Il punto di Antonio Tognoli

Per Tognoli รจ chiaro che la Fed si muove sul filo del rasoio: se agisce con troppo anticipo rischia di frenare la crescita e alimentare la volatilitร dei mercati, mentre se agisce troppo in ritardo rischia di innescare una pericolosa spirale inflazionistica, a cominciare da quella del lavoro.
Prezzi al consumo Europei di gennaio in uscita oggi alle 11:00 (stima 5,1% contro 5,0% di dicembre). Che la FED si muova sul filo del rasoio, credo che ormai sia sotto gli occhi di tutti: se agisce con troppo anticipo rischia di frenare la crescita e alimentare la volatilitร dei mercati, mentre se agisce troppo in ritardo rischia di innescare una pericolosa spirale inflazionistica, a cominciare da quella del lavoro. Questโultimo evidenzia un andamento in linea con la piena occupazione e rende la domanda strutturalmente superiore allโofferta, che significa lโavvio di pressioni salariali. La crescita della partecipazione alla forza lavoro potrebbe influire positivamente, ma i recenti cambiamenti sembrano tuttavia strutturali e una rapida inversione di rotta appare al momento improbabile.
Come sappiamo, i sei obiettivi della FED sono il mantenimento di una elevata occupazione, la stabilitร dei prezzi, un tasso sostenuto dellโattivitร economica, la stabilitร del sistema finanziario, la riduzione della volatilitร dei tassi di interesse a lungo termine e la stabilitร del mercato valutario. Non รจ impresa facile raggiungerli contemporaneamente, soprattutto con la situazione geo-politica attuale. Chiaro quindi il riferimento allโestrema flessibilitร piรน volte ricordata da Powell.
Mettendo insieme i pezzi del puzzle, il nostro modello prevede un aumento di 0,25 bp dei tassi a marzo e maggio, lโavvio del ridimensionamento di bilancio allโinizio dellโestate e altri due aumenti dei tassi nel secondo semestre dellโanno. Non escludo tuttavia che dati peggiori delle aspettative possano far propendere la FED per un ulteriore rialzo. Nel breve periodo, appare improbabile che la FED cambi rotta e torni ad allentare la politica monetaria (occorrerebbe un sell-off azionario o un rallentamento della crescita superiori a quelli verificatisi nei cicli precedenti).
La difficoltร di previsione dipende dal contesto macroeconomico attuale, completamente diverso dai sei cicli storici che hanno preceduto lโinasprimento dei tassi. Ci sono infatti alcuni aspetti che balzano subito allโocchio:
- lโinflazione e le attese inflazionistiche appaiono molto piรน alte rispetto ai cicli precedenti. Inoltre gli indicatori del mercato del lavoro, tra cui crescita salariale e il gap in termini di occupazione, suggeriscono che ci troviamo intorno alla metร del ciclo, con possibilitร quindi di ulteriori rialzi del costo del lavoro. Infine, le stime dellโoutput gap sono positive, a riprova che la crescita del PIL ha superato le previsioni;
- I tassi nominali e reali sono piรน bassi. Lโinclinazione delle curve dei rendimenti appare nella media, anche se al momento sono molto meno ripide di quanto non fossero allโinizio dei due cicli precedenti;
- Le valutazioni degli assets rischiosi appaiono elevate, ma allo stesso tempo gli indicatori delle condizioni finanziarie evidenziano un quadro ancora espansivo e accomodante. Al momento il premio per il rischio implicito del mercato azionario รจ in linea con le medie storiche, ma รจ chiaro che rendimenti reali meno negativi comportino un rialzo del rischio che deve trovare un punto di equilibrio con un maggior rendimento. Infine, i livelli di indebitamento e capitalizzazione del mercato azionario rispetto al PIL sono ai massimi storici.
Lโattuale contesto macroeconomico presenta alcune criticitร uniche e mai sperimentate in passato. Le valutazioni onerose accrescono inoltre la vulnerabilitร delle azioni a una correzione, oltre al fatto che i volumi dei titoli rischiosi nellโeconomia sono elevati rispetto alla media storica (sempre sulla base della capitalizzazione rispetto al PIL). In altre parole, questa situazione rende i prezzi degli assets rischiosi e la crescita economica piรน sensibili ad un inasprimento dei tassi di interesse, rispetto ai sei cicli di rialzo precedenti. Motivo questo che ci porta a sostenere che la FED si muova sul filo del rasoio. Malgrado il minore ottimismo, guardiamo ancora con favore allโazionario nel complesso cercando di trarre vantaggio dalla volatilitร del mercato (mercati in movimento creano opportunitร di investimento).
Per quanto riguarda il reddito fisso, riteniamo corretta unโesposizione prudente alla duration monitorando le variazione dei tassi in modo da accrescere opportunamente e almeno in parte la duration del portafoglio. Giudizio positivo sul dollaro USA rispetto alle principali valute, alla luce delle prospettive di crescita relativa e dei differenziali di tasso di interesse.
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