Il punto di Antonio Tognoli

Nelle ultime settimane la curva dei rendimenti USA si sta appiattendo e segnala che gli operatori del mercato si attendono un rallentamento economico che potrebbe avere come risvolto negativo la temuta stagflazione.
Giornata di dati importanti per i mercati. Si inizia alle 11:00 con la produzione industriale MoM di dicembre Europea (stima 0,3% contro 2,3% di novembre), alle 14:30 le vendite al dettaglio USA di gennaio MoM (stima 1,8% contro -1,9% di dicembre), alle 15:15 la produzione industriale USA di gennaio MoM (stima 0,4% contro -0,1% di gennaio).
Nelle ultime settimane la curva dei rendimenti USA si sta appiattendo e segnala che gli operatori del mercato si attendono un rallentamento economico che potrebbe avere come risvolto negativo la stagflazione. Del resto, i dati parlano chiaro. Lโinflazione al 7,5% (la piรน alta degli ultimi 40 anni) e un PIL annualizzato al 2% (con le stime in costante riduzione per via dellโaumento dei tassi), sembrano indicare che stiamo lentamente scivolando verso la temuta stagflazione. La lotta alla stagflazione รจ particolarmente complessa, in quanto per diminuire la spinta inflazionistica leย banche centraliย dovrebbero ridurre laย massa di monetaย circolante (alzando i tassi) e per questa via contenere la domanda di beni e servizi. La diminuzione della domanda causata da una riduzione della massa monetaria non favorisce la crescita economica e quindi la diminuzione della disoccupazione, entrambi obiettivi della FED. Lโinflazione รจ lโinizio della spirale salari/prezzi. Negli anni 70/80 questa tendenza fu stroncata dalla delocalizzazione che ha fortemente ridotto la possibilitร di contrattare eventuali aumenti salariali riportando in equilibrio il mercato del lavoro, stroncando un ulteriore peggioramento dellโinflazione. Oggi le leve usate negli anni 70/80 non sono praticabili e la politica monetaria restrittiva risulta sempre meno efficace. Occorre muovere le leve della politica fiscale, riducendo la spesa corrente e la pressione fiscale, unici strumenti efficaci per stimolare i consumi e per questa via la domanda aggregata di beni e servizi. La crescita economica che ne consegue renderebbe possibile una ripresa dellโoccupazione. Alle Banche Centrali spetta il compito diย fine tuning, ovvero di equilibrare con la maggiore precisione possibile, la liquiditร immessa nel sistema, in particolare attraverso una migliore allocazione della massa monetaria che accompagni la ripresa dellโeconomia.
La lotta alla stagflazione comporta un aumento dei tassi che sui mercati azionari significa un aumento del premio per il rischio richiesto dagli investitori. Il maggiore rendimento indotto si puรฒ verificare solamente comprando a prezzi piรน bassi, che quindi scendono fino a quando il rendimento desiderato non รจ compatibile con il maggior rischio sopportato. I mercati azionari sono dunque interessati allโinflazione nella misura in cui le banche centrali muovono i tassi. Se questi rimangono fermi รจ come se lโinflazione non esistesse, ma se si muovono allora i prezzi si devono adeguare alle mutate condizioni di rischio.
Occorre perรฒ capire se i tassi reali continueranno ad essere negativi e soprattutto in che misura si muoveranno verso lo zero. Se lโavvicinamento allo zero sarร graduale, allora lโeffetto della crescita dei tassi reali sarร poco percepita dai mercati che continueranno a performare positivamente. Come abbiamo avuto modo di dire piรน volte, la spinta sarร perรฒ meno forte e la volatilitร piรน alta che negli ultimi 12 mesi. Il rischio rimane quello che la FED si spaventi troppo dellโinflazione e aumenti i tassi di interesse nel momento in cui lโeconomia comincia gradualmente a rallentare verso il suo potenziale. La FED ha quindi di fronte un bel rebus che รจ chiamata a risolvere entro il prossimo meeting, previsto per il 16 marzo. Intanto ci aspetta un aumento della volatilitร , come abbiamo avuto modo di sperimentare negli ultimi giorni.
La strategia da seguire in questi casi รจ quella di comprare volatilitร , acquistando/vendendo opzioni call/put allo scopo di โcoprireโ il portafoglio dalle forti oscillazioni dei prezzi.
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