Il punto sul mercato di Antonio Tognoli

15/02/2022 07:15
Il punto sul mercato di Antonio Tognoli

Secondo Tognoli unโ€™invasione russa su larga scala non รจ lo scenario principale e non รจ nemmeno lโ€™opzione preferita da Putin: avrebbe poco o niente da guadagnare, ma molto di piรน da perdere. Su un orizzonte di breve termine, l'analista non vede al momento alcuna ragione per cambiare la valutazione per i mercati finanziari. A meno che non si sviluppi un conflitto militare globale, Tognoli ritiene che lโ€™impatto di un confronto militare tra Russia e Ucraina colpirร  principalmente le economie e i mercati finanziari della Russia, dellโ€™Europa orientale e dellโ€™Europa in generale.

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Dati importanti e sensibili per i mercati in uscita oggi. Si inizia alle 11:00 con lโ€™indice ZEW di febbraio (stima 53,5 punti contro 51,7 punti di gennaio), sempre alle 11:00 il PIL YoY e QoQ Europeo del 4 trimestre USA (stima 4,6% contro 3,9% del trimestre precedente e 0,3% contro 2,2% rispettivamente) e alle 14:30 i prezzi alla produzione MoM di gennaio in USA (stima 0,6% contro 0,2% di dicembre).

A tenere banco in questi giorni sui mercati finanziari รจ lโ€™escalation dei rapporti tra USA e Russia sullโ€™Ucraina. Le diplomazie sono al lavoro, ma ovviamente resta da capire quanto sia forte lโ€™interesse degli USA verso un compromesso, visto che la loro economia difficilmente sarebbe direttamente colpita da una escalation. Nessuno al momento รจ in grado di prevedere quali opzioni Mosca stia considerando e quale possa essere la probabilitร  di realizzazione di ciascuna. Sono convinto che unโ€™invasione russa su larga scala non sia lo scenario principale e che non sia nemmeno lโ€™opzione preferita da Putin: avrebbe poco o niente da guadagnare, ma molto di piรน da perdere. Ad oggi le opzioni piรน probabili sembrano essere:

  1. quella di un compromesso di qualche tipo con successiva de-escalation;
  2. un intervento russo molto limitato.

In questโ€™ultimo caso, lโ€™Europa reagirร  con nuove, drastiche sanzioni ma probabilmente non ne imporrร  lโ€™intera gamma per mantenere aperta lโ€™opzione negoziale. Chiaro che i passi concreti nella direzione di nuove sanzioni dipenderanno dalle azioni concrete di Mosca. Di conseguenza, qualsiasi previsione per i mercati finanziari che tenga conto delle mosse di Washington e di Mosca รจ oggettivamente difficile. Posizionarsi per lo scenario peggiore ha infatti poco senso al momento e posizionarsi in anticipo di fronte a tutte le sanzioni, misure e scenari concepibili รจ ovviamente impossibile.

Su un orizzonte di breve termine, non vediamo tuttavia al momento alcuna ragione per cambiare la nostra valutazione per i mercati finanziari. A meno che non si sviluppi un conflitto militare globale, credo che lโ€™impatto di un confronto militare tra Russia e Ucraina colpirร  principalmente le economie e i mercati finanziari della Russia, dellโ€™Europa orientale e dellโ€™Europa in generale. Le conseguenze dirette per le altre economie e mercati finanziari, si manifesteranno probabilmente attraverso un ulteriore rialzo dei prezzi dellโ€™energia (ricordiamo che gli USA sono indipendenti da un punto di vista energetico). Per quanto riguarda lโ€™Europa, va detto che lโ€™incidenza della Russia nellโ€™import Europeo di fonti energetiche fossili nel 2021 รจ stata pari al 28% per un controvalore di 56 miliardi di euro. Circa 39 miliardi di questi sono relativi al petrolio (la Russia รจ il primo partner commerciale dellโ€™UE), 13 miliardi vengono dal gas naturale e circa 4 miliardi dal carbone.

Nellโ€™ipotesi di un qualche intervento militare russo in Ucraina, il prezzo del petrolio probabilmente tenderร  a crescere ulteriormente, ma non รจ chiaro quanto rischio stia scontando ai prezzi attuali. Non mi aspetto perรฒ che la Russia riduca drasticamente le proprie esportazioni energetiche, anche perchรฉ una riduzione del petrolio russo sul mercato potrebbe facilmente essere colmata dalle capacitร  supplementari dei paesi OPEC (Arabia Saudita in testa). Piรน complicata sarebbe invece la fornitura di gas naturale in Europa, il cui prezzo potrebbe aumentare ulteriormente, anche se Mosca ha finora sempre negato di voler risolvere il conflitto a questo livello e inoltre un premio di rischio รจ giร  incluso nei prezzi attuali.

Il sentiment dei mercati, giร  di per se poco positivo per via dellโ€™aumento atteso dei tassi USA, si complica ulteriormente e nemmeno i buoni risultati aziendali sembrano essere considerati. Molti degli indicatori di mercato di trend following sono diventati negativi e si avverte un aumentato stress sul mercato. La stabilizzazione del quadro tecnico richiederร  del tempo. Non prevediamo tuttavia un grande crollo del mercato al momento, ma un ulteriore forte aumento della volatilitร .

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