Il punto di Antonio Tognoli

Per Tognoli la scommessa della Lagarde รจ che la domanda torni ad allinearsi allโofferta senza generare pressione sui prezzi. Questo scenario implica perรฒ una normalizzazione degli shock sul lato dellโofferta che non dipende dalla scelte delle BCE e che, con una guerra in corso, difficilmente riusciamo a vedere.
PIL del 1Q22 della Germania in uscita oggi alle 8:00 (stima 0,2% contro -0,3% del 1Q21), ordini di beni durevoli USA MoM di aprile alle 14:30 (stima 0,6% contro 0,8% di marzo) e scorte di petrolio USA WoW alle 16:30 (stima 1,38 mln di barili contro -2,39 mln della scorsa settimana).
La BCE segue a ruota la FED sullโaumento dei tassi anche se lo farร con minore vigore. Lโinflazione europea รจ infatti al momento inferiore a quella USA e ha caratteristiche diverse: meno da costi e molto piรน da domanda, sulla quale la politica monetaria ha piรน effetto. Luglio sembra ormai la data indicata per il primo rialzo, dopo oltre dieci anni di politica monetaria espansiva. La misura dovrebbe essere pari a 25 bp, nonostante la Lagarde in una intervista alla tv olandese non abbia escluso lโipotesi di 50 bp, ricordando tuttavia che occorre essere graduali verso la normalizzazione per non frenare la crescita economica. La Lagarde ha tenuto inoltre a precisare che con il rialzo delle aspettative di inflazione lโaumento dei tassi non si configura come un inasprimento della politica monetaria, ma al contrario lasciarli invariati costituirebbe un allentamento non giustificato dai fondamentali economici. Non siamo dโaccordo con la BCE, visto che i dati Europei mostrano unโeconomia in fase di rallentamento e non sicuramente il contrario. Ma soprattutto perchรฉ con i rialzi previsti entro settembre, finisce di fatto lโera dei tassi negativi e quindi delle politiche monetarie espansive. Occorreva inoltre mettere bene in chiaro se la BCE รจ disposta ad accettare una recessione pur di ridurre lโinflazione.
Il faro che guiderร le mosse della BCE sarร la crescita dei prezzi. Se questa dovesse rallentare e stabilizzarsi nel medio termine al 2%, i tassi di interesse convergeranno verso il tasso neutrale. Ma se lโinflazione dovesse essere persistente i tassi saranno aumentati in sequenza oltre il tasso neutrale. La scommessa della Lagarde รจ quella che la domanda torni ad allinearsi allโofferta senza generare pressione sui prezzi. Questo scenario implica perรฒ una normalizzazione degli shock sul lato dellโofferta che non dipende dalla scelte delle BCE e che, con una guerra in corso, difficilmente riusciamo a vedere. Secondo il nostro modello, la domanda potrebbe allinearsi allโofferta solo a seguito di una recessione compresa tra lโ1,5 e il 3%. Diversamene dal collega Powell, la Lagarde giudica inoltre come sia troppo prematuro discutere di come le politiche di bilancio (leggi il reinvestimento flessibile del portafoglio Pepp) possano interagire con la normalizzazione della politica monetaria.
Non sappiamo dove saranno i tassi di interesse a fine settembre, ma sicuramente il loro livello sarร maggiore di quello attuale. Cosรฌ come non sappiamo quale sarร la crescita del PIL nel terzo e quarto trimestre, ma sicuramente con tassi di interesse piรน elevati รจ difficile che sia maggiore di quella attuale. Quali sono quindi gli investimenti compatibili con il rischio attuale? La certezza รจ che il piano Next Generation Eu รจ partito e che dovrebbe privilegiare tutte quelle imprese che operano nel settore della digitalizzazione di prodotto e di processo, della cyber security, della trasmissione di dati su rete fissa o mobile. Ma anche tutte le imprese che operano nella rivoluzione verde (che probabilmente vedranno pure aumentati gli investimenti), da quelle locali a quelli nazionali senza dimenticare tutte quelle che operano nel settore delle infrastrutture e della salute.
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