Il certificate sugli EU-Bonds che rende fino all'8,14% annuo con protezione al 100%

Capitale totalmente protetto e ritorno annuo dell’8,14% lordo con base il rendimento degli EU-Bonds. Il certificate di BNP Paribas con Isin XS3411296729, che si compra sotto la pari a 97 euro, ha come sottostante il tasso d’interesse decennale dei titoli sovrani Europei emessi dalla Commissione Europea (con rating AAA da Fitch e Moody’s, AA+ da S&P) per finanziare il piano di ripresa “Next Generation EU” (EU-Bonds) e prevede, ogni anno, una cedola con memoria di 7,65 euro (pari a un ritorno dell’8,14% annuo con l’acquisto oggi a 97 euro), a condizione che il rendimento degli EU-Bonds non sia superiore al 3,45% (attualmente al 3,32%). Grazie all’effetto memoria si potranno recuperare eventuali cedole non distribuite.
Possibilità di rimborso anticipato dopo tre anni di vita, se il rendimento degli EU-Bonds sarà uguale o inferiore al 3,15% (attualmente al 3,32%). In caso di autocall alla prima finestra utile del 21 giugno 2029, l’investitore riceverebbe così 3 cedole (22,95 euro) più 3 euro di capital gain (100-97 euro di acquisto), per un rendimento del 26,75% (8,92% annualizzato).
Il certificate è sempre rivedibile prima della scadenza naturale di 12 anni (23 giugno2038), quando il capitale è protetto interamente, pari al 100% del valore nominale (100 euro). Acquistando il certificate oggi a 97 euro, sommando tutti i premi del prodotto e il capital gain, il potenziale rendimento sarebbe del 97,73% a scadenza (senza contare il reinvestimento delle cedole percepite).
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Il giusto mix tra rendimento e protezione
Il certificate che amplifica il rendimento degli EU-Bonds applicando una condizione alla cedola. A idearlo dopo i successi degli altri certificate simili andati in sold out è BNP Paribas, che porta sul mercato il certificate con Isin XS3411296729 in grado di replicare il tasso d’interesse decennale dei titoli sovrani Europei emessi dalla Commissione Europea per finanziare il piano di ripresa “Next Generation EU”, i cosiddetti EU-Bonds, offrendo capitale protetto al 100% e cedole annuali con memoria di 7,65 euro. Pur non beneficiando dell’agevolazione fiscale tipica dei titoli di Stato (12,5%), il certificate genera redditi diversi, caratteristica che lo rende utile per chi ha minusvalenze da compensare, perché in quel caso la cedola può essere incassata anche al netto (0% e non 26% di tassazione). Oggi il certificate si può comprare sul secondario sotto la pari a 97 euro, con un rendimento annuo che può raggiungere l’8,14%.
Il calcolo è semplice: 91,80 euro di premi (7,65 euro per 12 cedole annuali totali) più 3 euro di capital gain (differenza tra 100 euro di rimborso e il prezzo attuale di 97 euro), il risultato è 94,80 euro. Dividiamo questo numero per il prezzo di acquisto (usiamo quello attuale) di 97 euro e arriviamo a un rendimento da qui alla scadenza (23 giugno 2038) del 97,73%. Ora annualizziamo il rendimento per capire, all'anno, quanto rende il certificate e confrontarlo con gli altri prodotti sul mercato della stessa tipologia: dividiamo 97,73% per 12 (anni di vita del prodotto) e arriviamo a un ritorno annuo dell’8,14% lordo.
Il premio annuale viene distribuito a condizione che il sottostante, l’indice Solactive NXG 10Y, non superi la soglia del 3,45% (attualmente al 3,32%). La ripresa dei traffici per lo stretto di Hormuz potrebbe portare a una riduzione delle pressioni inflazionistiche e mentre i prezzi dei bond già incorporano lo scenario di rialzi dei tassi che potrebbe non verificarsi così come atteso. Anche nelle situazioni più estreme, la vera forza del prodotto è l’effetto memoria che va a ridurre al minimo il rischio di non incassare la cedola. Se infatti in una data di valutazione la soglia del 3,45% venisse superata, il rientro sotto tale livello alle successive date di valutazione, permetterebbe di staccare anche tutti i premi non distribuiti in precedenza, senza perderne nessuno.
Un altro punto di forza è il meccanismo di autocall: dopo tre anni di vita l’investitore può approfittare del rimborso anticipato con cadenza annuale se il rendimento degli EU-Bonds sarà uguale o inferiore al 3,15%. È possibile che a partire dalla prima finestra utile del 21 giugno 2029 il certificate vada in autocall. In tal caso, l’investitore riceverebbe 3 cedole (22,95 euro) più 3 euro di capital gain (100-97 euro di acquisto), per un rendimento del 26,75% (8,92% annualizzato). Senza aspettare quella data il certificate è sempre cedibile e in caso di calo di tassi potrebbe portarsi sopra i 100 euro di valore nominale. Al contrario un rialzo dei tassi spingerà il prezzo del certificate al ribasso, come un classico bond.
Ricordiamo che il certificate è un capitale interamente protetto, con rimborso a scadenza, salvo evento di credito dell’emittente BNP Paribas (S&P A+, Moody's A1 e Fitch AA-), del 100% del nominale, pari a 100 euro per certificato, indipendentemente dall’andamento del sottostante.
Da tener presente che i bond decennali emessi dalla Commissione Europea per finanziare il programma “Next Generation EU” presentano un merito di credito tra i più elevati a livello mondiale. Attualmente vantano il rating AAA da Moody's, Fitch, Scope Ratings, DBRS Morningstar e KBRA, mentre S&P Global Ratings assegna un giudizio AA+. Il rimborso di questi titoli è sostenuto dalla capacità finanziaria dell'Unione Europea attraverso il bilancio comunitario e il sistema delle risorse proprie dell'UE, elemento che conferisce agli investitori un elevato livello di affidabilità creditizia. Inoltre, gli EU-Bonds hanno un rating superiore a quello dell'Italia, che mantiene comunque un giudizio investment grade (Baa2 per Moody's, BBB+ per S&P e Fitch e A (low) per DBRS Morningstar).
Cedola annuale con memoria di 7,65 euro
Il flusso cedolare insieme all’effetto memoria e il capitale totalmente protetto sono i punti di forza del certificate con Isin XS3411296729. Ogni anno l’investitore può incassare una cedola con memoria pari al 7,65% del nominale (100 euro).
In ogni data di osservazione annuale, la cedola verrà distribuita se il sottostante non si troverà sotto una barriera posta al 3,45%. Il sottostante è il Solactive NXG 10Y, un indice che replica il tasso d’interesse decennale dei titoli sovrani Europei emessi dalla Commissione Europea per finanziare il piano di ripresa "Next Generation EU" (EU-Bonds).
Un ruolo importante lo ricopre l’effetto memoria. In caso di superamento temporaneo della soglia del 3,45% del Solactive NXG 10Y, le cedole non pagate non vengono perse ma rimangono in pancia al prodotto. Nelle successive date di osservazione, qualora si verificassero le condizioni che danno diritto al pagamento, le cedole non pagate in precedenza verranno distribuite tutte insieme, compresa la cedola relativa a quel periodo di osservazione. Il certificate prezzerà in parte il valore delle cedole “in pancia”: più la probabilità di stacco aumenta e più il prezzo del certificate si porterà sopra la pari incorporando il valore dei premi futuri. Questo meccanismo permette all’investitore di uscire anche prima della scadenza con un prezzo sopra la pari.
L'obiettivo di questo certificate è quello di aumentare le possibilità di stacco di tutti i premi grazie all’effetto memoria. Acquistando il prodotto oggi a 97 euro, le 12 cedole previste possono raggiungere un rendimento del 97,73% a scadenza (23 febbraio 2038). Il calcolo è stato effettuato senza contare il reinvestimento del premio.
Da non dimenticare che l’efficienza fiscale tipica dei certificate. I premi di questo prodotto sono considerati dal Fisco “redditi diversi” e, in quanto tali, possono compensare le eventuali minusvalenze presenti nello zainetto fiscale dell’investitore. Con questo sistema è possibile recuperare il credito fiscale derivante dalle perdite registrate entro i successivi quattro anni dalla loro realizzazione.
Possibilità di rimborso anticipato da giugno 2029
Può accadere che il certificate con Isin XS3411296729 non arrivi alla scadenza finale, perché dal terzo anno di vita può essere ritirato in anticipo (autocall). A partire dalla data di osservazione del 21 giugno 2029, e poi in una data di valutazione annuale successiva, il prodotto verrà rimborsato in anticipo se il sottostante (l’indice Solactive NXG 10Y) avrà un valore pari o inferiore al livello autocall fissato al 3,15%.
Si tratta di un meccanismo che viene incontro all’investitore incrementando le probabilità di restituzione del valore nominale (100 euro), più il pagamento dell’ultima cedola e delle altre eventualmente in memoria. In caso di autocall già il 21 giugno 2029, l’investitore riceverà tre cedole da 7,65 euro (in totale 22,95 euro) e 3 euro di capital gain (acquistando il certificate oggi a 97 euro), portando così l'incasso complessivo a 125,95 euro (100 euro di nominale più 25,95 euro tra premi e capital gain). Il rendimento al momento dell'autocall sarebbe del 26,75% in tre anni (8,92% annualizzato).
Qualora invece il rendimento si dovesse trovare al di sopra del livello autocall, il certificate continuerà a quotare e a maturare i potenziali premi. La possibilità di rimborso anticipato si presenterà con la stessa modalità solo un anno dopo, alla data di valutazione annuale successiva e non ogni tre o sei mesi come altri prodotti simili. L’obiettivo è quindi quello di potere staccare più premi possibili.
I due possibili scenari alla scadenza naturale
Il certificate con Isin XS3411296729 ha l'obiettivo di arrivare a scadenza, offrendo un rendimento elevato con lo stacco di tutte le cedole sfruttando l’effetto memoria. La barriera a capitale, osservata solo alla scadenza tra 12 anni (23 giugno 2038), protegge al 100% il capitale investito. La solidità del certificate è legata all’ elevato rating dell’emittente BNP Paribas A+ da S&P, AA- da Fitch e A1 da Moody’s. Il tutto unito a uno strumento a capitale totalmente protetto con rischio valutato 1, la soglia più bassa in una scala da 1 a 7.
Se l’autocall non dovesse scattare prima della scadenza naturale, il 23 giugno 2038 avremo due scenari in base al livello del rendimento degli EU-Bonds rispetto alla soglia del 3,45% (ipotizzando l’acquisto oggi a 97 euro).
Nel primo scenario, con un rendimento degli EU-Bonds sotto il 3,45% a scadenza, l’investitore riceverebbe il rimborso al nominale di 100 euro insieme allo stacco della cedola annuale e delle altre eventualmente in memoria. In questo modo si incasserebbero 12 cedole da 7,65 euro ciascuna, equivalenti a un rendimento cumulato del 97,73% in 12 anni. Il ritorno effettivo risulta appunto più elevato in caso di acquisto sotto la pari (come oggi a 97 euro), perché al flusso cedolare si somma il capital gain (3 euro) generato dalla differenza tra il rimborso a 100 euro e il prezzo di acquisto (100-97 euro).
Nel secondo scenario, con rendimento degli EU-Bonds sopra il 3,45%, il certificato verrebbe comunque rimborsato al nominale di 100 euro più 3 euro di capital gain (acquistando oggi a 97 euro), ma senza lo stacco dell’ultimo premio e di qualche altra cedola a seconda di quanto tempo il sottostante si è trovato sopra la soglia del 3,45% senza mai rientrare prima della scadenza. Ai 100 euro di rimborso dobbiamo dunque aggiungere eventuali cedole staccate durante la vita del certificate. Per fare il calcolo esatto, ad oggi impossibile, dovremmo sapere l'ammontare delle cedole distribuite.
Una Bce che naviga a vista
Dopo una fase in cui i mercati avevano scommesso su un ciclo relativamente rapido di tagli dei tassi da parte della Bce, lo scenario è cambiato sensibilmente. Il ritorno delle pressioni inflazionistiche, alimentato dall'impennata dei prezzi energetici durante il conflitto tra Stati Uniti e Iran, ha spinto il Consiglio direttivo della Bce ad aumentare i tassi di interesse di 25 punti base nella riunione di giugno, interrompendo il percorso di allentamento monetario avviato nei mesi precedenti. Il risultato è stato un ulteriore rialzo dei rendimenti obbligazionari. Anche i titoli sovrani decennali emessi dalla Commissione Europea per finanziare il programma "Next Generation EU" (EU-Bonds) si mantengono così su rendimenti elevati, nell'ordine del 3,2%-3,4%.
Il cambio di passo della Bce è stato ulteriormente chiarito durante il Forum di Sintra. La presidente Christine Lagarde ha respinto l'idea che il rialzo di giugno sia stato un semplice "insurance hike", spiegando che la decisione era giustificata in tutti gli scenari elaborati dagli economisti della banca centrale. Secondo Lagarde, mantenere invariati i tassi avrebbe comportato un'inflazione superiore al 2% anche nel 2028. La presidente ha inoltre ribadito che la politica monetaria è tornata "back to basics": i tassi di interesse rappresentano nuovamente lo strumento principale della Bce e ogni futura decisione sarà assunta “riunione per riunione”, sulla base dell'evoluzione dell'inflazione, della dinamica dell'inflazione di fondo e della trasmissione della politica monetaria, senza alcun percorso prestabilito.
Il principale elemento di incertezza resta comunque il contesto geopolitico. Le tensioni tra Stati Uniti e Iran e i rischi per la navigazione nello Stretto di Hormuz hanno riportato al centro dell'attenzione il tema dell'energia e delle possibili ricadute sull'inflazione. L'impennata delle quotazioni di petrolio e gas osservata durante il conflitto ha contribuito a rivedere al rialzo le proiezioni della Bce su inflazione e crescita. Tuttavia, il successivo cessate il fuoco e il rapido ridimensionamento delle quotazioni del greggio hanno già attenuato una parte delle pressioni inflazionistiche, senza però modificare, secondo la stessa Lagarde, le motivazioni che hanno portato al rialzo dei tassi di giugno. Per snocciolare dei numeri, a giugno l’inflazione in area Euro è stata pari al 2,8% in calo dal 3,2% del mese precedente e sotto le stime degli economisti del 3%.
Come ricordato dalla presidente della Bce, gli shock energetici producono normalmente un'inflazione diversa rispetto a quella generata dalla crescita salariale. L'aumento del prezzo del petrolio tende infatti a trasferirsi rapidamente ai prezzi al consumo, ma nella maggior parte dei casi si tratta di un fenomeno temporaneo. Una volta superata la fase di tensione geopolitica, il confronto con i livelli elevati raggiunti durante il picco del greggio tende a esercitare un effetto disinflazionistico (la componente energia pesa meno del passato nell’aumento dei prezzi) e, in alcuni casi, persino deflazionistico (il calo dei prezzi dell’energia contrastano riducendo l’aumento dell’inflazione portato dalle altre componenti del paniere) nei trimestri successivi. Al contrario, un'inflazione alimentata dalla dinamica dei salari risulta generalmente più persistente e richiede una risposta più incisiva da parte della politica monetaria. Negli Stati Uniti, il job report di giugno ha mostrato un tasso di partecipazione al lavoro ai minimi dagli ultimi 50 anni.
In questo contesto, gli EU-Bonds continuano a rappresentare uno dei punti di riferimento del mercato obbligazionario europeo. Emessi dalla Commissione Europea e sostenuti dal bilancio dell'Unione e dal sistema delle risorse proprie europee, questi strumenti beneficiano di uno dei più elevati meriti di credito a livello internazionale, con rating AAA da parte di Moody's, Fitch, Scope Ratings, DBRS Morningstar e KBRA e AA+ da parte di S&P Global Ratings. Si tratta di un profilo creditizio superiore a quello della maggior parte dei singoli emittenti sovrani dell'Eurozona.
Negli ultimi anni il mercato degli EU-Bonds ha inoltre acquisito una crescente profondità e liquidità. La Commissione Europea ha costruito una curva dei rendimenti distribuita su numerose scadenze, trasformando progressivamente queste emissioni in un nuovo benchmark del reddito fisso denominato in euro. Le operazioni di collocamento continuano a registrare una domanda molto sostenuta da parte degli investitori internazionali, confermando il forte interesse verso un emittente considerato tra i più solidi a livello globale.
Attenzione: Il Certificate XS3411296729 è soggetto ad un livello di rischio pari a 1 su una scala da 1 a 7.
Ricordiamo che investire in certificati espone l’investitore al rischio fallimento dell’emittente e a quello di azzeramento di un sottostante, casi che possono comportare la perdita dell’intero investimento.
BNP Paribas gode di un buon rating: I potenziali rendimenti indicati sono sempre al lordo della tassazione.
Prima di ogni investimento leggere sempre tutti i documenti scaricabili dalla pagina del prodotto dell’emittente.
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