Il punto di Antonio Tognoli

02/02/2022 06:00
Il punto di Antonio Tognoli

Lโ€™economia italiana รจ cresciuta del 6,5% nel 2021, la crescita piรน alta dal 1976. Ma i numeri della ripresa del 2021 non dicono perรฒ tutto e la realtร  appare meno esaltante.

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Prezzi al consumo YoY di gennaio in Europa in uscita oggi alle 11:00 (stima 4,3% contro 5% di dicembre) e occupati ADP di gennaio in USA (stima 208k unitร  contro 807k di dicembre). Dopo aver discusso dellโ€™economia USA e di quella Europea, cerchiamo di capire lโ€™andamento di quella Italiana. Il 2021 si รจ chiuso in modo molto positivo con il PIL cresciuto del 6,5% (dodici mesi fa stimavamo il 4,5% e sembrava giร  un obiettivo ambizioso). Lโ€™aumento รจ stato determinato in larga parte dalla domanda interna (+6% circa), cui ha fatto seguito anche un aumento di quella estera netta (+0,4% circa) e quella degli investimenti (+16% circa). Le stime degli analisti indicano che entro la prima parte dellโ€™anno il PIL Italiano dovrebbe aver cancellato le perdite dovute alla pandemia, portandosi al di sopra dei livelli del 2019, mentre il PIL รจ stimato crescere in un range tra il 3,5% e il 4%.

I numeri della ripresa del 2021 non dicono perรฒ tutto e la realtร  appare meno esaltante. Alla fine del 2021 il PIL era di circa 3 punti percentuali inferiore a quello del 2019 che a sua volta risultava circa 4 punti percentuali inferiore a quello del 2007. In altre parole, possiamo dire che siamo il 7% circa meno ricchi di 15 anni fa.

Ma guardiamo al futuro. Con il petrolio tornato abbondantemente sopra gli 80 dollari al barile, lโ€™inflazione dellโ€™Eurozona al 5% (la piรน elevata da quando esiste la moneta unica) e una crisi geopolitica alle porte che potrebbe essere la miccia per nuovi aumenti del prezzo dellโ€™energia, i consumi (soprattutto di beni durevoli) e gli investimenti, potrebbero fornire sempre meno sostegno alla domanda aggregata e quindi al PIL. Dulcis in fundo, non dimentichiamoci della nostra palla al piede: il debito pubblico che prima o poi qualcuno dovrร  pagare e che con i tassi di interesse previsti al rialzo nel 2023, costerร  di piรน alle casse dello Stato. La ripresa economica rischia quindi di farsi molto piรน debole del previsto e con un debito / PIL che fatica a scendere per effetto di un deficit che lo alimenta.

Il rovescio positivo della medaglia riguarda gli aiuti economici pari a โ‚ฌ 235 mln di euro destinati allโ€™Italia e ai conseguenti investimenti previsti dal PNRR. Entro il 30 giugno il Governo dovrร  aver centrato 45 obiettivi per poter incassare la seconda rata di prestiti pari a 24,4 mln di euro (la prima di 21,5 miliardi รจ stata chiesta alla UE i primi giorni di gennaio). Il Consiglio dei Ministri in programma per oggi รจ proprio dedicato ad una puntuale ricognizione della situazione relativa ai principali obiettivi del primo semestre dellโ€™anno (se gli obiettivi non vengono centrati, i fondi non arrivano). Il PNRR prevede sei โ€œmissioniโ€. Alla prima, digitalizzazione e innovazione destina 49,8 miliardi, alla rivoluzione verde e transizione ecologia 69,9 miliardi, alle infrastrutture 31,5 miliardi, allโ€™istruzione e ricerca, 33,8 miliardi, alla inclusione e coesione 29,8 miliardi e infine alla salute 20,2 miliardi. Il PNRR non รจ un banale programma di tradizionali investimenti ma รจ pensato come un vero e proprio progetto economico di trasformazione della nostra economia, nel quale le risorse sono accompagnate dalle riforme necessarie per superare le strutturali debolezze che per lungo tempo hanno limitato la crescita, determinato bassi livelli di occupazione e frenato lo sviluppo degli investimenti pubblici e privati negli scorsi decenni.

Secondo le nostre stime, grazie al PNRR nel 2026/27 il PIL sarร  piรน alto di circa 3,6 punti percentuali e lโ€™occupazione di 3,2 punti percentuali rispetto allo scenario base. Le nostre stime ipotizzano ovviamente unโ€™elevata efficienza degli investimenti pubblici ma non quantificano lโ€™ulteriore impulso che potrร  derivare dalle riforme mirate a migliorare la competitivitร  della nostra economia.

Eโ€™ quindi facile capire che le aziende che vedranno aumentare i propri profitti saranno quelle che operano nei settori indicati dal PNRR.

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