Il punto di Antonio Tognoli

Secondo Tognoli il picco dellโinflazione USA รจ stato sostanzialmente raggiunto, e il tasso di crescita potrebbe ridursi giร a partire dalla seconda metร dellโanno.
In Europa, Lagarde ha affermato che l'impegno per la stabilitร del prezzi รจ incrollabile e secondo il capo economista della Bce, Philip Lane, รจ altamente improbabile un rialzo dei tassi nel 2022.
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Gli Stati Uniti hanno bisogno di muoversi molto velocemente anche solo per stare fermi (J.F. Kennedy).
In uscita oggi alle 11:00 la produzione industriale Europea MoM di novembre (stima 0,3% contro 1,1% di ottobre), alle 14:30 i prezzi al consumo in USA YoY di dicembre (stima 7% contro 6,8% di novembre) e alle 16:30 le scorte di petrolio WoW. Inflazione USA attesa dunque in ulteriore rialzo al 7%. La vigorosa ripresa economica si รจ infatti portata dietro unโinattesa crescita dei prezzi che preoccupa non poco la FED e lโamministrazione USA, soprattutto perchรฉ sembra in grado di rimettere in moto la pericolosa spirale salari/prezzi: il tasso di disoccupazione รจ sceso a dicembre al 3,9% (vicino ai minimi), ma con un aumento di sole 199 mila unitร . In sintesi, la domanda di lavoro trova sempre meno offerta ai salari correnti. Quindi, un aumento dellโoccupazione puรฒ essere ottenuto solo a salari crescenti. Il punto da stabilire รจ crescenti quanto.
Crediamo tuttavia che il picco dellโinflazione sia stato sostanzialmente raggiunto, e che il tasso di crescita possa ridursi giร a partire dalla seconda metร dellโanno. Questo non significa che i prezzi scenderanno, ma che cresceranno meno. In altre parole, i prezzi rimarranno elevati andando ad erodere sempre di piรน il potere dโacquisto di famiglie ed imprese e annullando parzialmente i benefici della politica monetaria accomodante degli ultimi anni. Per gli USA il punto รจ proprio questo, la capacitร di spesa dei cittadini. Considerato che gli USA sono sostanzialmente indipendenti da un punto di vista energetico, grazie al gas e al petrolio di shale, lโinflazione non attacca tanto il costo delle materie prime quanto la spesa per beni o servizi. Nel corso del 2022 e maggiormente lโanno successivo, cominceranno ad essere visibili anche gli effetti degli stimoli fiscali messi a punto dalla Casa Bianca, tesi a far crescere gli stipendi, creare nuovi posti di lavoro e aumentare la domanda di beni e servizi, surriscaldando perรฒ i prezzi. Sicuramente la FED ha fatto i conti per capire la quantitร di moneta e la velocitร di circolazione corrette del sistema alla luce degli stimoli fiscali in arrivo, in modo da consentire una crescita sostenibile del PIL. Ma lโeconomia non รจ una scienza esatta e i comportamenti soggettivi potrebbero riservare sorprese.
Discorso diverso in Europa, dove sembra improbabile che la BCE segua la FED. La presidente ha infatti ribadito che alla luce dei dati valuta lโattuale picco di inflazione come transitorio per la nota trinitร : lโeffetto di confronto con il dato molto basso dellโanno precedente, i prezzi energetici piรน alti e i colli di bottiglia nella produzione. Le pressioni salariali sono ancora contenute e non intravediamo elevate aspettative di incremento. Un rialzo dei tassi nel 2022 รจ quindi da ritenersi al momento altamente improbabile.
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