Il punto sul mercato di Antonio Tognoli

Secondo Tognoli unโinvasione russa su larga scala non รจ lo scenario principale e non รจ nemmeno lโopzione preferita da Putin: avrebbe poco o niente da guadagnare, ma molto di piรน da perdere. Su un orizzonte di breve termine, l'analista non vede al momento alcuna ragione per cambiare la valutazione per i mercati finanziari. A meno che non si sviluppi un conflitto militare globale, Tognoli ritiene che lโimpatto di un confronto militare tra Russia e Ucraina colpirร principalmente le economie e i mercati finanziari della Russia, dellโEuropa orientale e dellโEuropa in generale.
Dati importanti e sensibili per i mercati in uscita oggi. Si inizia alle 11:00 con lโindice ZEW di febbraio (stima 53,5 punti contro 51,7 punti di gennaio), sempre alle 11:00 il PIL YoY e QoQ Europeo del 4 trimestre USA (stima 4,6% contro 3,9% del trimestre precedente e 0,3% contro 2,2% rispettivamente) e alle 14:30 i prezzi alla produzione MoM di gennaio in USA (stima 0,6% contro 0,2% di dicembre).
A tenere banco in questi giorni sui mercati finanziari รจ lโescalation dei rapporti tra USA e Russia sullโUcraina. Le diplomazie sono al lavoro, ma ovviamente resta da capire quanto sia forte lโinteresse degli USA verso un compromesso, visto che la loro economia difficilmente sarebbe direttamente colpita da una escalation. Nessuno al momento รจ in grado di prevedere quali opzioni Mosca stia considerando e quale possa essere la probabilitร di realizzazione di ciascuna. Sono convinto che unโinvasione russa su larga scala non sia lo scenario principale e che non sia nemmeno lโopzione preferita da Putin: avrebbe poco o niente da guadagnare, ma molto di piรน da perdere. Ad oggi le opzioni piรน probabili sembrano essere:
- quella di un compromesso di qualche tipo con successiva de-escalation;
- un intervento russo molto limitato.
In questโultimo caso, lโEuropa reagirร con nuove, drastiche sanzioni ma probabilmente non ne imporrร lโintera gamma per mantenere aperta lโopzione negoziale. Chiaro che i passi concreti nella direzione di nuove sanzioni dipenderanno dalle azioni concrete di Mosca. Di conseguenza, qualsiasi previsione per i mercati finanziari che tenga conto delle mosse di Washington e di Mosca รจ oggettivamente difficile. Posizionarsi per lo scenario peggiore ha infatti poco senso al momento e posizionarsi in anticipo di fronte a tutte le sanzioni, misure e scenari concepibili รจ ovviamente impossibile.
Su un orizzonte di breve termine, non vediamo tuttavia al momento alcuna ragione per cambiare la nostra valutazione per i mercati finanziari. A meno che non si sviluppi un conflitto militare globale, credo che lโimpatto di un confronto militare tra Russia e Ucraina colpirร principalmente le economie e i mercati finanziari della Russia, dellโEuropa orientale e dellโEuropa in generale. Le conseguenze dirette per le altre economie e mercati finanziari, si manifesteranno probabilmente attraverso un ulteriore rialzo dei prezzi dellโenergia (ricordiamo che gli USA sono indipendenti da un punto di vista energetico). Per quanto riguarda lโEuropa, va detto che lโincidenza della Russia nellโimport Europeo di fonti energetiche fossili nel 2021 รจ stata pari al 28% per un controvalore di 56 miliardi di euro. Circa 39 miliardi di questi sono relativi al petrolio (la Russia รจ il primo partner commerciale dellโUE), 13 miliardi vengono dal gas naturale e circa 4 miliardi dal carbone.
Nellโipotesi di un qualche intervento militare russo in Ucraina, il prezzo del petrolio probabilmente tenderร a crescere ulteriormente, ma non รจ chiaro quanto rischio stia scontando ai prezzi attuali. Non mi aspetto perรฒ che la Russia riduca drasticamente le proprie esportazioni energetiche, anche perchรฉ una riduzione del petrolio russo sul mercato potrebbe facilmente essere colmata dalle capacitร supplementari dei paesi OPEC (Arabia Saudita in testa). Piรน complicata sarebbe invece la fornitura di gas naturale in Europa, il cui prezzo potrebbe aumentare ulteriormente, anche se Mosca ha finora sempre negato di voler risolvere il conflitto a questo livello e inoltre un premio di rischio รจ giร incluso nei prezzi attuali.
Il sentiment dei mercati, giร di per se poco positivo per via dellโaumento atteso dei tassi USA, si complica ulteriormente e nemmeno i buoni risultati aziendali sembrano essere considerati. Molti degli indicatori di mercato di trend following sono diventati negativi e si avverte un aumentato stress sul mercato. La stabilizzazione del quadro tecnico richiederร del tempo. Non prevediamo tuttavia un grande crollo del mercato al momento, ma un ulteriore forte aumento della volatilitร .
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