebbe allontanarsi da Microsoft.
Thuin ritiene pertanto che Microsoft sia ben posizionata dal punto di vista commerciale, ma che si trovi anche ad affrontare uno dei dilemmi strategici piรน evidenti nellโambito dellโAI.
Amazon
Amazon fonda il proprio posizionamento nellโAI su flessibilitร , scala ed efficienza dei costi. Attraverso AWS, spiega Thuin, il gruppo fornisce lโinfrastruttura, i modelli e gli strumenti necessari per sviluppare applicazioni AI e non-AI, mentre i chip proprietari - come Graviton e Trainium - migliorano il rapporto prezzo-prestazioni.
Questo distingue Amazon dai competitor maggiormente focalizzati sulla cattura dellโattenzione degli utenti o sulla difesa dei workflow software, poichรฉ la sua proposta di valore si basa soprattutto su unโofferta ampia, prezzi competitivi e una logistica efficiente.
Secondo Thuin, il principale rischio riguarda invece il commercio: nel tempo, gli agenti AI potrebbero bypassare lโinterfaccia retail di Amazon, indebolendo la relazione con il cliente e penalizzando il business pubblicitario. In questa fase, tuttavia, Thuin ritiene che tale rischio sia piรน strutturale che immediato.
Meta
Meta si distingue per una strategia AI focalizzata principalmente sul rafforzamento delle proprie piattaforme, del coinvolgimento degli utenti e dellโefficienza pubblicitaria, piuttosto che sulla vendita di infrastrutture a terzi. Il suo percorso di monetizzazione รจ pertanto meno diretto, sebbene la rilevanza strategica rimanga significativa. Il rischio principale risiede nellโelevato livello di investimenti infrastrutturali e nella crescente intensitร di capitale, in assenza di un business cloud pubblico significativo in grado di assorbire parte dei costi. A nostro avviso, la strategia รจ coerente, ma particolarmente impegnativa dal punto di vista dellโallocazione del capitale.
Nel complesso, gli hyperscaler rimangono, a nostro avviso, uno dei modi piรน rilevanti per ottenere esposizione al tema dโinvestimento dellโAI, grazie alla loro visibilitร sulla domanda, al forte potere di pricing e alla capacitร di generare flussi di cassa sufficienti a finanziare i propri investimenti. Tuttavia, non dovrebbero piรน essere considerati esposizioni intercambiabili allo stesso tema. Con la crescente divergenza dei modelli di business, lโAI sta diventando sempre piรน una storia di selezione, plasmata dal percorso di monetizzazione e dal profilo di rischio di ciascun player.
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