Il certificate delle blue chips italiane, Unicredit, Generali ed Enel che rende fino al 13,9% annuo


Rialzo dei tassi e transizione energetica fanno bene alle trimestrali dei nostri big italiani.
Il cash collect di Vontobel con Isin DE000VV1A6T2 su Unicredit, Generali ed Enel, quota sotto la pari, stacca premi trimestrali con memoria del 3,480% (13,92% annuo) se nessuno dei sottostanti sarà crollato alle date di valutazione del 30%. Durata due anni e possibilità di rimborso anticipato, protezione fino a cali del 30% dei sottostanti dal livello iniziale, con barriera europea.


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Bene le trimestrali

Via alla stagione delle trimestrali. Ad aprire le danze oggi, due big di Piazza Affari come Enel e Unicredit che hanno stupito gli analisti con risultati sopra le attese. Unicredit oggi si mette in mostra con un guadagno del 6,7%. Direzione opposta per Enel colpita dalle prese di profitto dopo l’ottima performance delle ultime settimane. A pesare sul titolo è anche l’aumento delle tasse sugli extraprofitti energetici, una posta una tantum, non preoccupa gli analisti che alzano invece i target sul titolo.

Sempre stamattina sono arrivati ottime indicazioni da Stellantis con ricavi in crescita del 12% sullo stesso periodo di un anno fa e target di fine anno, confermati. Domani toccherà a Intesa SanPaolo e poi ancora Generali il 19 maggio. Sono tra i pesi massimi nei portafogli di molti italiani.

Siamo andati a cercare se sul mercato ci sono dei certificati interessanti con sottostanti i big di Piazza Affari che stanno facendo molto bene sul lato dei conti.

Il certificate dei big di Piazza Affari

A quotare sotto la pari con cedole elevate e una buona protezione abbiamo trovato il cash collect di Vontobel con Isin DE000VV1A6T2 e sottostanti Unicredit, Enel e Generali, cedole elevate con memoria del 3,48% trimestrale, (13,92% annuo), barriere al 30% e quotazione sotto la pari a 985 euro.

La tabella di seguito mostra i livelli più importanti di questo certificato.

Dalla tabella emerge che il titolo più debole è Unicredit con il 5,5% sotto il livello iniziale anche se la barriera rimane ancora distante il 25,9%, c’è da aspettarsi che tra oggi e domani arrivi la promozione di diverse banche d’affari sul titolo.

Quasi in linea con il livello iniziale sia Enel -1,4% e Generali -2,8%, le barriere rimangono dunque a un buon margine di sicurezza.

Il prezzo di 984 euro, ovvero sotto la parità rispetto al valore nominale 1.000, indica che in caso di rimborso anticipato a scadenza a 1.000 euro l’investitore oltre alle cedole ottiene anche un capital gain di circa l’1,6%.

Le cedole sono interessanti perché hanno la capacità di raddoppiare il flusso di dividendi che in genere staccano questi tre sottostanti, quindi rispetto all’investimento diretto in azioni, il certificato protegge dai cali del titolo (fino al -30%) e permette di raddoppiare circa il loro flusso cedolare.

I tre titoli, come del resto tutto il mercato dall’inizio del conflitto in Ucraina, sono stati colpiti dalle vendite e il livello iniziale è stato fissato dopo che le performance hanno già sofferto. In particolare da inizio della guerra Intesa perde il 27%, Unicredit il 38%.

Generali fa storia a sé, l’andamento da inizio anno è stabile, ma il titolo è volato sostenuto dagli acquisti dei soci, in rotta fra loro, per arrotondare le posizioni prima dell’assemblea di fine aprile, e da inizio del mese scorso a oggi ha perso il 13%. Il livello iniziale è stato comunque definito dopo un deciso ribasso dai top di periodo. Queste correzioni fanno sperare che i titoli a questi prezzi stiano già scontando uno scenario difficile e gli spazi di potenziale ribasso siano più limitati adesso rispetto all’inizio del conflitto.

Abbiamo preso come punto di riferimento il conflitto perché l’ipotesi migliore è che le tensioni geopolitiche non rimarranno così alte per altri due anni (come la vita del certificate).

Se anche così fosse, crediamo che Generali, come Unicredit, faranno pienamente pulizia nei bilanci della loro esposizione in Russia per presentarsi con fondamentali più forti data la situazione geopolitica attuale.

Con un calo delle tensioni geopolitiche, non per forza a una pace, ma a un ritiro nella parte orientale dell’Ucraina, crediamo che il mercato potrà focalizzarsi anche sugli aspetti più di natura fondamentale di questi tre titoli. Generali e Unicredit potranno approfittare di un rialzo dei tassi per vedere i margini crescere. Enel invece sta svolgendo e svolgerà un ruolo di primo piano nella transizione energetica con il passaggio verso l’indipendenza dal gas russo. Un passaggio che vedrà, a nostro avviso, un forte aiuto anche a livello politico con investimenti soprattutto nelle energie rinnovabili.

Le caratteristiche del certificato: memoria, rimborso anticipato e barriere europee

Tornando al certificato le caratteristiche sono quelle più prudenti per un prodotto simile, ovvero le cedole offrono l’effetto memoria grazie al quale è possibile recuperare eventuali premi non staccati in precedenza. Questo vuole dire che se a una determinata scadenza non si verificano le condizioni per il pagamento del premio, la cedola non viene pagata, ma non è persa: il coupon rimane come “congelato” e verrà pagato alla prima scadenza successiva in cui saranno soddisfatte le condizioni richieste.

La barriera è di tipo europeo ovvero valida solo alla scadenza del prodotto. Se durante l’arco di vita del certificato i sottostanti si dovessero portare sotto la barriera, non cambia la struttura dei premi e in caso di recupero sia le cedole che il rimborso a 1.000 rimarrebbero intatti.

A questo si aggiunge la possibilità del rimborso anticipato a 1.000 euro dalla prima data di valutazione trimestrale del 22 luglio, e per ogni trimestre successivo, se tutti i titoli sottostanti quoteranno a un livello pari o superiore a quello iniziale.

Scenari alla scadenza

Nel caso in cui non sia mai scattato il rimborso anticipato, si arriverà a scadenza naturale del prodotto, l’ultima data di valutazione è fissata il 22 aprile 2024, con due scenari:

1. Positivo: con tutti i sottostanti sopra il livello di barriera, il certificate verrà rimborsato a 1.000 euro più ovviamente tutte le cedole già staccate e l'ultima cedola. L’investitore, dunque, incassa un flusso cedolare del 13,92% lordo annuo.

2. Il caso negativo è quello che vede uno dei tre sotto al livello di barriera. Il rimborso del certificate rispecchierà la performance del peggiore sottostante dal livello iniziale. Ad esempio, a fronte di un -31% dal livello iniziale di Unicredit, il certificate sarà rimborsato a 699 euro. Il conto finale dipenderà dalle cedole incassate fino a quel momento.

Analisi dei sottostanti

Diamo un’occhiata ai sottostanti per capire meglio i loro fondamentali. Partiamo da una tabella che mostra il consensus degli analisti.

Unicredit

Trimestrale record

Risultati importanti per Unicredit nei primi tre mesi del 2022, caratterizzati da numeri record e dalla riduzione dell’esposizione in Russia.

La banca ha chiuso il primo trimestre dell’anno con un utile netto contabile di 247 milioni, in calo del 72,2% rispetto allo stesso periodo del 2021 proprio a causa di svalutazioni prudenziali su crediti per 1,3 miliardi “quasi interamente verso la Russia”, spiegano da Piazza Gae Aulenti.

Al netto della Russia, invece, l’utile balza del 37,8% a 1,2 miliardi, dato superiore al consensus di mercato pubblicato sul sito dell’istituto, fermo a 413 milioni di euro.

Il management dell’istituto ha descritto questo trimestre come “record”, nel corso del quale sono stati raggiunti i target del piano ‘Unicredit Unlocked’ su “tutti gli indicatori finanziari”, grazie “a forti performance e un continuo momentum nel business, a testimonianza della forza del core business e dell'impegno delle persone”.

Il piano “funziona”

Tra gli altri dati, i ricavi complessivi compresa l’esposizione in Russia sono saliti del 7,3% a 5 miliardi di euro e con un margine di interesse a 2,3 miliardi (+6%), oltre a commissioni di 1,8 miliardi (+7,3%).

La posizione patrimoniale con CET1 ratio risulta al 14%, includendo il riacquisto di azioni proprie per 1,6 miliardi relativo al 2021, la maturazione di dividendi per 0,4 miliardi nel 1Q 2022 e l’impatto delle rettifiche su crediti.

Infine, sono calati i costi operativi, scesi a 2,3 miliardi (-2,6%) per un rapporto cost/income sceso al 46,7%.

“Il nostro piano sta funzionando bene con le modifiche che stiamo implementando”, commentava l’ad Andrea Orcel, aggiungendo di essere “confidente di poter confermare le restituzioni agli azionisti per l'anno in corso. Dobbiamo essere attenti in un mondo volatile, ma il nostro focus è sull'esecuzione del piano”.

Ridotta l’esposizione in Russia

L’importo dell’esposizione alla Russia di Unicredit è stato ridotto complessivamente di 2 miliardi di euro, considerando la perdita massima legata a Mosca nello scenario peggiore pari a 5,2 miliardi di euro, con un impatto di 128 punti base sul coefficiente Cet1.

Nel corso di una conference call con le agenzie di stampa, Orcel ha spiegato che di questi 92 punti base “sono già stati assorbiti nel primo trimestre”, ovvero il “70% del totale”.

La conferma del target

Per quanto riguarda l’anno in corso, Unicredit “conferma per il 2022 la propria guidance finanziaria, rettificata per l'impatto della Russia, sulla base del proprio scenario macroeconomico base case che stima una crescita del Pil nelle aree geografiche in cui UniCredit è presente di circa il 2,6% nel 2022 e del 3,1% nel 2023, con inflazione stimata al 5,9% nel 2022 e 2,4% nel 2023”.

L’anno è previsto dall’istituto con un utile oltre i 3,3 miliardi, ricavi a 16 miliardi e un coefficiente Cet1 tra il 12,5% e il 13%.

La posizione degli analisti

gli analisti di Banca Akros definiscono “molto solida” la performance operativa di Unicredit, con l’istituto che “risulta in grado di assorbire l’impatto dell’esposizione russa”.

Trimestre “nettamente superiore alle attese a livello operativo” per gli analisti di Equita, con un ruolo importante per le “conferme del buyback e del target di distribuzione al 2024”.

Da Kbw confermano la raccomandazione ‘outperform’ e il prezzo obiettivo a 13,9 euro sul titolo, sottolineando “i forti trend operativi e la conferma del buyback”.

Consiglio di acquistare Unicredit anche da Berenberg, i cui analisti evidenziano come i conti trimestrali abbiano mostrato net interest income, commissioni e costi migliori delle attese del consenso”.

Enel

Enel ha messo a segno un primo trimestre 2022 migliore delle attese. In particolare, il periodo si è chiuso con un Ebitda ordinario di 4,486 miliardi di euro, in crescita del 6,8% rispetto ai primi tre mesi del 2021 e risultato superiore alle attese degli analisti che si attendevano 4,344 miliardi di euro.

Quasi raddoppiati i ricavi (+90%), arrivati a 34,958 miliardi grazie soprattutto alle maggiori quantità di energia elettrica prodotte e vendute a prezzi medi crescenti.

L’utile netto consolidato di inizio 2022 è salito a 1,4 miliardi circa (+21,6% su anno), mentre quello ordinario è cresciuto del 18,9% a 1,443 miliardi di euro.

“Nel primo trimestre del 2022, la validità del nostro modello di business ci ha consentito di realizzare solidi risultati in linea con le attese, minimizzando i rischi derivanti dal difficile contesto geopolitico ed economico, anche a tutela dei nostri stakeholder”, spiegava l'AD Francesco Starace.

Previsioni 2022

Per l’anno in corso, da Enel confermano “le guidance su Ebitda e utile netto ordinario per il 2022” grazie, tra l'altro all'accelerazione degli investimenti nella transizione energetica, aggiunge Starace.

In particolare, il gruppo prevede un Ebitda ordinario tra i 19 e 19,6 miliardi di euro, con un utile ordinario compreso in un range tra i 5,6 e i 5,8 miliardi di euro.

L’impatto della tassa sugli extraprofitti

La conference call con gli analisti è stata l’occasione anche per parlare dell’impatto dell’aumento della tassa sugli extraprofitti decisa dal governo, stimato a 100 milioni di euro sui conti Enel.

Se con la tassa “al 10% l’impatto stimato era di 40 milioni, passando dal 10% al 25% si aggiungono 60 milioni a quella stima”, calcolava De Paoli.

Anche in questo caso Enel ha visto un effetto trascurabile dalle misure straordinarie, sulla scia di quanto già deciso in Spagna.

"I governi hanno introdotto misure per attenuare l'impatto per i clienti dall'aumento delle materie prime sulla bolletta energetica” e quelle “introdotte in Italia e Spagna hanno riguardato gli extra profitti”, che “finora hanno avuto un impatto trascurabile sui nostri numeri” perché “abbiamo venduto energia ai nostri clienti in anticipo, a un prezzo ragionevole senza extra profitti”, ha spiegato De Paoli.

La view degli analisti

Alla luce dei risultati, gli analisti di JP Morgan, hanno confermato la raccomandazione ‘overweight’ e prezzo obiettivo a 9 euro per i quali sottolineano “la robusta ripresa degli utili” ormai “evidente”.

Da Equita Sim confermano la raccomandazione ‘buy’ e il prezzo obiettivo a 8,1 euro su Enel dopo i conti caratterizzati da “risultati operativi sopra le attese, un debito impattato da regolamentazione e commodity sul capitale circolante e guidance 2022 confermate”,

Inoltre, Alexander Wheeler di RBC conferma il giudizio positivo sul titolo con un rating ‘buy’, mentre il prezzo obiettivo rimane fissato a 9,25 euro.

Generali

Generali pubblicherà la trimestrale il prossimo 19 maggio. Il consensus Bloomberg prevede un Ebit a 1,481 miliardi di euro, in rialzo dagli 1,427 miliardi del trimestre precedente e un utile per azione a 0,5 euro dagli 0,598 rettificati dalle voci straordinarie del quarto trimestre.

Punti di forza e di debolezza del certificato

I punti di forza di questo prodotto, a nostro parere, sono il rendimento e un buon livello di fixing iniziale che si compensa con una barriera non eccezionalmente profonda, ma lo abbiamo selezionato apposta proprio perché i titoli arrivano da una buona correzione. A livello di emittente Vontobel gode di un rating solido.

Ricordiamo che investire in certificati espone l’investitore al rischio fallimento dell’emittente e a quello di azzeramento di un sottostante, casi che possono comportare la perdita dell’intero investimento. Vontobel gode di un buon rating: Aa3 da parte di Moody’s. I potenziali rendimenti indicati sono sempre al lordo della tassazione. Prima di ogni investimento leggere sempre tutti i documenti scaricabili dalla pagina del prodotto dell’emittente.

Attenzione: Questo articolo è stato scritto grazie alla sponsorizzazione di un emittente o di un itermediario. Le informazioni in esso contenute non devono essere considerate né interpretate come consulenza in materia di investimenti. Eventuali punti di vista e/o opinioni espressi non sono intesi e non devono essere interpretate come raccomandazioni o consigli di investimento, fiscali e/o legali. Orafinanza.it non si assume alcuna responsabilità per azioni, costi, spese, danni e perdite subiti a seguito di informazioni, punti di vista o opinioni presenti su questo sito. Prima di intraprendere decisioni di investimento, invitiamo gli utenti a leggere la documentazione regolamentare sempre disponibile per legge sul sito dell'emittente ed ottenere una consulenza professionale.


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Possibile rendimento Annuo del 13,92% con il certificate su Enel, Generali, UniCredit
Sottostanti:
Assicurazioni Generali S.p.AEnel SpAUniCredit S.p.A
Rendimento annuo:
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Cedole:
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