Il punto sul mercato di Antonio Tognoli

LโItalia nel 2022 dovrร rispettare 100 condizioni, di cui 83 traguardi qualitativi e 17 obiettivi. Tra le principali condizioni vi sono lโapprovazione del nuovo codice dei contratti pubblici, il passaggio parlamentare della legge sulla concorrenza e la riforma dellโistruzione primaria e secondaria.
Nessun dato significativo per i mercati in uscita oggi. Quali sono le sfide che attendono il nostro Paese nei prossimi mesi? Fra tutte lโaggiustamento dei conti pubblici. Negli ultimi due anni lo scostamento di bilancio complessivo รจ stato pari a circa 185 miliardi di euro. Nel 2022, secondo le stime del Governo, il rapporto deficit/pil dovrebbe ridursi al 5,6% (dal 9,4% del 2021) e arrivare al 3,9% nel 2023. Lo scoppio della guerra e tutti i problemi economici che questa si porterร dietro (non siamo infatti ancora arrivati al cessate il fuoco) potrebbero tuttavia ritardare il rientro del deficit, anche alla luce della risalita dei tassi di interesse e della pressione politica sulla spesa pubblica (come si รจ visto nellโultima legge di Bilancio). I settori in crisi, se gli effetti della guerra dovessero farsi ancora piรน forti, potrebbero infatti portare ad un rallentamento economico generale maggiore del previsto, e necessiterebbero di nuove risorse da reperire con un ulteriore scostamento di bilancio (al momento sotto la valutazione dellโesecutivo) che abbiamo stimato in circa 30 miliardi (circa un punto e mezzo di Pil). Da non sottovalutare inoltre la questione demografica che sta diventando una delle variabili economiche di maggior peso, ancor di piรน per lโItalia, che potrebbe avere nel medio periodo un impatto sullโofferta di lavoro.
In positivo abbiamo che dopo lโanticipo di 25 miliardi nellโagosto dello scorso anno, il 2022 prevede il versamento di due rate, per un totale da 40 miliardi, per il Recovery Plan, ovviamente legati al rispetto da parte dellโItalia di 100 condizioni (83 quantitative e 17 qualitative) delle quali a giugno ci sarร la prima verifica. Secondo lโOsservatorio dellโUniversitร Cattolica di Milano guidato da Carlo Cottarelli, le principali riforme che dovranno essere varate entro giugno dallโItalia saranno lโavvio del nuovo Codice dei contratti pubblici e degli appalti, le disposizioni per combattere lโevasione fiscale e la pianificazione della spending review. Entro fine anno invece dovranno essere assegnati i lavori per lโalta-velocitร sulle tratte Napoli-Bari e Palermo-Catania e dovrร arrivare lโapprovazione della legge sulla concorrenza e che riguarderร le concessioni per rifiuti, trasporti locali e distribuzione del gas. Per 23 delle 100 condizioni del 2022, nota lโOsservatorio, sarร cruciale il ruolo del Parlamento. Fondamentali per lo sviluppo del Paese sono quindi gli investimenti del PNRR. Rispetto allo scenario base nel 2023 per esempio, il PIL รจ atteso crescere del 3% in piรน mentre lโoccupazione del 3,2% in piรน. E cosรฌ anche per gli anni dal 2024 al 2026. Giร da questi due semplici dati si percepisce il cambiamento del paradigma economico Italiano nei prossimi anni e perchรฉ il PNRR potrebbe essere definito il new deal.
Con lo scenario sopra delineato, riteniamo che i settori da privilegiare siano tutti quelli interessati dal PNRR. In particolare quelle imprese che operano nel settore della digitalizzazione di prodotto e di processo, della cyber security, della trasmissione di dati su rete fissa o mobile. Ma anche tutte le imprese avamposto della rivoluzione verde, da quelle locali a quelli nazionali, senza dimenticare tutte quelle che operano nel settore delle infrastrutture e della salute. La crescita delle imprese nazionali che operano in questi settori, dovrebbe in seguito anche fare da volano per la loro ulteriore espansione internazionale, a beneficio della redditivitร .
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