Il punto di Antonio Tognoli

Anticipare i tempi di chiusura del tapering, e quindi alzare i tassi giร nel corso del primo semestre del 2022 sacrificando la crescita economica e lโoccupazione, oppure lasciare ancora ferma la scadenza di giugno in attesa di ulteriori dati, a beneficio della crescita e dellโoccupazione? ร questo il punto centrale della decisione della FED.
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l rischio deriva dal non sapere cosa stai facendo (W. Buffet).
In uscita oggi i prezzi alla produzione USA YoY di novembre (stima 9,2% contro 8,6% di ottobre). Gli occhi degli investitori sono puntati sulla due giorni della FED oggi e domani per capire quali saranno le prossime mosse. La scelta รจ quella tra anticipare i tempi di chiusura del tapering, originariamente fissata a fine giugno e quindi alzare i tassi giร nel corso del primo semestre del 2022 sacrificando la crescita economica e lโoccupazione, oppure lasciare ancora ferma la scadenza di giugno in attesa di ulteriori dati, a beneficio della crescita e dellโoccupazione.
Sulla decisione non crediamo che peseranno gli effetti economici della variante omicron che, secondo alcuni, potrebbe indurre la FED ad un nulla di fatto. Vedremo. Sta di fatto che il cambiamento della strategia di Powell ha destato qualche dubbio tra gli investitori che si chiedono se siano saltati i modelli previsionali dellโandamento dei prezzi al consumo o se invece la FED non stia diventando sempre piรน legata alla politica perdendo il suo carattere di indipendenza. Intanto i dati evidenziano un surriscaldamento dellโeconomia, forti pressioni inflazionistiche e una crescita economica sostenuta (anche se attesa in riduzione). La FED non puรฒ piรน perdere altro tempo con un atteggiamento morbido e deve dare un segnale forte che รจ pronta a tutto per combattere lโinflazione.
Le conseguenze della crescita dei prezzi
Lโelevata crescita dei prezzi รจ indubbio che abbia spaventato anche lโamministrazione Biden che, non dimentichiamolo, dovrร affrontare le elezioni di midterm nel novembre 2022, e non gradisce in alcun modo avere una economia con prezzi al consumo in forte crescita che vanno a colpire, come una tassa neanche tanto occulta, le famiglie meno abbienti. Nel breve periodo la FED ha tuttavia pochi strumenti per fronteggiare lโinflazione dovuta ai prezzi energetici e ai colli di bottiglia nel sistema di approvvigionamenti (in probabile ulteriore aumento a causa della nuova variante), ma puรฒ invece fare molto per ridurre le aspettative di inflazione di medio/lungo periodo.
Per fare questo รจ perรฒ necessario un deciso cambio di rotta nella politica monetaria. Lecito quindi aspettarsi che al prossimo meeting la riduzione degli acquisti di titoli governativi possa anche essere maggiore di quello che si aspettano i mercati proprio per dare un segnale forte e abbassare le aspettative di inflazione di medio termine. Un cambio radicale della politica monetaria che aumenta i dubbi sulle dichiarazioni troppo soft e dovish degli scorsi mesi. Possibile quindi che la FED possa decidere di raddoppiare o triplicare la velocitร del tapering, tagliano gli acquisti di 30/45 miliardi di dollari al mese (dai 15 miliardi attuali), terminando il processo nei primi mesi del 2022 ed avere cosรฌ le mani libere per un rialzo dei tassi. Se necessario.
Il futuro del mercato azionario
Che succede al mercato azionario se questo scenario dovesse essere confermato? Nel 2022, pur in presenza di un possibile aumento dei tassi nominali e di una riduzione dellโinflazione, i tassi reali dovrebbero rimanere ancora negativi (ma meno che nel 2021) e questo favorirebbe il mercato azionario, anche se ci aspettiamo una minore spinta rispetto al 2021. Nella fase di transizione vediamo perรฒ un aumento delle volatilitร . Diversamente dal 2021, crediamo che la scelta premiante sarร quella di un approccio bottom up, piuttosto che top down.
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