Il Btp Italia Sì supera i 4 miliardi di raccolta

Il Btp Italia Sì supera i 4 miliardi di raccolta

L'andamento dell'emissione ricalca sinora quello della precedente edizione, nel maggio dello scorso anno, e alcuni analisti si sono espressi positivamente sul titolo di Stato, definendolo un’interessante opportunità di investimento che arriva in un contesto di elevata incertezza economica.

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Btp Italia Sì oltre i 4 miliardi di raccolta

Aumentano le sottoscrizioni del Btp Italia Sì, il nuovo titolo di Stato indicizzato all’inflazione dedicato ai soli retail, giunto oggi al secondo giorno di emissione, il cui collocamento terminerà venerdì prossimo 19 giugno alle ore 13, salvo chiusura anticipata.

A metà giornata, la raccolta aveva superato gli 1,3 miliardi di euro di ordini, con circa 44 mila contratti sottoscritti, e, tenendo conto dei 3,18 miliardi raccolti ieri, la somma totale fin qui raggiunta si avvicina ai 4,5 miliardi.

L'andamento dell'emissione ricalca sinora quello della precedente edizione, nel maggio dello scorso anno, quando il Tesoro raccolse su un Btp Italia a sette anni un totale di 6,52 miliardi dai soli retail e 2,26 miliardi dagli istituzionali.

Un’interessante opportunità secondo UniCredit

Pur essendo indicizzato all'inflazione italiana (FOI) in linea con i tradizionali Btp Italia (Btpi), il nuovo Btp Italia Sì presenta una struttura cedolare più semplice ed è riservato agli investitori retail. Il Btp Italia Sì amplia quindi la gamma di prodotti che il Tesoro italiano offre esclusivamente agli investitori retail.

Una nota di UniCredit ha definito il Btp Italia Sì come “un’interessante opportunità di investimento in un contesto di elevata incertezza economica”.

Dopo un decennio di scarsa domanda di titoli di Stato italiani da parte delle famiglie tra il 2010 e il 2020, il lancio di strumenti ad hoc, unitamente all'aumento dei rendimenti, ha riacceso l'interesse degli investitori e, dall'inizio del 2024, le famiglie e le società non finanziarie italiane hanno acquistato quasi 100 miliardi di euro di titoli di Stato, detenendo circa il 15% del totale in circolazione, si legge nella ricerca firmata da Francesco Maria Di Bella, FI Strategist di UniCredit.

A determinare la straordinaria sovra-performance delle obbligazioni indicizzate dall’inflazione negli ultimi anni (2021-2022) sono stati fattori difficili da prevedere, dopo anni di pressione inflazionistica contenuta nell'eurozona che aveva ridotto l'interesse per i titoli indicizzati.

"Allo stesso modo, prevedere se le obbligazioni indicizzate all'inflazione continueranno a sovraperformare le obbligazioni nominali non è più facile oggi”, scrive la banca, e, “dati i repentini cambiamenti economici verificatisi negli ultimi anni, non si può escludere nemmeno un periodo di disinflazione nel prossimo futuro, sebbene i recenti sviluppi geopolitici rendano tale prospettiva piuttosto improbabile".

In quest'ottica, il nuovo Btp Italia Sì appare "ben adatto alle attuali condizioni di mercato", scrive Di Bella. Da una prospettiva strategica, "l'aggiunta di obbligazioni indicizzate all'inflazione riduce la volatilità del portafoglio e ne migliora la diversificazione. Per quanto riguarda l'obbligazione offerta, il suo tasso di breakeven dell'1,5% è relativamente basso, considerando che il tasso di inflazione medio italiano degli ultimi dieci anni si attesta al 2%. Se si verificasse un altro shock inflazionistico nei prossimi cinque anni, l'inflazione media sarebbe molto probabilmente superiore all'1,5%. Le pressioni inflazionistiche sono destinate ad aumentare nei prossimi mesi a causa dei prezzi dell'energia ancora elevati. Sebbene sia improbabile che l'inflazione torni al picco del 2022, i rischi inflazionistici appaiono più elevati rispetto al passato, riflettendo un ordine geopolitico in evoluzione, gli sviluppi tecnologici e la transizione verde".

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