Il lavoro USA rallenta, Wall Street accelera al rialzo

Il mese di settembre ha visto la creazione di meno buste paghe del settore non agricolo rispetto al dato di agosto, riducendo le previsioni di un nuovo rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve.
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Lavoro USA in rallentamento
Il mercato del lavoro statunitense mostra segnali di rallentamento a settembre, portando ad una leggera diminuzione di una nuova stretta monetaria.
Secondo i dati diffusi oggi dal Dipartimento del Lavoro, le buste paga del settore non agricolo sono aumentate di appena 29 mila unità, ben al di sotto delle 90 mila attese dagli analisti e in forte rallentamento rispetto alle 162 mila di agosto.
Il tasso di disoccupazione è invece salito al 4,2%, contro il 4,1% previsto dal consensus e il 4,1% di agosto.
Sul fronte dei salari, la retribuzione media oraria è aumentata dello 0,3% a settembre, in linea con il ritmo registrato ad agosto. La crescita salariale resta quindi moderata, con gli analisti che alla vigilia prevedevano un incremento annuo intorno al 3,2%.
Il dato sull'occupazione è stato inoltre accompagnato da una revisione netta negativa di 60 mila posti di lavoro per i due mesi precedenti, aumentando l'entità del rallentamento rispetto alle precedenti rilevazioni.
Dati macro e Fed
Il dato arriva dopo che il rapporto sull’inflazione diffuso ieri e le dichiarazioni di almeno due esponenti di spicco della Fed, contrari a un secondo rialzo consecutivo dei tassi in ottobre, inducono gli investitori a scommettere sulla possibilità di una “sospensione” da parte della Federal Reserve alla fine di questo mese.
I prezzi degli swap legati alla Fed incorporano un rialzo dei tassi di soli 4 punti base per la riunione di ottobre, contro i circa 7-8 punti base previsti prima della pubblicazione dei dati.
Secondo il FedWatch Tool del CME Group, gli operatori ritengono che vi sia una probabilità del 71,8% dal 76,2% precedente ai dati di oggi che i tassi della Fed rimangano invariati a ottobre, in aumento rispetto al 29% circa di una settimana fa.
Wall Street oggi in verde
Dopo una mattinata (italiana) passata sopra la parità, i future sull’azionario accelerano al rialzo: i contratti sul Nasdaq 100 guadagnano circa l’1%, seguiti in scia (+0,70%) da quelli sul Dow Jones e da quelli sullo S&P500.
Il Treasury a dieci anni si rafforza e il suo rendimento cala dell’1,50%, al 5,158%, mentre il rendimento del trentennale resta stabile al 5,609%.
L’indice del dollaro vira al ribasso e scende a 101,80, con la coppia EUR/USD in crescita a 1,1251. Il Bitcoin continuava la sua crescita (+3,60%) salendo a 86.800 dollari
L’oro saliva leggermente (+0,30%), con il prezzo spot a 4.180 dollari l’oncia e il future con scadenza a dicembre a 4.216 dollari.
Cala il petrolio
Intanto, il Brent oggi cede oltre il 2% e scende sotto quota 100 dollari al barile, con il greggio WTI (-3%) a 89,30 dollari.
Alla base del calo c’è proposta della Francia ai paesi europei e all’Agenzia Internazionale dell'Energia di rilasciare le riserve strategiche per 100 milioni barili di diesel e greggio, con l’obiettivo di alleviare l'impennata dei prezzi alla pompa.
L'amministrazione Trump sta facendo pressione sull'Unione europea affinché rilasci le scorte, minacciando di vietare le esportazioni di gasolio qualora l’Europa non rendesse disponibili ulteriori scorte di carburante, nel tentativo di scongiurare un possibile divieto di esportazione di diesel dagli Stati Uniti, divenuti ormai il principale fornitore del continente. Ieri, il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha esortato i partner europei a rendere disponibili ulteriori forniture "immediatamente".
Il presidente francese Emmanuel Macron ha discusso della situazione durante la notte con i suoi omologhi statunitense e canadese e intende convocare al più presto una riunione dei leader del G7 per cercare di arginare l'aumento dei prezzi dei carburanti e la carenza di prodotti raffinati a livello globale.
"In generale, i flussi di greggio si stanno riprendendo, ma la vera criticità si è spostata sul diesel", spiega Emily Ashford, responsabile della ricerca energetica presso Standard Chartered, secondo il quale "Il rilascio delle scorte può fungere da valvola di sfogo fondamentale, ma serve solo a guadagnare tempo e non risolve il problema di fondo legato all'offerta".
Notizie societarie e pre market USA
Nike (-8%): prevede che i ricavi dell’anno fiscale 2027 registrino un calo percentuale nella fascia alta di una cifra (high-single digits), contro le aspettative di Wall Street di un calo del 2% (dati LSEG).
Moderna (+1%): dal 9 ottobre entrerà a far parte del Nasdaq 100 al posto di Warner Bros. Discovery dopo che quest’ultima si fonderà con Paramount Skydance il 6 ottobre.
Synaptics (+14%): modificato l’accordo di fusione con Onsemi, riducendo il valore dell'operazione interamente in contanti da circa 7 miliardi di dollari a circa 5,7 miliardi di dollari.
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