Il bivio dei consumi, il segmento premium e l'off-price resistono ai venti di crisi

07/07/2026 12:00
Il bivio dei consumi, il segmento premium e l'off-price resistono ai venti di crisi

Dalla conferenza degli investitori a Parigi emerge uno scenario dominato dalla cautela macroeconomica: mentre l'home care e il tessile subiscono la pressione dei costi geopolitici, il beauty di fascia alta, il beverage funzionale e il retail anticiclico difendono i margini.

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All'inizio di giugno, le principali aziende del settore dei beni di consumo presentano tradizionalmente i propri risultati agli investitori a Parigi, e il 2026 non ha fatto eccezione. In occasione di questa conferenza, seguita con grande attenzione dal settore, i vertici aziendali hanno l'opportunitร  di aggiornare gli investitori sulle ultime tendenze della domanda e sulle innovazioni. Quest'anno, si legge nel commento di Jรถrg Dehning, Consumer Goods Industry Analyst presso DJE Kapital AG, la cautela รจ stata il tema dominante. Il conflitto in corso in Iran, il rincaro dei prezzi del gas e l'aumento dei fallimenti aziendali stanno frenando la fiducia dei consumatori.

Prodotti per la pulizia sotto pressione, la cosmetica mostra maggiore resilienza

I produttori di beni per la pulizia mostrano prudenza a causa della concorrenza delle marche commerciali e del rincaro di materie prime e imballaggi, amplificato dalle tensioni in Medio Oriente. Al contrario, spiega Dehning, il comparto cosmetico guarda al futuro con maggior ottimismo: pur subendo i medesimi rincari del packaging, riesce ad ammortizzarli agevolmente grazie a rincari strategici, ottimizzazione del mix d'offerta e il posizionamento di prezzo piรน elevato della cosmetica premium.

La profittabilitร  della cosmetica รจ sostenuta anche da una clientela favorevole, evidenzia Dehning, composta da consumatori facoltosi e giovani attenti ai trend, con l'e-commerce che si conferma motore trainante, arrivando a generare oltre il 30% del fatturato per i leader di mercato attraverso social media, marketplace e live-streaming.

Gli energy drink si confermano un motore di crescita

Anche il settore delle bevande analcoliche, in particolare il segmento degli energy drink, sta dimostrando una forte resilienza nei consumi grazie a due strategie chiave. Da un lato, precisa Dehning, le aziende puntano su prezzi accessibili, lanciando marchi secondari economici sia nei mercati maturi sia in quelli emergenti, dove l'espansione รจ favorita da solide partnership con gli imbottigliatori locali. Dall'altro, il settore si sta allargando a nuovi target attraverso prodotti "lifestyle": varianti fruttate, senza calorie o zuccheri, che uniscono alla caffeina ingredienti funzionali come vitamine e collagene.

Alla luce dei maggiori costi delle materie prime e del packaging, inclusi quelli dell'alluminio, รจ degno di nota il fatto che la maggior parte dei produttori di bevande abbia apparentemente tratto insegnamento dalla pandemia di Covid-19 e sia ora decisamente piรน protetta contro il rincaro delle materie prime rispetto ad allora. Tuttavia, osserva Dehning, qualora la crisi in Medio Oriente dovesse protrarsi per buona parte del prossimo anno, anche questi vantaggiosi contratti di copertura rischiano di perdere efficacia.

Il settore della moda avvertirร  l'impennata dei costi piรน tardi

Un quadro simile emerge nell'industria tessile. Dall'inizio della guerra in Iran, spiega Dehning, i costi diretti per i produttori tessili dell'Asia meridionale e sud-orientale, compresi Bangladesh, India e Vietnam, sono aumentati del 20-30%. I prezzi delle fibre sintetiche come il poliestere, in particolare, sono cresciuti in modo significativo a causa della temporanea carenza di petrolio. Anche i prezzi del cotone sono saliti sulla scia della crisi in Medio Oriente. Tuttavia, precisa Dehning, i produttori asiatici sono generalmente in grado di trasferire questi maggiori costi solo a partire dall'autunno, nell'ambito delle rinegoziazioni per la collezione primavera 2027. Ciรฒ significa che i consumatori e l'industria della moda locale avvertiranno l'impatto di questi aumenti di prezzo solo molto piรน tardi.

La misura in cui i prezzi dovranno essere adeguati dipende anche dalle strutture produttive dei fornitori. Secondo Dehning, le aziende che esternalizzano una quota maggiore dei propri approvvigionamenti in Nord Africa e nell'Europa dell'Est saranno probabilmente molto meno colpite dalle turbolenze rispetto alle catene retail con politiche di prezzo piรน aggressive. Dehning prevede comunque che l'aumento dei costi di trasporto frenerร  la crescita del margine lordo nella parte finale dell'anno. I marchi secondari continuano a guadagnare importanza anche nel comparto della moda.

I rivenditori off-price beneficiano della pressione al risparmio

Nel panorama del commercio al dettaglio, osserva Dehning, il segmento "off-price" si conferma anticiclico, registrando una solida crescita dei ricavi anche in fasi economiche complesse grazie alla costante domanda di sconti da parte dei consumatori. La strategia si basa sull'acquisto a prezzi contenuti di stock residui ed eccedenze di beni di lusso, un modello agile che scherma i rivenditori dai rincari dei costi di produzione asiatici. Focalizzandosi su un differenziale di prezzo ottimizzato rispetto al retail tradizionale, rimarca Dehning, queste aziende riescono cosรฌ a incrementare capillarmente il proprio margine di profitto lordo.

Nel settore dei consumi, la corretta selezione fa la differenza

Considerato il contesto piuttosto sfidante, afferma Dehning, la stock selection rimane cruciale nel settore dei consumi. A fronte di valutazioni che per alcuni titoli tecnologici possono apparire astronomiche, รจ probabile che alcuni investitori cerchino opportunitร  di diversificazione. Secondo Dehning, il settore dei consumi offre diverse opportunitร  promettenti in tal senso.

Sotto il profilo del rischio, tuttavia, un'attenta selezione dei titoli รจ piรน importante che mai. Il focus, conclude Dehning, dovrebbe essere chiaramente rivolto ai segmenti in grado di resistere alla debolezza della spesa al consumo guidata dall'inflazione. Qualora si delineasse una soluzione sostenibile per la crisi in Medio Oriente, i titoli del settore dei consumi offrirebbero inoltre un buon potenziale di ripresa.

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