Il punto di Antonio Tognoli

Secondo Tognoli, finchรฉ Russia e Ucraina non arriveranno ad un accordo, i mercati continueranno ad essere guidati dalla volatilitร . In questo contesto meglio puntare su settori piรน difensivi (salute, immobiliare e utility) con una maggiore resilienza. Anche se tendiamo ad escludere una grande crisi energetica a lungo termine in Europa, le utility saranno sostenute da un rinnovato interesse degli investitori per le rinnovabili.
Nessun dato significativo per i mercati in uscita oggi. Di solito, comprare durante i ribassi si rivela una buona strategia. E questo รจ stato tanto piรน vero nellโultimo decennio, dove perรฒ il mondo รจ stato caratterizzato da una bassa inflazione e tassi reali negativi che ha dato modo alla banche centrali di correggere velocemente le deviazioni congiunturali dagli obiettivi di medio periodo, favorendo per questa via il mercato azionario. Il mondo รจ perรฒ cambiato e lโinflazione da problema economico รจ diventato un problema politico, visto che riduce il potere dโacquisto dei salari. Eโ quindi lecito attendersi che lโazione delle banche centrali sarร quindi sempre piรน concentrata a contenere lโaumento dei prezzi, piuttosto che stimolare la crescita economica e favorire il mercato azionario.
Non si sono ancora fatti i conti di quanto costa al mondo in termini economici questa guerra, visto che non รจ ancora finita. Ma di certo non sarร poco. Il nodo delle banche centrali รจ venuto al pettine: alzare i tassi e combattere lโinflazione a discapito della crescita, oppure ritardare quanto piรน possibile lโaumento dei tassi aspettando una situazione piรน distesa, ma con il rischio che lโinflazione prenda piede e accenda la spirale salari / prezzi, poi difficile da spegnere. Come argomentavamo ieri, le indicazioni dei singoli governatori della FED puntavano ad un tasso mediano compreso tra lโ1,75 e il 2%, pari ad altri sei rialzi questโanno, ovvero un rialzo da 25 bp in ciascuna delle prossime riunioni. Lโincertezza circa la durata del conflitto potrebbe tuttavia mettere in discussione le attese.
Per quanto riguarda gli investimenti, siamo convinti che fintanto che non si arriverร ad un accordo, i mercati continueranno ad essere guidati dalla volatilitร . Meglio quindi puntare sui settori piรน difensivi (salute, immobiliare e utility) che hanno evidenziato una maggiore resilienza. Nonostante tendiamo ad escludere una grande crisi energetica a lungo termine in Europa (la piรน esposta ai prezzi dellโenergia), ci aspettiamo che le utility in particolare possano essere sostenute da un rinnovato interesse degli investitori per le energie rinnovabili. La guerra tuttavia andrร a stimolare anche la crescita di altri settori, come per esempio quello delle infrastrutture, della sicurezza informatica e delle spese militari: la Germania per esempio, con una decisione storica, in quattro giorni ha concesso 100 miliardi di euro allโesercito, riconoscendo come la spesa militare fosse insufficiente.
Ma vediamo anche lโaltro fronte. Ovvero quanto sono direttamente esposti i fondi Europei alla Russia. Secondo i dati di Morningstar Direct, al 31 gennaio 2022, le azioni Russe rappresentavano lo 0,27% degli assets (fondi e ETF), ovvero 32,8 miliardi di euro. Impatto quindi molto limitato.
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