Il piano Usa sui Treasury a lunga scadenza risolleva i mercati

I Treasury statunitensi proseguono il recupero, sostenuti dal piano del governo Usa per aumentare gli acquisti di titoli con scadenze più lunghe. La decisione ha migliorato il clima sui mercati, favorendo anche obbligazioni e azioni asiatiche. Il dollaro si stabilizza dopo essere scivolato sui minimi degli ultimi tre mesi. Il miglioramento del sentiment sostiene anche le Borse. L’indice MSCI Asia Pacific avanza del +1,6% e interrompe una serie di due sedute consecutive in calo. Salgono anche i futures sugli indici azionari statunitensi, mentre per le Borse europee si profila un’apertura negativa. In Asia guida il recupero il Kospi sudcoreano, in rialzo del +5,6%. SK Hynix balza del +13% dopo l’annuncio di un piano di riacquisto di azioni proprie, mentre Samsung Electronics guadagna oltre il +8%.
Indice dei contenuti
OBBLIGAZIONARIO USA
Il rendimento del Treasury trentennale scende di 1 punto base al 5,18%, dopo la flessione di 9 punti base registrata ieri. Un movimento analogo interessa il decennale benchmark, che arretra al 4,63% dopo avere perso 6 punti base nella seduta precedente. Ieri l’indice Bloomberg dedicato ai Treasury con scadenza pari o superiore a 20 anni aveva guadagnato il +1,7%, mettendo a segno il rialzo giornaliero più ampio da febbraio 2025.
Gli acquisti si estendono ai mercati obbligazionari di Giappone, Australia e Nuova Zelanda dopo l’annuncio del Tesoro statunitense, intenzionato almeno a raddoppiare l’entità dei riacquisti di obbligazioni. L’intervento punta a contenere i rendimenti dei titoli a lunga scadenza, saliti recentemente sui livelli più elevati degli ultimi decenni.
Negli ultimi giorni i mercati obbligazionari globali erano stati investiti dalle vendite, con gli investitori alla ricerca di una remunerazione maggiore per compensare i rischi legati all’inflazione e alla crescita del debito pubblico. Le tensioni in Medio Oriente hanno aggiunto nuove pressioni sui prezzi. A rendere più intenso il movimento ha contribuito anche l’aumento delle emissioni societarie destinate a finanziare il boom degli investimenti nell’intelligenza artificiale, con ripercussioni anche sui mercati azionari.
I rendimenti dei titoli di Stato a lunga scadenza hanno registrato forti rialzi a livello globale nel corso della settimana. Negli Stati Uniti, il trentennale ha raggiunto il livello più elevato dal 2007. L’asta del Treasury decennale della scorsa settimana ha comportato il costo di finanziamento più alto per questa scadenza dal 2007, mentre il collocamento del trentennale effettuato il giorno successivo si è concluso con il rendimento più elevato dal 2001.
Il Tesoro non ha precisato in che modo verranno finanziate le operazioni di riacquisto. Per le esigenze di finanziamento soggette a maggiori oscillazioni, l’amministrazione ricorre normalmente all’emissione di Treasury bill. Qualora le autorità stessero di fatto sostituendo debito a lunga scadenza con titoli a breve termine, l’operazione assumerebbe caratteristiche simili a una versione della cosiddetta “Operation Twist” della Federal Reserve.
PETROLIO
Il petrolio estende i rialzi per la quinta seduta consecutiva dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato un pacchetto di misure destinato a colpire duramente l’economia iraniana.
Il Brent si porta verso i 92 dollari al barile, dopo avere accumulato un progresso superiore al +5% nelle quattro sedute precedenti, mentre il West Texas Intermediate si mantiene in area 86 dollari. Trump, attraverso un messaggio pubblicato sui social media, ha descritto le nuove iniziative come una campagna di guerra economica e isolamento su una scala senza precedenti, definendola un “Economic D-Day” e chiedendo a tutti gli alleati di schierarsi al fianco degli Stati Uniti.
Secondo il presidente americano, qualsiasi Paese che permetta a istituzioni finanziarie, imprese, aeroporti o organismi governativi di fornire assistenza all’Iran andrebbe incontro a pesanti conseguenze economiche. Trump non ha fornito ulteriori dettagli sulle misure, indicando però la necessità di bloccare attività come il contrabbando, i trasferimenti di contante, le operazioni attraverso gli uffici di cambio e i registri navali.
Le quotazioni del greggio hanno registrato una forte accelerazione quest’anno dopo l’inizio del conflitto tra Washington e Teheran, con Stati Uniti e Iran impegnati in uno scontro che coinvolge anche il controllo dello Stretto di Hormuz. La nuova iniziativa dell’amministrazione americana per piegare l’Iran, anticipata la scorsa settimana dal segretario al Tesoro Scott Bessent, rischia di aumentare le tensioni con i Paesi che acquistano greggio iraniano, a partire dalla Cina, principale mercato di destinazione.
La Cina rappresenta il maggiore importatore di petrolio iraniano, anche se le statistiche doganali ufficiali non registrano arrivi dal 2022. Una quota consistente dei barili viene acquistata da raffinerie private, conosciute come teapots, attirate dagli sconti generalmente applicati al greggio iraniano a causa delle precedenti sanzioni imposte dagli Stati Uniti.
Nelle ultime settimane l’amministrazione Trump ha spostato la propria strategia dalle opzioni militari verso un aumento della pressione economica sull’Iran. L’obiettivo appare quello di riportare Teheran al tavolo delle trattative per arrivare a una conclusione definitiva della guerra, ottenere la fine del programma nucleare iraniano e rimuovere la stretta esercitata dalla Repubblica Islamica sullo Stretto di Hormuz.
Le forze statunitensi continuano a mantenere il blocco dei porti iraniani. Emergono allo stesso tempo segnali secondo cui parte del greggio prodotto da altri Paesi del Golfo Persico verrebbe trasportato attraverso Hormuz in maniera non apertamente dichiarata, nonostante le minacce alla navigazione. Mercoledì Trump ha affermato che attraverso lo Stretto sta transitando una grande quantità di petrolio.
Pur registrando un nuovo rialzo oggi, le quotazioni restano al di sotto dei massimi raggiunti nella prima parte della settimana. L’annuncio del nuovo pacchetto economico statunitense arriva un giorno dopo la decisione degli Emirati Arabi Uniti di interrompere tutti i rapporti economici con Teheran, in seguito all’accusa rivolta all’Iran di avere lanciato missili contro il territorio emiratino. Gli Emirati rappresentano un importante centro finanziario e commerciale per gli iraniani e la scelta è destinata ad accrescere l’isolamento della Repubblica Islamica.
Lo spread tra i due contratti Brent con scadenza più ravvicinata resta vicino a 2 dollari al barile in backwardation. Questa configurazione, generalmente considerata rialzista, si verifica quando il future con la scadenza più vicina viene scambiato a un prezzo superiore rispetto al contratto immediatamente successivo.
Un sostegno alle quotazioni è arrivato a metà settimana anche dai dati statunitensi. Secondo l’Energy Information Administration, l’attività delle raffinerie è salita sui livelli più elevati dal 2019, mentre le scorte nazionali di distillati, particolarmente osservate a causa delle condizioni tese del mercato del diesel, sono diminuite fino al minimo da oltre un mese. Queste indicazioni hanno contribuito a compensare l’aumento di 4,4 milioni di barili registrato la scorsa settimana dalle scorte di greggio.
ORO
L’oro conserva gran parte del forte rialzo registrato nella seduta precedente, il più ampio degli ultimi sei mesi, dopo la decisione inattesa del Tesoro statunitense di intervenire per contenere i costi di finanziamento sulle scadenze a lungo termine.
Le quotazioni si muovono in un intervallo ristretto intorno ai 4.500 dollari l’oncia, dopo il balzo superiore al +4% messo a segno il giorno precedente. Ieri il Tesoro Usa ha annunciato a sorpresa un potenziamento del programma di riacquisto dei titoli di Stato a lunga scadenza, segnalando l’intenzione di esercitare una pressione al ribasso sui costi di finanziamento dopo che i rendimenti avevano raggiunto i massimi degli ultimi decenni. Una diminuzione dei rendimenti aumenta l’attrattiva relativa dell’oro, che non corrisponde interessi.
Il dipartimento del Tesoro ha comunicato che almeno raddoppierà le dimensioni delle operazioni di buyback destinate a sostenere la liquidità sui titoli compresi tra le scadenze a 10 e 30 anni. A distanza di poche ore è arrivata anche la comunicazione secondo cui il debito pubblico complessivo degli Stati Uniti ha superato per la prima volta la soglia dei 40.000 miliardi di dollari.
L’iniziativa segnala un maggiore sostegno delle autorità al mercato dei Treasury e potrebbe favorire condizioni finanziarie meno restrittive, riducendo il costo opportunità legato al possesso dell’oro. Restano però presenti diversi elementi capaci di frenare la corsa delle quotazioni come le pressioni inflazionistiche generate dall’energia. Il petrolio mantiene i recenti guadagni mentre restano ridotte le possibilità di un accordo di pace tra Washington e Teheran sulla questione dello Stretto di Hormuz. A rendere più tese le condizioni in Medio Oriente contribuisce anche il confronto tra Emirati Arabi Uniti e Iran.
I verbali della riunione di luglio della Federal Reserve, pubblicati ieri sera, hanno mostrato che il numero dei funzionari favorevoli a un aumento dei tassi di interesse statunitensi era superiore ai tre membri che avevano formalmente espresso voto contrario alla decisione finale. Altri componenti hanno indicato la disponibilità a sostenere un rialzo qualora l’inflazione non mostrasse miglioramenti. Tassi più elevati rappresentano generalmente un elemento negativo per l’oro, poiché il metallo non offre alcun rendimento sotto forma di interessi.
Nelle ultime settimane le quotazioni dell’oro sono rimaste in larga parte al di sopra dell’importante soglia di supporto dei 4.000 dollari l’oncia. Gli acquisti durante le fasi di ribasso sono diventati progressivamente più consistenti dopo la caduta provocata dalla guerra, che a giugno aveva spinto il metallo in territorio di bear market. Nonostante il successivo recupero, l’oro quota ancora circa il -15% rispetto ai livelli precedenti lo scoppio del conflitto tra Stati Uniti e Iran alla fine di febbraio.
AZIONARIO
Ecco le principali notizie di oggi:
MONTE DEI PASCHI, BANCO BPM, INTESA SANPAOLO. Il consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi di Siena si riunisce per valutare le possibili strategie di difesa da adottare in risposta all’offerta presentata da Intesa Sanpaolo sull’istituto senese.
MARVELL TECHNOLOGY, ALPHABET. Marvell Technology ha raggiunto un accordo che riconosce a Google, controllata di Alphabet, il diritto di acquistare fino a 12,2 miliardi di dollari di azioni della società, in cambio dell’acquisto di chip.
ESTÉE LAUDER. I risultati hanno superato le attese e hanno interrotto una serie di tre esercizi consecutivi caratterizzati da una diminuzione dei ricavi annuali, fornendo un segnale di avanzamento del piano di rilancio del gruppo attivo nel settore della moda.
La Finestra sui Mercati
Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!
