I dazi di Trump frenano la crescita globale, le stime di S&P

02/05/2025 11:45
I dazi di Trump frenano la crescita globale, le stime di S&P

L'impennata dei dazi americani pesa sulle economie mondiali. Secondo S&P, il Pil mondiale subirร  un taglio di 0,3% nel 2025 e 2026, con pesanti ripercussioni su Stati Uniti, Cina, Eurozona e mercati emergenti. Il rischio di recessione negli Usa รจ salito al 35%.

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S&P rivede al ribasso il Pil mondiale

Il 2 aprile 2025 lโ€™amministrazione Trump ha annunciato un deciso incremento delle tariffe su tutte le importazioni, provocando un terremoto nei mercati internazionali e nelle prospettive economiche mondiali.

La nuova politica commerciale prevede una tariffa fissa del 10% per tutti i partner commerciali e una componente variabile fino al 50%, calcolata in base al disavanzo bilaterale. Particolarmente tesa la situazione con la Cina, contro cui sono state adottate tariffe reciproche record, del 145% da parte degli Stati Uniti e del 125% da parte di Pechino.

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Secondo lโ€™ultima analisi di S&P Global Ratings, questa "scossa tariffaria" ha giร  prodotto una revisione al ribasso delle stime di crescita globale: il Pil mondiale รจ ora atteso in calo di 0,3 punti percentuali nel biennio 2025-2026. Il clima di forte incertezza rischia di amplificare lโ€™effetto sulle catene di approvvigionamento, sui flussi commerciali e sulle condizioni finanziarie, aumentando il rischio di una frenata piรน brusca dellโ€™economia reale.

Volatilitร  ai massimi e mercati finanziari sotto stress

La risposta dei mercati all'annuncio dei nuovi dazi รจ stata immediata e violenta. Gli indici di volatilitร , come il VIX, hanno raggiunto livelli paragonabili a quelli registrati durante la crisi finanziaria del 2008 e la pandemia di Covid-19.

Lโ€™indice S&P 500 accusa una perdita di circa il 5% rispetto ai livelli pre-annuncio, mentre l'oro ha messo a segno un rally del 25% da inizio anno, confermandosi bene rifugio in fasi di incertezza. I rendimenti dei Treasury Usa sono scesi sensibilmente, segnalando una fuga verso asset considerati piรน sicuri.

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Tuttavia, la turbolenza si รจ gradualmente attenuata, lasciando un mercato finanziario ancora fragile e prudente. Diversi segmenti del credito, in particolare quello ad alto rischio, si sono praticamente congelati, mentre operazioni di M&A sono state rinviate. Gli investitori restano cauti, in attesa di una maggiore chiarezza sulla direzione della politica commerciale americana e sugli eventuali sviluppi futuri.

Un rallentamento globale senza vincitori

Sul piano macro, secondo le stime di S&P, le conseguenze delle nuove tariffe iniziano a riflettersi sulle prospettive di crescita delle principali aree economiche. Negli Stati Uniti, la crescita del Pil รจ prevista rallentare fino allo 0,9% nel quarto trimestre del 2025, mentre lโ€™inflazione core dovrebbe salire al 4%, rendendo piรน complicato il compito della Fed, chiamata a bilanciare il sostegno alla crescita con il contenimento delle spinte inflazionistiche.

In Europa, la crescita dellโ€™Eurozona sarร  penalizzata soprattutto in Germania e in Italia, con un calo cumulativo dello 0,4% nel biennio 2025-2026.

In Asia-Pacifico, la Cina vedrร  una contrazione significativa delle esportazioni verso gli Usa, che si ripercuoterร  anche sulle economie piรน aperte come Malesia, Thailandia e Vietnam.

Nei mercati emergenti al di fuori dellโ€™Asia, in particolare in America Latina, l'impatto diretto sarร  piรน contenuto, ma non mancheranno effetti indiretti legati al rallentamento della domanda globale.

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La recessione Usa non รจ piรน un'ipotesi remota

Il rischio principale individuato da S&P รจ che lโ€™inasprimento delle tensioni commerciali, unito all'incertezza sui mercati finanziari, possa tradursi in una brusca contrazione dell'economia reale negli Stati Uniti e a cascata nel resto del mondo.

Sebbene al momento gli effetti concreti siano limitati a un deterioramento della fiducia e a un aumento della volatilitร  dei prezzi finanziari, il rischio di recessione negli Stati Uniti รจ salito al 35% in base alle stime di S&P. Una possibile contrazione della domanda interna americana, aggravata dalla perdita di potere dโ€™acquisto e dalla frenata degli investimenti, potrebbe innescare unโ€™ondata di debolezza anche tra i principali partner commerciali.

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Gli analisti sottolineano inoltre che le tariffe difficilmente riusciranno a correggere il disavanzo commerciale statunitense, a meno di modifiche sostanziali nei risparmi e negli investimenti interni. Lโ€™idea di un rientro massiccio delle produzioni manifatturiere negli Stati Uniti, infine, appare ancora remota, viste le profonde differenze di costo rispetto alle economie asiatiche, che nemmeno dazi elevati riusciranno a colmare nel breve termine.

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