Il nuovo oro dell’AI sono i chip di memoria: SanDisk corre, e non è finita

Nel 2026 i vincitori non sono i soliti nomi della tecnologia, ma i produttori di memoria. Tra boom della domanda e nuove dinamiche di mercato, il settore potrebbe avere ancora benzina per crescere
Indice dei contenuti
SanDisk: in 12 mesi rialzo del 1.800%
A Wall Street c’è una pattuglia di titoli che continua a distinguersi per forza relativa: quella dei chip di memoria e dello storage. Titoli come SanDisk, Western Digital, Seagate e Micron stanno registrando performance nettamente superiori agli indici, sostenuti dalla crescente domanda legata all’intelligenza artificiale.
Il caso più eclatante è quello di SanDisk, che risulta tra i migliori titoli dell’S&P 500 sia nel 2025 sia nel 2026, con un rialzo complessivo superiore al 1.800% dal debutto in Borsa avvenuto nel febbraio 2025. Anche Western Digital e Seagate si collocano tra i primi venti titoli dell’indice, mentre Micron, pur dopo una recente correzione, resta in forte crescita su base annua.
Il confronto con il mercato è significativo: dall’inizio del 2026 l’S&P 500 è in calo di circa il 3,9%, il Nasdaq 100 perde oltre il 4%, mentre l’indice dei semiconduttori di Philadelphia segna un progresso più contenuto. In questo contesto, i produttori di memoria rappresentano una delle poche aree di sovraperformance.
Perché la memoria batte i big tech
Secondo diversi operatori di mercato, la spiegazione è legata alla natura stessa del ciclo dell’intelligenza artificiale. Se i grandi nomi tecnologici – le cosiddette “Magnificent Seven” – stanno attraversando una fase di debolezza, la componente infrastrutturale della filiera AI beneficia invece di una domanda in forte espansione.
Rob Thummel, senior portfolio manager di Tortoise Capital, ha dichiarato a Bloomberg che “l’infrastruttura è il posto giusto dove essere oggi”, sottolineando come il suo fondo sia esposto a Western Digital, Seagate, SanDisk e Micron proprio per intercettare questa dinamica.
La crescita degli investimenti in data center e capacità di calcolo da parte degli hyperscaler sta infatti generando una domanda quasi insaziabile di memoria e storage, componenti essenziali per gestire i carichi di lavoro dell’intelligenza artificiale.
Pricing power e ciclo strutturale
Uno degli elementi più rilevanti emersi negli ultimi mesi è il ritorno di un forte potere di determinazione dei prezzi da parte dei produttori. In passato, il settore dei chip di memoria era caratterizzato da una marcata ciclicità: fasi di boom portavano a un eccesso di offerta e a conseguenti crolli dei prezzi.
Oggi, tuttavia, il quadro potrebbe essere diverso. Jamie Zakalik, analista di Neuberger Berman, ha spiegato a Bloomberg che “si osserva un livello di upside completamente diverso nella memoria, accompagnato da un forte pricing power”, aggiungendo che queste società appaiono più prevedibili rispetto ad altre aree del mercato AI.
A rafforzare questa tesi è arrivata anche la guidance particolarmente positiva diffusa la settimana scorsa da Micron, che ha evidenziato come il ciclo attuale, trainato dall’intelligenza artificiale, possa essere più lungo e intenso rispetto ai precedenti.
Il rischio resta: l’offerta può recuperare
Non mancano tuttavia elementi di cautela. L’attuale forza dei prezzi è in parte legata a una situazione di offerta insufficiente rispetto alla domanda. Come spesso accaduto in passato, il riequilibrio tra produzione e consumi potrebbe riportare pressione sui margini.
Ann Miletti, responsabile degli investimenti azionari di Allspring Global Investments, ha dichiarato a Bloomberg che “l’offerta sta ancora cercando di recuperare terreno” e che nel tempo questo squilibrio tenderà a ridursi.
In altre parole, il fattore temporale resta cruciale: finché la domanda legata all’AI continuerà a crescere più rapidamente dell’offerta, il settore potrà mantenere un vantaggio competitivo.
Le prospettive: “Questa volta è diverso”
Nonostante i rischi ciclici, molti investitori ritengono che il contesto attuale presenti caratteristiche strutturali nuove. L’intelligenza artificiale richiede quantità e tipologie di memoria molto diverse rispetto all’hardware tradizionale, aprendo la strada a una domanda più stabile e duratura.
Zakalik ha osservato che “ci sono molte ragioni per essere positivi sulla memoria in questo momento” e che si può sostenere l’argomento secondo cui “questa volta potrebbe essere diverso”.
Un’indicazione in questa direzione arriva anche da Nvidia: il CEO Jensen Huang ha recentemente dichiarato che il mercato dei chip per l’AI potrebbe superare i 1.000 miliardi di dollari nei prossimi anni, segnalando un ciclo di investimenti destinato a proseguire.
SanDisk e il settore: rally finito o ancora spazio?
Alla luce di questi elementi, la domanda chiave per gli investitori è se il rally dei titoli della memoria sia destinato a proseguire.
Le valutazioni, dopo i forti rialzi, sono certamente più impegnative. Tuttavia, la combinazione di domanda strutturale, pricing power e centralità nell’ecosistema AI continua a rappresentare un supporto importante.
SanDisk, in particolare, resta uno dei nomi più esposti a questa tendenza. Dopo una performance straordinaria, il titolo potrebbe attraversare fasi di volatilità, ma il posizionamento strategico nel cuore dell’infrastruttura AI lascia aperta la possibilità di ulteriori sviluppi positivi.
La Finestra sui Mercati
Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!
