Il punto di Antonio Tognoli

Rialzo per la BCE di 25 bp a luglio e ulteriori possibili aumenti a settembre, come atteso. A non piacere ai mercati รจ stata lโulteriore riduzione della crescita economica al 2,1% (dal 2,3%) nel 2023.
Prezzi al consumo USA YoY di maggio in uscita oggi alle 14:30 (stima 8,3%, invariato rispetto ad aprile) e fiducia dei consumatori dellโUniversitร del Michigan di giugno (stima 58,2 punti contro 58,4 di maggio). Tutto come nelle aspettative: rialzo storico per la BCE (รจ dal 2011 che non accadeva) di 25 bp il 21 luglio prossimo e ulteriori possibili aumenti a settembre, ampiamente annunciato e quindi atteso da mercati e fine degli acquisti netti dal primo di luglio. Inoltre รจ stato ribadito che alla scadenza dei titoli acquistati il programma App, la BCE continuerร ad investire integralmente il capitale per un periodo di tempo prolungato ben oltre la data in cui inizierร ad aumentare i tassi di interesse e in ogni caso per tutto il tempo necessario a mantenere condizioni di liquiditร in linea con lโorientamento della politica monetaria. Stesso discorso ma con una scadenza temporale al 2024 per il programma dโacquisto Pepp, gestendo comunque il roll-out al fine di evitare interferenze con lโorientamento della politica monetaria. In linea con lโimpegno del Consiglio direttivo a raggiungere lโobiettivo dโinflazione a medio termine del 2%, il Consiglio prevede ulteriori e graduali aumenti di tassi a partire da settembre che potrebbero anche essere di 50 bp. Fin qui, come dicevamo, tutto come le attese, segno tra lโaltro che la comunicazione funziona. Eโ stato previsto anche uno scudo antispread, ma solo parziale (qui la Lagarde non รจ stata molto chiara). Ma allora perchรฉ i mercati non lโhanno presa bene?
Quello che non รจ piaciuto ai mercati รจ stata lโulteriore riduzione della crescita economica al 2,1% (dal 2,3%) nel 2023. Lโattesa รจ compatibile con unโinflazione che nel 2022 si dovrebbe fermare al 6,8% per poi scendere al 3,5% nel 2023 (altrimenti non tornano i numeri). Siccome il nostro modello prevede che lโinflazione a fine 2023 sarร intorno al 4.7% circa, non siamo quindi dโaccordo con le previsioni della BCE. Il perdurare delle problematiche che hanno trasformato lโinflazione da temporanea a stabile continueranno infatti a far sentire i propri effetti per lโintero 2023 e parte del 2024: il 10,3% (11,5% le nostre stime) di inflazione in due anni (e quindi il 10,3% o lโ11,5% di potere dโacquisto piรน basso), secondo il nostro modello avrร un impatto maggiore sulla variazione del PIL, che potrebbe arrivare nellโintorno dello zero nel 2023 nello scenario peggiore. Eโ abbastanza singolare inoltre alzare i tassi e quindi ridurre la liquiditร del sistema e contemporaneamente acquistare titoli e dare liquiditร al sistema (sia pure per particolari motivazioni). Eโ come dire che potrebbe piovere ma potrebbe anche uscire il sole (esci con lโombrello o no). Quello che vedono i mercati รจ una BCE con le idee non proprio chiare. Spiegabile, รจ vero, in parte con le incertezze generali in uscita dalla pandemia amplificate dalla guerra. In parte.
Difficile dire se i mercati stanno esagerando. Quello che mi sento di affermare รจ che una diversificazione del portafoglio dovrebbe garantire nel lungo periodo rendimenti compatibili con i rischi attuali.
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