Il punto di Antonio Tognoli

Negli Stati Uniti lโunemployment gap dovuto alla pandemia si รจ ormai chiuso e il tasso di disoccupazione staziona da un poโ di tempo nellโintorno del tasso naturale (stimato al 4%), confermando la flessione secolare del tasso di partecipazione al mercato del lavoro, sceso costantemente negli ultimi 20 anni dal 67,3% del 2000 al 61,6% del 2020.
PIL del 4Q USA (stima 7,0% contro 2,3% del 3Q) e richiesta sussidi alla disoccupazione WoW (stima 235k contro 238k della scorsa settimana) in uscita oggi alle 14:30. I dati relativi allโoccupazione e ai salari sono quelli che la FED monitora molto attentamente. Lโunemployment gap dovuto alla pandemia si รจ ormai chiuso e il tasso di disoccupazione staziona da un poโ di tempo nellโintorno del tasso naturale (stimato al 4% circa), confermando la flessione secolare del tasso di partecipazione al mercato del lavoro, sceso costantemente negli ultimi 20 anni dal 67,3% del 2000 al 61,6% del 2020. Inoltre, i salari negli ultimi 12 mesi sono cresciuti del 6% circa (calcolato utilizzando la paritร del potere dโacquisto che tiene conto anche del costo della vita) e alla luce dellโinflazione che riduce il potere dโacquisto รจ prevedibile che le pressioni salariali si faranno sempre piรน concrete.
Prendiamo per esempio il settore leisure and hospitality, particolarmente toccato dalla pandemia, dove oggi mancano allโappello ancora 1,3 milioni di posti di lavoro rispetto al 2019. Con la graduale riapertura delle attivitร e degli spostamenti delle persone, la domanda di lavoro molto forte potrร incontrare lโofferta solo a salari crescenti, contribuendo a mantenere viva lโinflazione. Un dato molto commentato sul mercato del lavoro americano รจ inoltre quello dei dimissionari: ad aprile scorso per esempio, il numero di coloro che hanno rassegnato le proprie dimissioni ha toccato un livello storicamente mai visto: 4 milioni di individui. Il dato potrebbe indicare un generale ottimismo da parte dei lavoratori sulla propria capacitร di trovare un nuovo impiego, magari a condizioni migliori. Questo non significa tuttavia che tutti i lavoratori che hanno lasciato il proprio lavoro lโabbiano fatto perchรฉ siano sicuri di trovarne uno migliore. Nonostante i sussidi straordinari alla disoccupazione siano finiti a metร settembre dello scorso anno, in molti settori i salari continuano ad essere inferiori ai sussidi statali ed รจ evidente che i lavoratori preferiscono rifiutare lโimpiego. Per convincere i potenziali lavoratori ad accettare le offerte, le societร devono quindi offrire stipendi sempre piรน alti.
Eโ importante sottolineare che lโinflazione negli USA non ha come causa principale il prezzo dellโenergia (gli USA sono autosufficienti da un punto di vista energetico), quanto piuttosto la dinamica salariale che per effetto della struttura del mercato del lavoro reagisce velocemente alla domanda e allโofferta. Lโinflazione che il mercato del lavoro รจ in grado di generare apre la strada, come abbiamo visto, ad una crescita dei prezzi di vendita di beni e servizi che a loro volta influiscono sui costi di produzione di altri beni e servizi influenzandosi reciprocamente. La soluzione per ridurre lโinflazione indotta dalla maggiore disponibilitร salariale รจ quella di ridurre il loro potere dโacquisto, ma con le elezioni di midterm alle porte non credo che accadrร . Biden stesso rispondendo ad una domanda sulla mancanza di lavoratori ha suggerito una soluzione: pagateli di piรน. Diventa perรฒ poi sempre piรน difficile per la FED governare il sistema monetario avendo contemporaneamente come obiettivo la crescita economica, il controllo dei prezzi e lโoccupazione.
In una fase di rialzo dei tassi progressiva come quella che probabilmente ci attende, specialmente se il livello dei tassi di interesse reali รจ rimasto negativo a lungo, รจ opportuno prediligere nel portafoglio titoli di Stato USA con una bassa duration o con elevato flusso cedolare, allungando opportunisticamente la duration marginale in momenti di elevata volatilitร . Da non sottovalutare infine gli inflation linked: non conosciamo il livello di inflazione tra un anno, ma sappiamo con certezza che sarร superiore a quello pre-covid. Chiaro quindi che in unโottica di medio termine, i titoli inflation linked possono garantire una buona protezione del capitale.
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