Il punto di Antonio Tognoli

In passato i governi raramente si sono affidati alla teoria comportamentale per impostare lโattivitร regolatoria. Il lavoro di Thaler avvicina le scienze economiche e la finanza, che spesso per mancanza di educazione finanziaria avvertiamo distanti, alla comprensione dei fenomeni che sottendono ai bisogni di tutti i giorni.
Anche oggi nessun dato significativo per il mercato. Mai come in momenti come lโattuale, la comprensione del comportamento degli attori del mercato diventa strategica. Ci sono diversi indicatori che tentano di prevedere le intenzioni di investimento e che svolgono un ruolo di base nellโattivitร economica complessiva. Tutti gli indicatori fanno riferimento alla teoria comportamentale (vedi R. Thaler e C. Sunstein), piuttosto che alle teorie economiche classiche. La differenza principale tra i due approcci รจ che secondo Thaler lโessere umano non ha una conoscenza perfetta del mondo intorno a sรฉ, non possiede una forza di volontร ferrea e quando prende decisioni tiene anche conto delle considerazioni altrui e di fattori etici. Alla base delle teoria comportamentale cโรจ il fatto che gli esseri umani sbagliano cosรฌ di frequente che รจ possibileย prevederne gli errori e costruire modelli di comportamento alternativi a quelli dellโeconomia classica.
Un esempio per capirci: gli esseri umani tendono a concentrarsi sullโimpatto di una singola decisione anzichรฉ valutare il quadro complessivo e molti attribuiscono un valore diverso a un bene a seconda che lo possiedano o no. Queste sono il complesso di quelle che Thaler chiamaย โlimitazioni cognitiveโ, che devono essere considerate nei contesti decisionali, soprattutto di politica economica. Ed รจ proprio quello che hanno fatto diversi governi, inclusa la Casa Bianca, facendo proprie le teorie dellโeconomista di Chicago. Eโ stato Thaler a scoprire il meccanismo della โmental accountingโ. Secondo la finanza convenzionale infatti, il denaro รจ fungibile e quindi se per esempio trovo 100 euro a terra li spenderรฒ allo stesso modo di come spendo i soldi in busta paga. Ma Thaler ha verificato che non รจ cosรฌ:ย nella nostra mente esisterebbero โcassettiโ separati in cui sistemare il denaro a seconda della provenienza e della destinazione. E ancora, il concetto di โnudgeโ (la spinta gentile), secondo la quale non รจ vero che le persone, anche quando hanno accesso allโinformazione necessaria, decidano sempre nel modo per loro piรน conveniente:ย le decisioni sono spesso influenzate dal contesto nel quale vengono prese.
In passato i governi raramente si sono affidati alle scienze del comportamento per impostare lโattivitร regolatoria. Questo รจ sempre stato il dominio del diritto con forti collaborazioni da parte dellโeconomia. Ha cominciato lโamministrazione USA, grazie a B. Obama, che ha segnato una forte discontinuitร con il passato: nel 2011 due anni dopo essere stato nominato presidente, Obama emise un Executive Order in cui si invitavano le Agenzie Federali a valutare lโopportunitร dellโutilizzo della teoria del nudge e dellโarchitettura delle scelte nella loro attivitร di regolamentazione. Questo ha portato ad esempio allโintroduzione da parte del governo americano di una serie di misure di successo nella regolamentazione del credito sugli scoperti di conto, sullโoverdraft nella carte di credito e sui down deposit per i mutui. In altre parole, il lavoro di Thaler avvicina le scienze economiche e la finanza, che spesso per mancanza di educazione finanziaria avvertiamo distanti, alla comprensione dei fenomeni che sottendono ai bisogni di tutti i giorni.
Nel nostro paese avvertiamo forte lโesigenza di unโeducazione finanziaria che consenta investimenti e risparmi consapevoli. Thaler ha spiegato nella sua ricerca il modo in cui focalizzare le indagini economiche in termini piรน incisivi su problemi reali e importanti. La teoria di Thaler non indica che settori o titoli privilegiare (anche se alla domanda, Thaler ha indicato il settore fintech), ma consente di formulare la โspinta gentileโ per farlo. Nel nostro Paese questo consentirebbe ad una buona parte di denaro dormiente sui conti correnti di essere investito nellโeconomia reale e per questa via consentire una crescita del PIL.
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